Rottamazione quinquies: quando fare domanda. Regole e scadenza

Rottamazione quinquies verso il via: tempi e scadenze per fare domanda e regole su versamenti e decadenza

Rottamazione quinquies: quando fare domanda. Regole e scadenza
09 gennaio 2026 | 14.29
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La quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali, nota come rottamazione quinquies, si appresta a partire.

Dopo l'approvazione della Legge di Bilancio 2026, è ufficiale l’avvio di una nuova stagione di rottamazione delle cartelle, che interesserà i carichi affidati all'Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.

L'Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER) è chiamata ad avviare la procedura di invio delle istanze entro 20 giorni dall'entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026. Il termine di avvio è quindi fissato al 21 gennaio, data a partire dalla quale i contribuenti avranno tempo per valutare l'opportunità di aderire alla nuova pace fiscale.

Dall’avvio alla scadenza per domanda e pagamenti: il calendario della rottamazione quinquies

A dettare i tempi operativi di avvio della rottamazione sarà quindi l’AdER, chiamata a predisporre il servizio online per la presentazione della domanda.

La scadenza ultima per formulare istanza di adesione alla rottamazione quinquies è fissata al 30 aprile. La richiesta, da presentare esclusivamente in modalità telematica, è fondamentale anche per la scelta della modalità di pagamento.

Il contribuente, infatti, potrà optare per:

● Il versamento in un'unica soluzione, da effettuare entro il 31 luglio 2026;

● oppure, il pagamento in un numero massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, spalmate su un arco temporale di 9 anni.

In caso di scelta della rateizzazione, le prime tre scadenze da tenere a mente sono il 31 luglio 2026, il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026.

A partire dal 2027, le rate successive (dalla quarta alla cinquantunesima) dovranno essere versate il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno.

Le ultime rate, dalla cinquantaduesima alla cinquantaquattresima, chiuderanno il piano con versamenti fissati rispettivamente al 31 gennaio 2035, 31 marzo 2035 e

31 maggio 2035. Si ricorda che per il pagamento dilazionato sono previsti interessi pari al 3 per cento annuo, con decorrenza dal 1° agosto 2026.

Ammessi ed esclusi dalla rottamazione quinquies

Il perimetro della rottamazione quinquies è stretto e ben definito. Potranno accedere esclusivamente i contribuenti titolari di carichi affidati all’Agente della Riscossione nel periodo ricompreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

Sono ammessi esclusivamente i debiti che derivano dall’omesso versamento di:

imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività dell’amministrazione finanziaria (come quelle di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del DPR n. 600 del 1973, e agli articoli 54-bis e 54-ter del DPR n. 633 del 1972).

contributi previdenziali dovuti all’INPS, con la specifica esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Sono inoltre ammessi coloro che hanno già aderito a una precedente rottamazione ma che ne sono decaduti. Esclusi invece i debiti inclusi nella rottamazione quater per i quali alla data del 30 settembre risultano versate tutte le rate scadute.

Scadenze perentorie: chi non paga decade dalla rottamazione quinquies

La decadenza dalla rottamazione quinquies è disciplinata da regole stringenti e va monitorata con attenzione, poiché, a differenza delle precedenti edizioni della definizione agevolata, non sono previsti termini di tolleranza (non sono ammessi i 5 giorni extra per rimettersi in pari dopo la scadenza).

La rottamazione risulterà inefficace e i versamenti già effettuati saranno considerati a titolo di acconto sulle somme dovute nei seguenti casi:

pagamento in un'unica soluzione: in caso di omesso ovvero insufficiente versamento dell'unica rata.

pagamento rateale: in caso di omesso ovvero insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive, o dell’ultima rata del piano.

Vale inoltre la pena ricordare che in caso di decadenza, per i carichi già oggetto di piani di rateazione, sarà esclusa la possibilità di ottenere altre forme di dilazione ordinaria. Il debito andrà quindi saldato in un’unica soluzione.

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