Energia, von der Leyen: "Stati Ue abbassino tasse su elettricità"

Per la presidente della Commissione Europea i Paesi hanno "ampi margini" per ridurle.

Energia, von der Leyen:
16 marzo 2026 | 18.16
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Gli Stati membri dell'Ue dispongono di un "ampio margine" per abbassare la tassazione sull'energia elettrica. Lo sottolinea, in una lettera ai capi di Stato e di governo in vista del Consiglio Europeo di giovedì prossimo, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

Per la presidente, è "innegabile" che l'attuale sistema di pricing dell'elettricità crei "sfide significative" in alcuni Stati membri, soprattutto quando i prezzi del gas sono "elevati". Oltre a un cambiamento strutturale più rapido, dobbiamo anche mitigare l'impatto dei costi dei combustibili fossili durante questi periodi.

Von der Leyen nota che, "come raccomandato nel rapporto Draghi, i contratti a lungo termine, i cosiddetti accordi di acquisto di energia (Ppa), possono svolgere un ruolo importante, disaccoppiando i prezzi dell'energia industriale dal mercato all'ingrosso, più volatile. Finora, la loro adozione è rimasta limitata".

La Commissione "rimuoverà" quindi gli ostacoli esistenti e promuoverà "ulteriormente" il loro utilizzo per tutte le capacità di generazione a basse emissioni di carbonio, anche combinando gli accordi di acquisto di energia con i contratti per differenza (Cfd). Per von der Leyen, "evitare la dismissione anticipata di impianti, come quelli nucleari esistenti, che possono continuare a fornire energia elettrica affidabile, a basso costo e a basse emissioni, può anche svolgere un ruolo importante".

Inoltre, per von der Leyen gli Stati membri possono fornire un "sollievo immediato" sui prezzi dell'energia elettrica alle industrie più colpite attraverso il quadro esistente degli aiuti di Stato (Cisaf). La stessa cosa vale per i costi del carbonio, per i quali gli Stati membri possono compensare fino all'80% dei costi indiretti del carbonio, mitigandone così l'impatto in una vasta gamma di settori ad alta intensità energetica.

Attualmente, nota, "sedici Stati membri" utilizzano già questo strumento. La Commissione "rafforzerà ulteriormente questi meccanismi e li renderà più flessibili, consentendo agli Stati membri di fornire un sostegno ancora più immediato laddove è più necessario".

Per von der Leyen, "sovvenzionare o limitare il prezzo della produzione di energia elettrica da centrali a gas e ridistribuire i ricavi inframarginali è un altro strumento utilizzato da alcuni Stati membri, ad esempio durante la crisi energetica del 2022". La Commissione valuterà, "caso per caso", l'impatto di questi meccanismi nazionali di emergenza volti a limitare gli effetti degli alti prezzi del gas sull'elettricità.

La progettazione di questi meccanismi di emergenza dovrebbe "in ogni caso evitare distorsioni del mercato interno", preservare i segnali di investimento a lungo termine per le energie pulite e impedire "un'eccessiva domanda aggiuntiva di gas". Accelerare l'integrazione di energie a basse emissioni di carbonio e di produzione nazionale nel nostro sistema energetico "è uno dei modi più efficaci per ridurre l'impatto dei combustibili fossili sulla determinazione dei prezzi".

Per von der Leyen, "non possiamo permetterci che enormi quantità di capacità rinnovabile economicamente vantaggiosa non raggiungano i consumatori a causa di reti inadeguate". Va dunque data priorità ai negoziati sul pacchetto Reti, in particolare "sull'accelerazione delle procedure di autorizzazione, garantendone la rapida adozione e procedendo con decisione su altri elementi di flessibilità del sistema, compreso il lato della domanda".

Per von der Leyen, dobbiamo anche "sfruttare al meglio le infrastrutture di rete esistenti". Sebbene le tariffe di rete siano "essenziali" per coprire gli investimenti necessari, "dobbiamo anche garantire che gli utenti della rete ricevano gli incentivi adeguati per un utilizzo ottimale delle infrastrutture esistenti, in modo da evitare espansioni di rete inutili e costose".

Anche i gestori di rete, secondo la presidente, possono "fare di più" per migliorare la produttività delle infrastrutture di rete, sfruttando "appieno" le tecnologie innovative. La Commissione presenterà una proposta legislativa per raggiungere questi obiettivi, "consentendo al contempo agli Stati membri di ridurre le tariffe di rete per le industrie ad alta intensità energetica".

In terzo luogo, per quanto riguarda imposte e prelievi, "permangono notevoli discrepanze a seconda della fonte energetica". In molti casi, nota, l'elettricità è tassata "molto più pesantemente", fino a "quindici volte di più", rispetto al gas. Questo impone un onere "sproporzionato" alle imprese, in particolare ai settori ad alta intensità energetica, che stanno effettuando la transizione verso l'elettrificazione e la decarbonizzazione. Vi è quindi, nota, un "ampio margine", anche attraverso la legislazione, per "ridurre la tassazione sull'elettricità, eliminare alcune imposte non energetiche dalle bollette elettriche e garantire che l'elettricità sia tassata in modo più favorevole rispetto ai combustibili fossili", conclude von der Leyen.

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