E' morto Gino Agnese, biografo di Marinetti e Boccioni

Storico editorialista del Tempo, è stato presidente della Quadriennale di Roma dal 2002 al 2011

Gino Agnese
Gino Agnese
28 marzo 2026 | 12.09
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E' morto nella sua casa di Roma, all’età di 90 anni, il giornalista e saggista Gino Agnese. Agnese era nato a Napoli il 10 marzo 1936 e nel 1960 si trasferì a Roma come redattore del Secolo d'Itaia. E' stato inviato speciale ed editorialista per oltre trent’anni al Tempo. Ha scritto per molti anni anche sul Messaggero Veneto, su Il Giornale e su Il Resto del Carlino. Agnese è stato un appassionato d’arte moderna e contemporanea, soprattutto futurista. Biografo di Marinetti e di Boccioni, nel 1990 scrisse “Marinetti, una vita esplosiva”, la prima biografia completa del fondatore del Futurismo. Nel 1996 pubblicò “Vita di Boccioni”, unica biografia dell'artista. In seguito scrisse “Boccioni da vicino”, “Marinetti Majakovskij” e qualche mese fa è uscito il suo ultimo saggio “Il colbacco di Boccioni”.

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Fu Presidente della Quadriennale di Roma, dal 2002 al 2011, assicurando alla Fondazione la nuova sede di Villa Carpegna, dove trovano sistemazione la Biblioteca e l'Archivio Storico. Fu anche consigliere del Palazzo delle Esposizioni e delle Scuderie del Quirinale, dal 1998 al 2008. Nel 1982 fondò la rivista internazionale di studi sulla comunicazione “Mass Media”, che uscì con cadenza bimestrale per tredici anni. Su Mass Media scrissero studiosi non soltanto italiani (Derrick de Kerckhove, Gianfranco Ravasi, Gillo Dorfles, Piero Buscaroli, John Eccles, Andrej Tarkovskij, Armand Mattelart, Luigi Accattoli, Renato Barilli, Guido Gili, Mario Costa, Roberto Grandi, Abraham Moles, Robert White e altri). La rivista fu argomento di tesi di laurea e dal 1992 fu abbellita dalle "copertine d'autore", eseguite da celebri artisti: Alberto Burri, Antoni Tàpies, Bruno Munari, Kenneth Noland, Piero Dorazio, Giulio Turcato, Luigi Veronesi, Carla Accardi, Emil Schumacher e altri. Le opere vennero raccolte in una esposizione alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Nel 1995, quando Internet non era ancora diffuso in Italia, organizzò e diresse per Alleanza Nazionale – fu direttore della Cultura sotto la Presidenza di Gianfranco Fini - il convegno “Bit & Polis” a Montecitorio: una visione antesignana di come l'informatica e la rete cambiavano la cultura e la politica. Agnese scrisse “Parola di patriarca”, dieci interviste a personalità del Novecento, e tanti altri saggi, oltre a collaborare alla stesura di diversi volumi sul Futurismo, e sulla comunicazione di massa. Fu insignito di molti riconoscimenti. Il Premio della Cultura, Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel 1987; Premio Tevere, nel 1990; Premio Castiglioncello, nel 1991; Premio "Il Pane", nel 1993; Premio Hemingway, nel 1997; Premio Nazionale Rhegium Julii, nel 1997; Premio Procida per la Cultura, nel 1997. Nel 1988 Agnese fece parte della giuria del Premio Letterario Chianciano e dal 1989 fu in quella del Premio Letterario Basilicata. Si è spento nella sua abitazione romana, lasciando la moglie Rosanna, il fratello Vincenzo, assieme agli altri familiari e amici. I funerali si svolgeranno lunedì 30 alle 15 presso la Chiesa dei Santi Angeli Custodi, nel quartiere di Montesacro a Roma.

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