ll racconto del promoter milanese Angelo Ratti, tra i volti della scena queer con il collettivo 'Biscotto della fortuna'. L'aggressione sulla spiaggia di Porto Istana, non lontano da Olbia, nella notte tra il 13 e il 14 agosto scorsi
"Trenta contro uno". È così che Angelo Ratti, promoter milanese di 39 anni e tra i volti della scena queer con il collettivo Biscotto della fortuna, ha raccontato sui social l’aggressione subita nella notte tra il 13 e il 14 agosto sulla spiaggia di Porto Istana, non lontano da Olbia.
Secondo quanto denunciato da Ratti alle forze dell’ordine, al termine di una serata organizzata dal suo collettivo sarebbe stato aggredito da un gruppo di circa trenta persone. Con lui c’erano tre amici, che avrebbero tentato di intervenire in sua difesa. Il branco, stando al suo racconto, lo avrebbe colpito fino a lasciarlo a terra sanguinante: sassate e calci in faccia. Nell’aggressione sarebbe stata inoltre danneggiata parte dell’attrezzatura utilizzata per la serata.
Ratti ha definito l’episodio un’aggressione di matrice omofoba e ha affidato ai social il suo racconto, spiegando di aver successivamente presentato denuncia alle forze dell’ordine. Saranno gli accertamenti a stabilire l’esatta dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità. Un ulteriore elemento della denuncia riguarderebbe i soccorsi. Secondo la sua testimonianza, alcune persone avrebbero invitato chi gli stava prestando aiuto a non toccarlo sostenendo che il suo sangue potesse essere infetto. L’aggressione è avvenuta al termine di una serata legata alla scena queer milanese, in una delle spiagge della costa gallurese particolarmente frequentate durante il periodo di Ferragosto.
In relazione all'episodio, avvenuto in prossimità del locale Kando Beach, la società Kandobeach, che comunica di avere conferito mandato all’avv. Sergio Deiana "affinché tuteli, in ogni sede competente, l’immagine, la reputazione e gli interessi della società rispetto a ogni indebito, suggestivo o fuorviante accostamento ai fatti oggetto di accertamento da parte dell’Autorità giudiziaria", in una nota si dice "del tutto estranea all’istigazione o all’autorizzazione di condotte violente o discriminatorie" e spiega che "intende assicurare la propria piena collaborazione agli organi competenti al fine della individuazione delle esatte responsabilità", invitando "a distinguere rigorosamente la posizione della società dalle eventuali condotte personali ancora oggetto di accertamento e ad astenersi da rappresentazioni idonee ad attribuire a Kandobeach responsabilità, orientamenti o comportamenti che non le appartengono". La società annuncia inoltre di aver, per il tramite del proprio difensore, "già intrapreso apposite azioni, in sede civile, penale e deontologica, nei confronti di coloro i quali hanno diffuso notizie inesatte operando accostamenti lesivi della sua reputazione".