A Firenze il Convegno Nazionale della Federazione dei Cavalieri del Lavoro

Il presidente Ugo Salerno: "Il futuro riparta dall’innovazione, dallo spirito critico e dai giovani"

(Ugo Salerno e Cesare Puccioni - foto ufficio stampa)
(Ugo Salerno e Cesare Puccioni - foto ufficio stampa)
21 marzo 2026 | 17.11
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Guidare la trasformazione tecnologica in atto con l’avvento dell’Intelligenza artificiale, mantenendo la persona al centro dello sviluppo e creando le condizioni per valorizzare e trattenere nel nostro Paese i talenti di domani. È questo l'obiettivo emerso dal Convegno Nazionale della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, tenutosi oggi a Firenze presso l’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche. L'appuntamento, che ha rappresentato anche l'avvio della nuova presidenza di Ugo Salerno, è stato centrato sul tema “Il lavoro, la passione del fare. Dalla bottega del Rinascimento all’Intelligenza Artificiale”.

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A tracciare la rotta e la visione della Federazione è stato il presidente Ugo Salerno: “Il lavoro cambia e cambierà ancora. Oggi a Firenze lo abbiamo toccato con mano, abbiamo compiuto un viaggio tra passato, presente e futuro. L'Intelligenza Artificiale ha creato nuove opportunità: è una tecnologia game-changer che ridefinisce le regole del gioco. Andiamo verso una forza-lavoro ibrida in cui l'IA agirà da 'collega digitale'. In questa rivoluzione le macchine ci aiuteranno a decifrare la complessità, ma l'innovazione non può tradursi in una rinuncia all’ingegno umano: lo spirito critico e le decisioni resteranno saldamente nelle mani delle persone. Di fronte a tutto questo, l'Europa non può restare spettatrice: deve esserne protagonista e guidare il cambiamento”.

Soffermandosi sull'emergenza legata alle nuove generazioni, Salerno ha aggiunto: “Il Rapporto Cnel certifica che dal 2011 sono emigrati 630.000 giovani, una perdita per il Paese che sfiora i 160 miliardi di euro. Dobbiamo rimuovere i freni strutturali dell'Italia per offrire loro un futuro qui. Il nostro motore devono essere l'innovazione e lo spirito critico, incarnati nella nostra storia da figure come Leonardo e Galileo. Ai ragazzi ripetiamo l'invito del Presidente Mattarella a farsi guidare dalla conoscenza per diventare 'quel vento che non conosce confini di cui il mondo ha bisogno'”.

Un appello all'azione condiviso da Cesare Puccioni, presidente del Gruppo Toscano dei Cavalieri del Lavoro: “È nella Firenze rinascimentale, nello stretto collegamento fra l’intuizione creativa e la capacità di realizzarla, che si crearono le basi di quel Made in Italy che ancor oggi ci premia nel mondo. Oggi tocca a noi preservare ed ampliare il ruolo dell’intelligenza umana nell’era dell’IA. Al tempo stesso, sta a noi imprenditori e Cavalieri lavorare per frenare un'emorragia di talenti che l'Italia non può più permettersi”.

Aperto dalla lettura del messaggio di saluto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a cura del presidente Cesare Puccioni, il convegno ha visto i saluti istituzionali del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, della sindaca di Firenze, Sara Funaro, e dell'europarlamentare Dario Nardella. La relazione introduttiva, affidata a Patrizio Bianchi, titolare della Cattedra Unesco in Educazione, crescita ed eguaglianza all'Università di Ferrara, ha delineato l'urgenza di investimenti mirati nella conoscenza.

Tre le sessioni di lavoro. La prima, “Etica ed Estetica del Lavoro”, è stata aperta da un intervento della storica dell'arte Cristina Acidini. Il confronto tra i Cavalieri del Lavoro Nicoletta Spagnoli (Luisa Spagnoli), Linda Orsola Gilli (Inaz), Francesco Mutti (Mutti), Stefano Ricci (Stefano Ricci) e l'esperto Alberto Cavalli (Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte) ha ribadito una certezza: il modello italiano poggia in modo indissolubile sulla sintesi perfetta tra qualità e creatività. Il dibattito, introdotto dall'editorialista del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli, si è quindi spostato sul nodo nevralgico degli “Expat e valore del capitale umano”. Dialogando con la statistica Linda Laura Sabbadini, i Cavalieri del Lavoro Nerio Alessandri (Technogym), Stefania Brancaccio (Coelmo), Leonardo Ferragamo (Lungarno Collection) e Aram Manoukian (Lechler), hanno lanciato un richiamo alla responsabilità condivisa: imprese e istituzioni devono allearsi per attrarre e trattenere i talenti, costruendo ambienti dinamici, garantendo percorsi di carriera definiti e restituendo centralità e riconoscimento al lavoro "ben fatto". Lo sguardo si è infine proiettato sugli scenari di domani con il focus su “Tecnologia, IA e creatività del lavoro”, aperto dal contributo di Barbara Caputo, Professoressa al Politecnico di Torino e consigliere sull'Intelligenza Artificiale del Ministero della Difesa. I Cavalieri del Lavoro Franco Bernabè (Techvisory e Università di Trento), Fabrizio Bernini (Zucchetti Centro Sistemi), Gianfranco Carbonato (Prima Industrie), Massimo Pavin (Sirmax Group) e l'esperto Bruno Siciliano (Università di Napoli Federico II) hanno delineato un nuovo paradigma. L'Intelligenza Artificiale non deve essere considerata una sostituta dell'uomo, ma una potente tecnologia abilitante: un "collega digitale" indispensabile per amplificare le competenze e la creatività in un contesto industriale globale sempre più sfidante.

Sul palco si è tenuto anche il simbolico passaggio di testimone tra Cesare Puccioni, presidente del Gruppo Toscano, e Laura Colnaghi Calissoni, presidente del Gruppo Lombardo, che ospiterà la prossima edizione a Milano.

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