Record europeo per Modigliani, nudo del 1917 venduto per 56 milioni di euro

A Londra da Sotheby's stabilito nuovo primato per il celebre "Nu assis au collier"

(Il dipinto di Modigliani - Ufficio stampa Sotheby's)
(Il dipinto di Modigliani - Ufficio stampa Sotheby's)
25 giugno 2026 | 08.52
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È stato un capolavoro di Amedeo Modigliani (1884-1920) dominare la grande asta organizzata da Sotheby's a Londra nella serata di mercoledì 24 giugno. "Nu assis au collier" (Nudo seduto con collana), dipinto realizzato nel 1917, è stato aggiudicato per 48,2 milioni di sterline (circa 56 milioni di euro), stabilendo il record europeo per un'opera dell'artista livornese venduta all'asta. Presentata come lotto di punta della vendita della collezione dell'imprenditore e finanziere britannico Joe Lewis Collection, l'opera era stimata oltre 45 milioni di sterline. Il dipinto appartiene alla celebre serie di nudi eseguita da Modigliani nel 1917, considerata uno dei momenti più innovativi e significativi della sua breve carriera artistica.

Proprio quell'anno Modigliani tenne la sua prima e unica mostra personale in vita, presso la galleria di Berthe Weill a Parigi. L'esposizione passò alla storia per lo scandalo che provocò: i nudi esposti in vetrina furono giudicati troppo audaci e la polizia ne ordinò la chiusura il giorno stesso dell'inaugurazione. Quell'episodio contribuì in modo decisivo alla nascita del mito dell'artista maledetto e trasformò quei dipinti in simboli della modernità. Oggi quelle opere sono considerate tra i vertici assoluti della pittura del Novecento. Non a caso i due record d'asta assoluti di Modigliani appartengono proprio a tele della stessa serie, entrambe intitolate "Nu couché", vendute rispettivamente per 170,4 milioni di dollari nel 2015 e per 157,2 milioni nel 2018. L'artista è uno dei pochissimi protagonisti del mercato internazionale ad aver superato per due volte la soglia dei 100 milioni di dollari.

"Nu assis au collier" occupa un posto speciale all'interno di questo straordinario ciclo. Il dipinto raffigura una giovane donna nuda seduta, colta in una posa che richiama la tradizione classica della Venere pudica. Il corpo allungato, il volto essenziale, lo sguardo rivolto altrove e la collana di corallo che dà il titolo all'opera sintetizzano perfettamente il linguaggio di Modigliani, sospeso tra la grande tradizione italiana e le avanguardie del primo Novecento. Nel quadro convivono infatti suggestioni che spaziano dal Rinascimento e dal Manierismo italiani alle sculture africane, fino alle ricerche formali del Cubismo. Il risultato è una figura che appare insieme senza tempo e profondamente moderna. A differenza delle rappresentazioni accademiche del nudo femminile, la donna di Modigliani non è una figura mitologica né un'allegoria: è una presenza reale, consapevole della propria nudità, intensa e autonoma.

L'opera nacque grazie al sostegno del mercante d'arte Leopold Zborowski, che nel 1917 offrì all'artista un compenso giornaliero di 15 franchi affinché si dedicasse a una serie di nudi. Con mezzi limitati, Modigliani riuscì a realizzare alcune delle immagini più iconiche della storia dell'arte moderna, destinate a influenzare generazioni di artisti.

La vicenda personale del pittore continua inoltre ad alimentarne il fascino. Nato a Livorno nel 1884, Modigliani morì a Parigi nel gennaio del 1920, a soli 35 anni, stroncato da una meningite tubercolare. Il giorno successivo la compagna Jeanne Hébuterne, incinta del loro secondo figlio, si suicidò gettandosi da una finestra. Una tragedia che ha contribuito a costruire la leggenda romantica dell'artista e che ancora oggi accompagna la fortuna critica delle sue opere.

Assente dal mercato dal 1995 e non esposto in Europa dal 1938, "Nu assis au collier" è arrivato a Londra dopo essere stato presentato in alcuni dei più prestigiosi musei del mondo, tra cui il Metropolitan Museum of Art e il Museum of Modern Art di New York e il Museum of Fine Arts di Boston. A più di un secolo dalla sua realizzazione, il dipinto che scandalizzò la Parigi del primo Novecento ha conquistato nuovamente i collezionisti internazionali. (di Paolo Martini)

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