La ricerca sull'invecchiamento della popolazione rende fino al 30%, Lucifora: "Puntiamo sul capitale di salute"

Il professore, ordinario di Economia politica all’Università Cattolica di Milano, ha condotto una analisi di valutazione dei benefici attesi dal partenariato Age-it

La ricerca sull'invecchiamento della popolazione rende fino al 30%, Lucifora:
28 gennaio 2026 | 12.00
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L'invecchiamento della popolazione, soprattutto in Italia, è una traiettoria consolidata della demografia. La ricerca mirata a comprendere come e dove investire per generare un ritorno positivo per l'economia e il benessere sociale è stata condotta negli ultimi tre anni da Age-It, partenariato nazionale di ricerca finanziato dal Pnrr. Claudio Lucifora, componente del CdA di Age-it e Ordinario di Economia politica all’Università Cattolica di Milano, ha condotto una analisi di valutazione dei benefici attesi, cumulati su un orizzonte di due decenni, in cui viene stimato il rendimento dell’investimento.

Professore, partiamo dai numeri. Quanto vale la ricerca fatta da Age-It?

A fronte di un investimento di 120 milioni, il risultato atteso, ovviamente in termine di benefici cumulati nell'arco di 20 anni, è di circa 25 miliardi di euro nello scenario più conservativo, con un tasso di rendimento compreso tra il 25 e il 30%, superiore ai benchmark convenzionali degli investimenti pubblici.

Come è stato costruito il partenariato Age-It?

Il partenariato è stato costruito e ideato su tre assi, la ricerca biomedica, la ricerca socio-economica e poi tutto quello che ha a che fare con la ricerca sulle nuove tecnologie. Quindi, è interdisciplinare e, soprattutto, per la prima volta c'è un'azione sistemica che mette insieme competenze molto diverse, perché l'invecchiamento è un problema che interessa moltissime aree.

Come si concretizza il metodo di lavoro: da dove si parte e dove si vuole arrivare?

Per esempio, ragioniamo su quanto costa tenere più a lungo i lavoratori nei luoghi di lavoro, che è una cosa che bisogna fare, che è utile. Ecco, bisogna cercare di capire come incide il declino di produttività, che è inevitabile. I protocolli che abbiamo sviluppato per un invecchiamento in salute consentono di migliorare sul piano degli anni di vita in salute: la ricerca biomedica assieme alla ricerca socio-economica e alle innovazioni tecnologiche ci consentono di aumentarli. Questo, vale per la comunicazione riguardo gli stili di vita, per la comprensione delle esigenze nutrizionali e gli stili di vita, per la riduzione dei tempi di riabilitazione a seguito di traumi.

Qual è invece la linea strategica principale, la prospettiva con cui si propone di intervenire?

La chiave è investire sul capitale di salute. Il partenariato ha affrontato l'invecchiamento e la longevità in un'ottica di 'Life course', quindi del corso di vita, perché bisogna occuparsi della salute e dell'invecchiamento attivo presto e non solo dopo i 65 anni di età. A fronte della capacità delle persone di lavorare più a lungo, è indispensabile contrastare sia il declino cognitivo sia le limitazioni funzionali. Questo approccio, poi, riduce il tasso di dipendenza, perché le persone lavorando di più non devono beneficiare di sussidi per l'assistenza o di pensioni di invalidità e, invece, continuano a percepire una retribuzione e a pagare le tasse. La riduzione dei tassi di dipendenza migliora i conti pubblici, quindi il capitale sociale. Investire in capitale di salute migliora le condizioni socio-economiche oltre che il benessere delle persone. C'è una circolarità per cui si rafforza un circolo virtuoso mentre, per converso, non fare nulla alimenta un circolo vizioso.

Qual è, nello specifico, il costo del non fare?

"Al 2050 l'occupazione calerà di almeno sei milioni di persone, perché calerà la popolazione fra 15 e 64 anni. Ecco, solo questo avrà un effetto sulla crescita del reddito pro capite del -0,6%, che si traduce in 1500 euro in meno all'anno. Prendendo invece l'aumento della quota degli 80+, al 2050 le spese per l'assistenza pubbliche e private raddoppieranno. E queste sono cifre enormi: una finanziaria ogni anno che viene mangiata da queste cose e questo è il costo di non far nulla".

Qual è quindi il messaggio principale del partenariato Age-it?

"I messaggio del partenariato è che 'non ci sono pasti gratis', come dicono gli economisti, e che ci saranno delle scelte da fare da parte del decisore politico, ma che in ogni caso, e questo lo dimostriamo con i dati, non fare niente è più costoso che investire per longevità e vita in salute". (Di Fabio Insenga)

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