Milano, in corteo con bandiera Hezbollah: indagata per istigazione a terrorismo

Perquisita stamattina: "Fervente sostenitrice" anche degli ayatollah

Bandiera Hezbollah
Bandiera Hezbollah
02 luglio 2026 | 12.56
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E' indagata per istigazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale e apologia di associazione terroristica la donna che sfilò al corteo del 25 aprile avvolta in una bandiera di Hezbollah. La 34enne, indagata insieme ad altre quattro persone, è stata perquisita questa mattina nella sua casa di Milano dai carabinieri del Ros e verrà interrogata in giornata. Le viene contestata anche l'aggravante di aver utilizzato sistemi telematici per l'istigazione, dal momento che pubblicò su Instagram sue fotografie, sempre con la bandiera di Hezbollah, durante un'altra manifestazione.

Dall'attività di monitoraggio - si legge nel decreto di perquisizione firmato dal pubblico ministero della Procura di Milano, Alessandro Gobbis - è emerso "il profilo social di una donna che, almeno in tre diversi episodi, si è dimostrata fervente sostenitrice non solo dell'attuale dirigenza statale iraniana, ma anche dell'organizzazione Hezbollah", si legge nel decreto di perquisizione firmato dal pubblico ministero della Procura di Milano, Alessandro Gobbis, in cui viene ricordato che l'Eso, il braccio operativo dell'associazione paramilitare libanese, è stato riconosciuto come organizzazione terroristica dall'Unione europea dopo l'attentato all'aeroporto di Burgas, in Bulgaria, del luglio 2012.

La 34enne sui social, dove aveva 3.390 follower, avrebbe pubblicato 46 post. Nella biografia del suo profilo, il motto: "Se non c'è giustizia per gli oppressi, che non ci sia pace per gli oppressori". E poi le bandiere di Palestina, LIbero, Iran e Siria.

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