I legali: "Non conoscevano né il giornalista né Lavitola. Depositeremo un'istanza per chiedere l'attenuazione delle misure cautelari"
“I nostri assistiti hanno risposto a tutte le domande. Domani depositeremo istanza per chiedere l’attenuazione delle misure cautelari”. Lo hanno detto gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, difensori di due dei quattro arrestati lo scorso 30 giugno con l'accusa di essere gli esecutori materiali dell'attentato davanti all'abitazione del conduttore di Report Sigfrido Ranucci, uscendo dal carcere di Rebibbia dopo l’interrogatorio di Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello. L’atto istruttorio, richiesto dalla difesa, si è tenuto davanti al pm Edoardo De Santis ed è terminato dopo 9 ore.
“Sono stati toccati i temi che già sapevamo. Il perimetro del mandato è quello della prima ordinanza (cioè il collocamento dell’ordigno sotto casa di Ranucci, ndr.) non i colpi di pistola”, hanno aggiunto gli avvocati di D’Avino e Passariello. “Loro hanno avuto rapporti solo con Tavares. Hanno confermato che non volevano far male a nessuno e che non conoscevano Ranucci né Lavitola”, hanno detto i difensori (VIDEO 1 - 2)
I due presunti autori materiali dell'attentato contro Sigfrido Ranucci, ha detto l'avvocato Antonio Falconieri, intervenendo a Zona Bianca, "hanno ammesso le proprie responsabilità". "Per gli inquirenti il riferimento al famoso Corrado non è rilevante", ha detto Falconieri aggiungendo che"non è stata fatta alcuna domanda su Corrado".
A Zona Bianca, in prima serata su Retequattro, l'avvocato Antonio Falconieri ha aggiunto: “Hanno risposto a tutte le domande. Ovviamente, sul contenuto c’è segreto procedimentale: domani faremo richiesta di attenuazione della misura cautelare: chiederemo la revoca. Se qualora il Gip dovesse vedere una esigenza ancora da tutelare, magari i domiciliari con dispositivo elettronico potrebbero avere la stessa funzione. Però non parlerei di confessione, è stato specificato quelle che sono le loro responsabilità. Hanno risposto a tutte le domande - non si sono sottratti neanche a una - e non è stato fatto il nome di Ranucci. A breve ci sarà un verbale, il resto è secretato”.
Quanto all'istanza "che presenteremo sulla misura cautelare sarà per chiedere una sua attenuazione, se non una revoca, che secondo noi può essere accettata, a maggior ragione dopo l’interrogatorio di oggi. Questa è la nostra strategia nell’immediato. Per il futuro il rito abbreviato è una possibilità”, hanno spiegato i legali.
Il giornalista inviato del Tg1 ha scovato in Camerun Gomes Tavares, factotum di Lavitola, indagato per l’attentato a Ranucci. Nell’intervista, in onda questa sera alle 20, dice: "Lavitola resisti ed esci presto", "sì, Valter è mio socio", "conosco alcuni degli arrestati per l’attentato, ma della bomba non parlo". E ancora: "Non sono latitante e se volessi scappare andrei in Russia dove conosco e dove nessuno potrebbe chiedere estradizione". "Tornerò in Italia per parlare con i magistrati". E aggiunge: "Le parole di Lavitola? Ognuno è responsabile di quello che dice e che fa".
"Sono sicuro che sarò un uomo libero. Solo il tempo per verificare che non c'entro niente in tante cose. Io sono un lavoratore", afferma Gomes Tavares. Del conduttore di Report, dice: "Non l'ho mai conosciuto, e se lo ho incontrato sarà stato sicuramente al Cefalù".