Energia, stop alla pubblicità di Octopus: è ingannevole secondo il Giurì dell'Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria

La decisione è stata presa con una pronuncia del 14 settembre scorso e impone la cessazione dei messaggi su stampa, internet e social media

Energia, stop alla pubblicità di Octopus: è ingannevole secondo il Giurì dell'Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria
22 settembre 2026 | 12.13
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È ingannevole, e deve quindi cessare, la pubblicità di Octopus, diffusa su stampa, internet e social media relativa al risparmio del 96% per i clienti, rispetto a quanto pagato con i precedenti operatori, e al dispacciamento di energia pulita. È la decisione presa dal Giurì dello Iap, Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, con una pronuncia del 14 settembre scorso.

Nel mirino del Giurì sono finite, in particolare, due affermazioni. Secondo l’IAP, affermazioni come “il 96% dei nostri clienti spende meno” e “puoi risparmiare – il 96% dei nostri clienti lo conferma” vantano qualità obiettive dell’offerta che Octopus “non ha minimamente provato”. Il dato riportato è basato su un sondaggio fatto dalla stessa Octopus con una parte dei suoi clienti, privo di metodo statistico e oggettivo mentre, rileva il Giurì, “il risparmio costituisce un dato matematico” e quindi “va dimostrato in base ai fatti”.

iap

 

Analogamente, secondo lo Iap, il claim “energia pulita a prezzi accessibili” è “in contrasto radicale con il divieto di ingannevolezza” dell’art 2 del Codice di Autodisciplina della comunicazione commerciale, per il quale bisogna evitare “ogni dichiarazione o rappresentazione che sia tale da indurre in errore i consumatori, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni non palesemente iperboliche, specie per quanto riguarda le caratteristiche e gli effetti del prodotto, il prezzo, la gratuità, le condizioni di vendita, la diffusione, l’identità delle persone rappresentate, i premi o riconoscimenti”.

Lo Iap, che fissa i parametri per una comunicazione commerciale “onesta, veritiera e corretta” a tutela dei consumatori e della leale concorrenza tra le imprese, ha dunque ritenuto ingannevole la “generica rivendicazione di vantaggi di prezzo o ambientali” da parte di Octopus, che ora, per adeguarsi alle prescrizioni, dovrà rimuovere o adeguare i messaggi contestati, trattandosi di indicazioni che mirano a tutelare la fiducia dei consumatori e il loro diritto a effettuare scelte di consumo consapevoli.

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