L’opera del 1907 sarà protagonista della vendita serale di Christie’s il 14 ottobre. Il dipinto, esposto per oltre cinquant’anni al Lenbachhaus di Monaco, è considerato una delle opere chiave della fase formativa dell’artista
Un capolavoro di Vasily Kandinsky (1866-1944), dal titolo "Das bunte Leben" (La vita variopinta), sarà tra i principali lotti della vendita serale di arte del XX e XXI secolo organizzata da Christie’s a Londra il prossimo 14 ottobre, nell’ambito della Marquee Frieze Week. Dipinto nel 1907, il grande olio su tela, delle dimensioni di 130 per 163 centimetri, sarà proposto con una stima su richiesta ma secondo indiscrezioni di stampa la valutzione è intorno a 70/80 milioni di sterline. L’opera torna sul mercato dopo una vicenda di restituzione di particolare rilievo. Nel giugno 2023 "Das bunte Leben" è stato restituito agli eredi di Hedwig Lewenstein-Weyermann, ponendo fine a una lunga controversia sulla provenienza del dipinto. L’opera era rimasta per oltre cinquant’anni in esposizione al Lenbachhaus di Monaco, al quale era stata concessa in prestito a lungo termine.
Considerato uno dei risultati più importanti degli anni formativi di Kandinsky, il dipinto fu realizzato durante il soggiorno dell’artista nell’ambiente d’avanguardia parigino. Nel 1907 venne inoltre presentato al Salon d’Automne di Parigi, dove attirò l’attenzione della critica. Gli anni trascorsi tra il 1904 e il 1908 furono decisivi per la formazione del linguaggio artistico di Kandinsky. A Parigi l’artista entrò in contatto con le ricerche più innovative della pittura europea, dalle esperienze di Paul Cézanne, Georges Seurat e Vincent van Gogh al Pointillisme, al Post-Impressionismo e al Fauvismo. Kandinsky, arrivato nella capitale francese nel 1906 insieme alla pittrice Gabriele Münter, frequentò il Salon des Indépendants e il Salon d’Automne e conobbe da vicino galleristi, artisti e collezionisti protagonisti della scena parigina. Queste esperienze contribuirono a modificare profondamente la sua concezione della pittura. Il colore iniziò ad assumere per Kandinsky un valore autonomo, non più limitato alla rappresentazione della realtà, ma capace di esprimere emozioni e significati spirituali. "Das bunte Leben", realizzato nel 1907, rappresentò in questo percorso un passaggio fondamentale. Era allora la tela più grande mai dipinta dall’artista e costituiva un’ambiziosa dichiarazione artistica destinata a un pubblico internazionale.
La composizione riunisce una moltitudine di figure in un paesaggio quasi fiabesco: pellegrini, contadini, santi, nobili, madri e bambini convivono in una dimensione senza tempo. Vita e morte, gioia e dolore, amore e perdita si incontrano in un universo nel quale Kandinsky non racconta una storia precisa, ma costruisce una riflessione universale sull’esperienza umana. Numerosi motivi derivano dalla cultura, dalle leggende e dalle tradizioni religiose russe che avevano profondamente influenzato l'artista. Tra gli elementi più riconoscibili figura il cavaliere a cavallo tra gli alberi, un'immagine destinata a diventare centrale nell'identità artistica di Kandinsky e, successivamente, nell'universo del Blaue Reiter. La superficie della tela è animata da accostamenti cromatici luminosi e quasi musivi, testimonianza della crescente libertà con cui Kandinsky sperimentava il colore. Le suggestioni dell’avanguardia parigina convivono così con la memoria culturale russa, anticipando quella progressiva emancipazione dalla rappresentazione figurativa che avrebbe condotto l’artista verso l’astrazione.
La storia del dipinto è strettamente legata a quella della famiglia Lewenstein. Nel novembre 1927 "Das bunte Leben" fu acquistato dall’imprenditore e collezionista olandese Emanuel Albert Lewenstein e dalla moglie Hedwig Lewenstein-Weyermann. La famiglia possedeva una significativa collezione di arte moderna, con opere di artisti olandesi ed esponenti dell’avanguardia europea. La situazione cambiò radicalmente durante la Seconda guerra mondiale, dopo l’occupazione tedesca dei Paesi Bassi. Nell’ottobre 1940, pochi mesi dopo l’invasione nazista, le opere della collezione Lewenstein furono disperse. Il dipinto di Kandinsky, allora in prestito allo Stedelijk Museum, fu rimosso dal museo, venduto all’asta e acquistato dal collezionista Salomon B. Slijper.
Nel 1972 l’opera fu successivamente acquisita dalla Bayerische Landesbank e, dal 1973, concessa in prestito a lungo termine al Lenbachhaus di Monaco, dove è rimasta esposta al pubblico per più di cinquant’anni. Dopo la guerra, i figli di Emanuel e Hedwig Lewenstein, Robert e Wilhelmine, avviarono una lunga attività di ricerca per ricostruire il destino delle opere appartenute ai genitori. Dopo anni di indagini sulla provenienza e di iniziative legali, condotte con il supporto dei loro consulenti e della società Mondex Corporation, gli eredi di Hedwig Lewenstein-Weyermann hanno ottenuto la restituzione del dipinto dalla Bayerische Landesbank nel giugno 2023.
"'Das bunte Leben' è molto più di un capolavoro giovanile: cattura un momento in cui influenze diverse confluiscono nella pratica dell’artista e indica la svolta radicale verso l’astrazione che sarebbe seguita", ha dichiarato Marc Porter, chairman di Christie’s Americas. Per Keith Gill, vicepresidente di Christie’s per il settore 20/21, il dipinto rappresenta "non solo un punto di svolta nell’opera di Kandinsky, ma anche uno dei grandi momenti di trasformazione nella storia della pittura moderna". Secondo Gill, nella tela Kandinsky "non si limita più a rappresentare il mondo che lo circonda», ma inizia a interrogarsi sulla possibilità che la pittura possa comunicare «qualcosa che va oltre il visibile". (di Paolo Martini)