Torino, abuso su 12enne al parco dell’Arrivore: 20enne fermato confessa la violenza

Si tratta di un ventenne italiano di origini egiziane

Parco dell’Arrivore
Parco dell’Arrivore
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22 settembre 2026 | 09.39
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Svolta nelle indagini sugli abusi ai danni di un ragazzino di 12 anni al parco dell’Arrivore, alla periferia nord di Torino. Fermato un 20enne italiano di origine egiziana senza fissa dimora e senza occupazione, che ora deve rispondere di violenza sessuale aggravata. Sentito già nella notte dagli investigatori, a quanto si è appreso avrebbe ammesso le sue responsabilità raccontando di aver agito sotto effetto di stupefacenti. E' fissata per domattina in carcere a Torino l’udienza di convalida del fermo.

Intanto, a quanto si apprende, il giovane presunto aggressore avrebbe raccontato di essere stato aggredito il giorno successivo al fatto da un gruppo di persone e di essere stato ferito alle gambe con coltelli. Dichiarazione che ora è al vaglio degli investigatori per accertare la veridicità del fatto ed eventuali collegamenti con quanto accaduto il giorno precedente.

Il 20enne è stato fermato alla periferia nord del capoluogo piemontese a bordo di un monopattino. Secondo quanto è emerso, nel pomeriggio di venerdì 18 ha adescato il ragazzino nel cortile di casa mentre stava giocando con alcuni coetanei con la scusa di un giro in monopattino e la promessa di un dolcetto in zona Regio Parco.

Dopo l’abuso, avvenuto nel parco dell’Arrivore, il giovane, vedendo il 12enne scosso, gli avrebbe inoltre proposto di andare in un minimarket per comprare un pacchetto di patatine e poi riportato nei pressi di casa.

Le indagini, coordinate dalla procura, sono state condotte dalla Squadra Mobile guidata da Davide Corazzini, in collaborazione con gli agenti del commissariato Barriera Nizza. Ora il giovane, che dagli accertamenti avrebbe precedenti per reati contro il patrimonio, si trova in carcere a Torino a disposizione dell’autorità giudiziaria. A quanto si è appreso, a suo carico penderebbe una misura cautelare di obbligo di firma che avrebbe sempre rispettato fino a venerdì, giorno dopo il quale non si sarebbe più presentato.

La vicenda ha spinto i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Enzo Liardo, Ferrante De Benedictis ed Emilio Iodice a presentare una richiesta di comunicazioni in Sala Rossa, rivolta al sindaco di Torino, per conoscere "quali siano le strutture dell’amministrazione comunale competenti per il controllo del territorio e, in particolare, per la sorveglianza dei parchi".

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