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PrimAntemprima: tutti i numeri del vino Made in Tuscany

13 febbraio 2023 | 14.19
LETTURA: 3 minuti

Presentati i dati ISMEA per il vino toscano: aumenta il valore delle vigne, vola il biologico e crescono le esportazioni nei paesi extra UE: Stati Uniti, Germania e Canada i maggiori estimatori. La Francia segna un sorprendente +31%.

Foto di Ilaria Costanzo<br>
Foto di Ilaria Costanzo

A Firenze in occasione di PrimAnteprima - l’apertura ufficiale della settimana delle Anteprime di Toscana - sono stati presentati alla stampa i dati ISMEA dell’anno 2022 per il vino toscano alla presenza delle istituzioni.

In Toscana le oltre 12.457 aziende vitivinicole presenti coltivano poco più di 60 mila ettari a vite, con una media di quasi 5 ettari ciascuna, con una produzione che nell’ultima campagna ha raggiunto i di 2,3 milioni di ettolitri di vino, in crescita del 12% circa rispetto alla campagna precedente, in un contesto di una stimata sostanziale stabilità a livello nazionale.

A livello nazionale la Toscana si piazza settima per quantità di vino prodotto con una quota media pari al 5% del totale. La sua unicità, tuttavia, emerge nel poter vantare sul suo territorio 58 indicazioni geografiche riconosciute, di cui 52 DOP (11 DOCG e 41 DOC) e 6 IGT che presidiano la quasi totalità della superficie vitata toscana (95% è destinato a vini DO rispetto a una media nazionale che arriva al 62-64%).

Nel 2021, ultimo dato disponibile a livello nazionale, con 2,1 milioni di hl e 1,2 miliardi di euro la Toscana rappresentava rispettivamente l’8% del volume e l’11% del valore nazionale di vini DOP. Secondo le prime elaborazioni, ancora provvisorie, nel 2022 sono stati imbottigliati 1,3 milioni di ettolitri di DOP, in flessione del 7% rispetto all’anno precedente, mentre l’IGP è scesa dell’8%, con 626 mila ettolitri.

Malgrado la diminuzione dei quantitativi di produzione, il vino toscano in termini di valore continua a performare in maniera interessante: il 2022 ha segnato un sostanziale aumento del ricavo medio in vigna, arrivato oltre i 7mila euro ad ettaro, grazie a una positiva combinazione di aumento dei prezzi delle uve e delle rese rispetto ad uno scarso 2021. Sono stati soprattutto Chianti e Morellino a mostrare aumenti sopra la media nazionale, mentre gli altri grandi rossi sono cresciuti, ma a ritmi minori. Anche l’IGT Toscana nel 2022 ha visto crescere i listini del 20% su base annua a fronte di una crescita a livello nazionale appena del 3%. Negli ultimi anni è cresciuta anche la superficie vitata biologica toscana: nel 2021 contava oltre 25 mila ettari - il 40% della superficie regionale e il 20% del totale della superficie a vite bio in Italia; per il 2022 la produzione stimata è di circa 350 mila ettolitri, il 15% dei 2,2 milioni di ettolitri a livello nazionale.

Sono soprattutto i Paesi extra UE a trainare la domanda di vino toscano: 67% in termini di volume e 72% in termini di valore. In particolare: il 57% delle consegne viene effettuato in USA, Germania e Canada, con gli Stati Uniti che da soli rappresentano il 34% in volume e il 38% in valore.

All’interno dei confini comunitari si osserva invece una riduzione della domanda di vini DOP toscani pari al 3,7% con una lieve riduzione anche dei corrispettivi monetari, ma con una sorprendente eccezione: la Francia, che fa segnare un +31% in termini di valore.

Il calo della domanda interna che nel 2022 ha visto in Italia una diminuzione complessiva degli acquisti in grande distribuzione, non risparmia neanche la Toscana: nel 2022 le DOP toscane hanno registrato una riduzione del 10,6% in termini di volume, a fronte di un calo di circa il 6% per il comparto vino nel suo complesso. In termini di spesa i vini IGT Toscani mostrano invece per il secondo anno consecutivo una dinamica positiva con un +2,8% dopo il +3,5% dello scorso anno. La nota negativa arriva dal fatto che gli attuali volumi acquistati sono inferiori al periodo pre-pandemia.

Bene infine il turismo enogastronomico: secondo il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano a cura di Roberta Garibaldi, la Toscana è oggi la seconda regione più visitata dai turisti italiani che si muovono con il food&wine come motivazione primaria di viaggio ed è la terza regione italiana più presente nei pacchetti turistici dei Tour Operator stranieri specializzati.

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