Tra le motivazioni della custodia cautelare di tre mesi, il tribunale cita il pericolo di fuga. Procura di Roma contesta anche il disastro colposo
E' stato convalidato l'arresto di Jacques Moretti. Ma il titolare del bar Le Constellation di Crans Montana, in Svizzera, teatro della tragedia di Capodanno in cui sono morte almeno 40 persone e 116 sono rimaste ferite, potrebbe essere rilasciato su cauzione ''tra qualche giorno''.
La decisione della convalida è stata presa dal tribunale cantonale del Vallese competente, il quale ha spiegato che è stata per il momento disposta una custodia cautelare di tre mesi. Tra le motivazioni, il tribunale cita il pericolo di fuga. La moglie di Moretti, Jessica, è in libertà con il braccialetto elettronico.
Ma Moretti potrebbe però essere rilasciato su cauzione ''tra qualche giorno'', ha fatto sapere lo stesso tribunale spiegando, in una nota, che la custodia cautelare può essere revocata "subordinatamente a varie misure, tra cui il pagamento di una cauzione". Tuttavia, siccome è necessaria ''un'indagine attenta, nel frattempo deve prevalere la privazione della libertà" per Moretti, ha affermato il tribunale.
Moretti era stato arrestato venerdì perché la procura aveva ritenuto che esistesse il ''pericolo concreto di fuga''. L'avvocato di Moretti, Patrick Michod, ha detto a Brmtv che ''si tratta di una decisione favorevole per il mio cliente. E' coerente e giuridicamente valida e dovrebbe consentirgli di essere rilasciato entro pochi giorni".
La procura di Roma contesta anche il reato di disastro colposo. I pubblici ministeri capitolini, competenti per gli italiani morti all'estero, procedono, inoltre, per omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. Gli inquirenti invieranno una rogatoria alle autorità svizzere con cui chiedere gli atti e la lista degli indagati in relazione all'inchiesta e una volta ricevuto l'incartamento, procederanno alle iscrizioni nel registro degli indagati dei gestori del bar, Jacques e Jessica Moretti, e di eventuali altre posizioni.
Intanto i pm capitolini hanno disposto l'autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti, il 16enne romano deceduto nella strage di Capodanno, in cui sono morti altri 5 giovani italiani, delegando per gli esami autoptici anche le procure di Milano, Bologna e Genova che poi trasmetteranno gli esiti agli inquirenti della Capitale.
I coniugi Moretti, secondo la Sonntags Zeitung, erano già finiti nel mirino della giustizia vallesana, senza però essere mai condannati. In particolare nel 2020 le autorità vallesane avrebbero infatti avviato indagini contro la coppia in relazione ai prestiti Covid elargiti agli esercizi pubblici durante la pandemia. Nel marzo del 2020, i Moretti avrebbero ricevuto un prestito di 75.500 franchi, ovvero una cifra corrispondente a circa il 10% del fatturato del bar durante la pandemia. Parte di quella somma sarebbe stata utilizzata per l'acquisto di una Maserati da oltre 33mila franchi, andando così ad ampliare un parco veicoli già notevole, composto da una Mercedes, una Bentley e una Porsche Cayenne.
Le autorità hanno quindi indagato sull'eventuale uso improprio dei prestiti Covid, stabilendo, un anno dopo, che ''non sussistevano gli elementi di reato'', in quanto i gestori del bar avrebbero dimostrato che la Maserati non appartenesse a loro privatamente, ma figurasse nei registri contabili dell'esercizio pubblico. Una seconda indagine avrebbe interessato la coppia nel 2022, questa volta ad opera dell'Ispettorato del Lavoro. Diversi dipendenti avrebbero infatti presentato reclami in merito alle condizioni di lavoro nel bar Le Constellation e nel ristorante Le Senso, sempre gestito dai Moretti.
Nella denuncia citati ''orari di lavoro non rispettati, lavoro notturno non retribuito e periodi di riposo non rispettati''. Nei locali sarebbero arrivati gli ispettori, ma sulla Sonntags Zeitung non sono stati condivisi i risultati di quei controlli.
La procura di Roma è intanto pronta a inviare una rogatoria alle autorità svizzere con cui chiedere gli atti e la lista degli indagati in relazione all’inchiesta aperta sulla strage. Al momento i pm di piazzale Clodio, competenti per gli italiani morti all’estero, procedono per omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio, a carico di ignoti. Una volta ricevuto l’incartamento, i magistrati capitolini procederanno alle iscrizioni nel registro degli indagati dei gestori del bar, Jacques e Jessica Moretti, e di eventuali altre posizioni.
I pazienti dell'incendio di Crans Montana, ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano, fa il punto l'assessore al Welfare Guido Bertolaso, "sono 7 in rianimazione intubati, 5 al centro ustioni. Speriamo che un paio di loro nelle prossime giornate possano essere estubati. Per 3-4 di loro il percorso sarà molto più lungo e complicato". "I genitori sono tutti qui - ha continuato Bertolaso - hanno un loro spazio dove si possono incontrare, possono stare vicino ai figli, incontrano soprattutto i medici curanti. Li ho trovati tutti tranquilli, ma in grande ansia - ha concluso -. Ci sono un paio di genitori che non sono di Milano e gli abbiamo messo a disposizione strutture alberghiere. Sono tutti soddisfatti di quello che stiamo facendo". "Diciamo che la questione più complicata oggi non sono tanto le ustioni importanti e vaste per tutti, ma sono le situazioni polmonari perché tutti questi ragazzi hanno dovuto respirare sostanze altamente tossiche che adesso purtroppo a livello polmonare stanno prendendo il sopravvento e stanno creando tutta una serie di problematiche, soprattutto di natura infettiva, estremamente difficili da fronteggiare", ha spiegato l'assessore.
Oggi dunque, ha chiarito Bertolaso, al di là delle ustioni che "sono importanti, la sfida principale riguarda l'apparato respiratorio". E l'impegno dei professionisti del Niguarda è quotidiano. Per quanto riguarda ad esempio le ustioni, "ogni medicazione può durare oltre due ore e coinvolgere fino a 4 infermieri per singolo paziente. È un lavoro imponente, svolto con competenza, dedizione e umanità", ha spiegato Bertolaso.
Si è parlato tanto anche dei farmaci usati, in particolare di uno "che viene estratto dall'ananas ed è una sostanza utilizzata comunemente soprattutto per i grandi ustionati". "Ho sentito lunghi servizi su questo farmaco" che è a base di bromelina. "Le scorte che abbiamo in questo ospedale sono sufficienti per un mese. Per precauzione abbiamo chiesto in giro se c'era qualcuno che avesse delle scorte da mettere a disposizione per non andarle eventualmente a cercare sul mercato internazionale. Da lì è partito un cinema incredibile. Noi siamo grati a tutti quelli che ci vogliono mettere a disposizione il farmaco, ma non ne abbiamo bisogno", ha chiarito Bertolaso, precisando, in riferimento alla complessità della situazione in caso di pazienti ustionati, che "purtroppo non è questo il farmaco" che da solo "salverà la vita a questi ragazzi".
Il supporto alle famiglie e ai pazienti è anche sul fronte psicologico, un aspetto importante quando si vivono situazioni come quella che ha coinvolto questi ragazzi. "Ho parlato con un ragazzo che ha ancora tutta la faccia fasciata e con altre due pazienti", le più grandi di età fra i ricoverati di Crans, ha riferito Bertolaso. La 29enne di Cattolica, Eleonora, "non vede l'ora di riavvicinarsi a casa. L'altra signora è ancora molto provata dallo choc che ha subito. Ha bisogno di conforto e noi abbiamo anche il nostro team di psicologi che non li molla mai un attimo", come "non molla mai i genitori, che anche loro sono continuamente assistiti". "Ho avuto modo di incontrare la mamma di Leonardo, quando l'ho fatta scendere dall'elicottero ieri sera - ha raccontato l'assessore -. Era sollevata perché era a casa e le abbiamo fatto una bella sorpresa: le abbiamo fatto trovare vicino al letto di Leonardo il fratello Mattia", che "nel frattempo ha anche sostenuto l'ultimo esame del suo corso di laurea e ha preso 29. Ieri sera si è ricongiunto alla mamma e al fratello".
Quanto ad eventuali altre necessità per ulteriori feriti, Bertolaso ha ribadito: "Abbiamo le porte spalancate per tutti quelli che hanno bisogno". E ha ricordato anche l'impegno sul fronte della preparazione in vista di Milano-Cortina. "E' chiaro che il Niguarda è ospedale olimpico. Fra qualche settimana ci aspetta un avvenimento sportivo di dimensioni mondiali. Infatti tutti i direttori generali delle strutture sanitarie milanesi sono coinvolti nel rivedere l'impianto organizzativo dell'emergenza urgenza. Stiamo organizzando un programma di gestione di tutte le terapie intensive dell'area metropolitana proprio in previsione delle Olimpiadi, non ci facciamo trovare impreparati su qualsiasi imprevisto". Il grazie di Bertolaso è andato infine anche ad Areu (Agenzia regionale emergenza urgenza) per l'operazione di trasferimento dalla Svizzera, definita "di straordinaria complessità. Regione Lombardia resta pronta ad accogliere ulteriori pazienti qualora vi fosse necessità". "Le nostre strutture sono e resteranno a disposizione - hanno concluso il direttore generale del Niguarda Alberto Zoli e il direttore generale di Areu Massimo Lombardo - siamo ben organizzati per il trasporto e il ricovero di eventuali altri pazienti".