Crans-Montana, niente domiciliari per Jessica Moretti ma non può lasciare la Svizzera

Autopsia su Riccardo Minghetti: altri accertamenti per stabilire la causa della morte

Il luogo della tragedia
Il luogo della tragedia
13 gennaio 2026 | 15.07
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Jessica Moretti non andrà ai domiciliari. Il tribunale delle misure coercitive del Cantone del Vallese ha deciso di imporre misure sostitutive alla detenzione preventiva per la gestrice del bar 'Le Constellation' di Crans-Montana, teatro della tragedia di Capodanno. Lo riferisce l'emittente Rts, secondo cui il tribunale ha così accolto la richiesta del pubblico ministero.

Si tratta delle misure classiche che consistono nel divieto di lasciare la Svizzera, nell'obbligo di depositare tutti i documenti di identità e di soggiorno presso il pubblico ministero, nell'obbligo di presentarsi quotidianamente presso una stazione di polizia e nell'obbligo di versare adeguate garanzie.

L'autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti

È stata intanto eseguita questa mattina al policlinico Gemelli l'autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti, il 16enne romano deceduto nella strage di Capodanno a Crans Montana. Dai primi risultati sono emerse lesioni da ustioni ma per stabilire le cause della morte serviranno ulteriori accertamenti. Il team di medici legali ha effettuato anche esami radiologici, Tac e tossicologici. Questi ultimi in particolare saranno necessari per appurare se il decesso sia avvenuto per asfissia.

L’esame autoptico è stato disposto dai pm di Roma titolari dell’inchiesta in cui si procede per omicidio plurimo colposo, disastro, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica.

Richiesta di procuratore straordinario fuori Cantone per fare chiarezza sulla tragedia

Alla Procura vallesana è stata nel frattempo presentata la richiesta per la nomina di un procuratore speciale proveniente da fuori Cantone incaricato di fare chiarezza sulla tragedia di Crans-Montana, in cui 40 persone hanno perso la vita. La richiesta è stata depositata dall'avvocata losannese Miriam Mazou, che rappresenta la famiglia di una vittima.

Intervistata da Rts Mazou ha spiegato che il diritto vallesano prevede esplicitamente la possibilità di nominare un procuratore esterno in presenza di ''motivi importanti''. In questo caso le motivazioni sono la portata della tragedia e il fatto che le indagini devono riguardare anche l’operato delle autorità vallesane.

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