Giovedì gli interrogatori dei quattro arrestati. Il giornalista: "Sono criminali di alto livello, nostri investigatori formidabili"
Sono fissati per domani, giovedì 2 luglio, gli interrogatori di garanzia per i quattro arrestati dai carabinieri con l’accusa di aver compiuto l’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, avvenuto a Pomezia, vicino Roma, nell’ottobre del 2025. Le accuse, a vario titolo, sono di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. La procura è intenzionata a continuare a contestare anche il reato di strage, non riconosciuto dal gip che ha disposto gli arresti.
Intanto proseguono le indagini per individuare i mandanti dell’attentato al giornalista, anche attraverso l’analisi dei cellulari, tra cui un telefonino trovato proprio ieri durante le perquisizioni scattate in concomitanza degli arresti. Gli inquirenti non escludono alcuna pista, comprese quelle non legate direttamente all’attività giornalistica del conduttore di Report.
"Si tratta di una squadra che fa per mestiere questo, attentati, estorsioni, probabilmente per la criminalità di alto livello”, ha detto Ranucci parlando ad Agorà Estate, su Rai Tre. "Credo che gli investigatori abbiano qualche traccia, più di una probabilmente - dice il giornalista - Dobbiamo aspettare di vedere quale sarà l’evoluzione. Se queste persone confesseranno qualcosa, come mi auguro. I nostri investigatori hanno dimostrato di essere formidabili”. Parlando del suo stato d'animo ha aggiunto: "Mi sento bene. Certo mi ha riportato indietro a quel giorno, quindi sicuramente c'è un po' di stordimento”.
Le persone arrestate sono Antonio Passariello, residente nel comune di Cicciano, in provincia di Napoli, Marika De Filippi, Saverio Mutone e Pellegrino D’Avino, tutti residenti nell’Avellinese. Il gruppo avrebbe agito su commissione, in cambio di diverse migliaia di euro. I quattro hanno precedenti penali per droga e il 53enne in particolare tra i precedenti ha anche il sequestro di persona, violenza sessuale, rapina ed estorsione. La procura di Roma nella richiesta di arresto contestava l’accusa di strage, non riconosciuta poi dal gip nell'ordinanza.