Il genio di Ferdinando Sarmi, stilista delle dive di hollywood, in mostra a Palazzo Pitti

Per la prima volta una esposizione dedicata al grande couturier italiano attivo a New York: realizzò splendidi abiti per le grandi attrici del cinema tra anni Cinquanta e Sessanta, tra le quali Marylin Monroe, Audrey Hepburn, Marlene Dietrich, Barbra Streisand

(Una sala della mostra a Palazzo Pitti - Ufficio stampa Gallerie degli Uffizi)
(Una sala della mostra a Palazzo Pitti - Ufficio stampa Gallerie degli Uffizi)
18 giugno 2026 | 15.22
LETTURA: 4 minuti

Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, Marlene Dietrich, Barbra Streisand, la duchessa di Windsor. Negli anni d’oro della Fifth Avenue, le donne più celebri del Novecento affidavano il loro look alle mani di Ferdinando Sarmi, couturier capace di portare nello stile dell’alta società americana un tocco di italianità. Fino al 31 dicembre 2026 il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, che fa parte delle Gallerie degli Uffizi, dedica allo stilista la mostra “Ferdinando Sarmi New York – Un viaggio nella moda da Firenze alla Fifth Avenue”, allestita nel Saloncino da Ballo e nelle sale adiacenti. L’esposizione, prima nel suo genere, propone una selezione di abiti iconici del couturier, messi in relazione con i materiali del Fondo Sarmi conservato nel Museo della Moda e del Costume e con accessori d’epoca che restituiscono il clima culturale e mondano della New York degli anni Cinquanta e Sessanta.

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Nato a Ravenna, laureato in giurisprudenza, Ferdinando Sarmi apparteneva a una famiglia della nobiltà italiana. Nel 1951 fu coinvolto dalla Maison Fabiani nella storica sfilata organizzata da Giovanni Battista Giorgini nella villa del Giardino Torrigiani di Firenze: un evento destinato a segnare la nascita del lancio del Made in Italy all’estero.

In quell’occasione Sarmi attirò l’attenzione di Elizabeth Arden, protagonista assoluta dell’industria cosmetica americana, che lo volle a New York per dirigere la linea moda del marchio Arden. Dopo gli anni trascorsi accanto all’imprenditrice, nel 1958 fondò il proprio brand, “Sarmi New York”, diventando rapidamente uno dei nomi più celebri dell’alta moda americana. Lo stilista fiorentino vestì alcune delle personalità femminili più in vista del Novecento, tra le quali Marlene Dietrich, Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, Lily Pons, Wallis Simpson, duchessa di Windsor, la First Lady Pat Nixon e Marisa Berenson. La sua eleganza sofisticata conquistò anche la stampa internazionale: dal The New York Times Magazine al The New Yorker, fino a Vogue America e Harper’s Bazaar.

La mostra ripercorre due decenni di carriera di Sarmi, dai primi anni Cinquanta ai primi anni Settanta, raccontando il successo di uno stilista capace di fondere l’eleganza sartoriale italiana con il glamour cosmopolita della società statunitense. Curata da Vanessa Gavioli, responsabile del Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, ed Eugenia Paulicelli, Professor Emerita al Queens College e del Graduate Center della City University of New York, l’esposizione si inserisce nell’ambito della ricerca dedicata a Ferdinando Sarmi condotta da Paulicelli e culminata nella realizzazione del docufilm “Ferdinando Sarmi – Untold Stories of New York Fashion”, presentato in anteprima il 18 giugno 2026 nel il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti.

Spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Simone Verde: “Con questa mostra Palazzo Pitti intende restituire al pubblico e agli studi la figura di Ferdinando Sarmi, protagonista ancora poco indagato della moda del Novecento e interprete significativo dell’affermazione internazionale dello stile italiano nel secondo dopoguerra. Il suo percorso professionale, da Firenze alla Fifth Avenue, testimonia la capacità della creatività italiana di dialogare con i grandi centri della moda e della cultura internazionali, contribuendo alla definizione di quell’immaginario di eleganza, qualità artigianale e raffinatezza che avrebbe accompagnato il riconoscimento del Made in Italy nel mondo. Gli abiti esposti, posti in relazione con il Fondo Sarmi e con una selezione di accessori d’epoca, consentono di ricostruire un capitolo rilevante della storia del gusto tra gli anni Cinquanta e Sessanta, offrendo nuove prospettive di lettura sui rapporti tra moda italiana, società americana e cultura visiva del Novecento. Questa mostra, approfondendo la figura di Sarmi permette di meglio comprendere le origini raffinate sartoriali del boom della moda italiana negli anni del prêt-à-porter”.

Sottolinea la curatrice del Museo della Moda e del Costume Vanessa Gavioli: “L’idea della mostra nasce dalla sinergia tra Eugenia Paulicelli e il nostro museo, avviata in occasione degli studi che la studiosa stava conducendo presso il nostro archivio museale. Questa collaborazione ha reso possibile ricongiungere gli abiti conservati a New York con il Fondo Sarmi, donato dagli eredi al Museo di Palazzo Pitti. Si tratta di un’occasione unica, che ci consente di riscrivere una nuova pagina della storia dell’influenza della moda italiana su quella americana e di restituire agli studi di settore una figura finora mai indagata”.

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