Fs, si apre l'era Strisciuglio: nominato Ad con mandato triennale

Rinnovato il Cda, alla guida torna un ferroviere con mandato pieno. Tommaso Tanzilli confermato alla presidenza

Gianpiero Strisciuglio - Gruppo FS
Gianpiero Strisciuglio - Gruppo FS
13 luglio 2026 | 19.33
Martina Regis
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Si chiude l’era Donnarumma, si apre l’era Strisciuglio. Oggi l’assemblea di Ferrovie dello Stato Italiane – di cui il Mef è azionista unico – ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028, confermando alla presidenza Tommaso Tanzilli. Il Cda rinnovato, composto, oltre che da Tanzilli, da Gianpiero Strisciuglio, Pietro Bracco, Franco Fenoglio, Silvia Marzot, Loredana Ricciotti e Daniela Rota, ha a sua volta seguito l’indicazione dell’assemblea, nominando Strisciuglio come amministratore delegato e direttore generale. Il nome non è una sorpresa: da giorni si rincorrevano le voci della scalata dell’ormai ex numero uno di Trenitalia ai vertici di Fs, e lo stesso ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, aveva confermato che sarebbe stata garantita la continuità attraverso una “risorsa interna”.

Strisciuglio – 50 anni, ingegnere, barese – vanta, effettivamente, una carriera tutta dentro il gruppo, dove è entrato nel 2002, cioè venticinque anni fa; lo avrebbe ricordato lui stesso, commuovendosi, nel suo primo intervento in Cda, raccontano fonti presenti alla riunione. Subito dopo la nomina, l’incontro con Salvini, che è andato di persona nella sede centrale, a piazza della Croce Rossa a Roma, per incontrare l’Ad. “Congratulazioni e buon lavoro a Gianpiero Strisciuglio. Il fatto che sia un ferroviere da oltre 25 anni, cresciuto professionalmente all’interno del gruppo, rappresenta un valore importante per affrontare con competenza, passione e conoscenza del settore le sfide che attendono Ferrovie dello Stato. Lavoriamo insieme per un’Italia più moderna e più connessa”, ha sottolineato il vicepremier.

Al timone delle Ferrovie, quindi, torna effettivamente un ferroviere, e ci torna con un mandato triennale. Non una soluzione ‘ponte’ quindi (come pure si era ventilato nelle settimane precedenti) ma un mandato pieno, che dà al manager la possibilità di tracciare una rotta strategica, oltre a gestire le questioni contingenti. E che, soprattutto, permette al governo di ‘blindare’ Fs prima delle elezioni previste per il 2027.

Rimane, invece, l’attesa per le nomine dei vertici di Trenitalia e Rfi: la partita è aperta e potrebbe avere tempi più distesi. La nomina delle controllate quindi sarà il primo dei dossier più urgenti che il nuovo Ad – nominato anche direttore generale, con deleghe e poteri in continuità con quelli del predecessore – dovrà affrontare. Secondo indiscrezioni di stampa, per Trenitalia corre Sabrina De Filippis, oggi alla guida di Fs Logistix, insieme ad altri papabili, tra cui Domenico Scida, ora direttore tecnico, e Simone Gorini, responsabile dell'Alta velocità, mentre per Rfi l'ipotesi più accreditata sembra essere quella della conferma di Aldo Isi.

C’è poi, naturalmente, il dossier viabilità. I numeri restituiscono una fotografia positiva: nel 2026 si conferma infatti la tenuta del sistema, con l’Alta Velocità che registra una puntualità in aumento del 79,6%, gli Intercity in crescita all’87,7%, i regionali che restano stabili rispetto al 91,1% del 2020. Eppure, gli ultimi mesi del mandato di Donnarumma sono stati inevitabilmente segnati dal dibattito pubblico sui frequenti disservizi sulla rete ferroviaria, i ritardi registrati soprattutto sulle linee dell'Av e i disagi provocati dall'intenso programma di ammodernamento dell'infrastruttura. Attualmente, infatti, si contano circa 1300 cantieri aperti sulla rete, a cui si somma un numero maggiore di treni in circolazione: oggi il sistema ferroviario arriva a sfiorare quota 10mila convogli quotidiani. Le interruzioni del servizio e le ripercussioni sulla circolazione hanno alimentato le critiche delle opposizioni e delle associazioni dei consumatori, mentre il governo ha più volte rivendicato la necessità dei lavori per rispettare il cronoprogramma degli investimenti. Poco prima di dimettersi, infatti, Donnarumma e i vertici delle controllate erano stati convocati al Mit per presentare un piano d’azione per la gestione dei flussi estivi (che rimane attivo per i mesi a venire). Sul fronte del Pnrr, il gruppo ha raggiunto i 20 miliardi di spesa, con l'obiettivo di impegnare l'intero ammontare, pari a 25 miliardi, entro fine estate. Strisciuglio però dovrà fare i conti con la necessità – evidenziata da Donnarumma – di una pianificazione finanziaria che superi il 2026, dal momento che numerosi cantieri nevralgici, già avviati, termineranno dopo la scadenza del Piano.

Strisciuglio comunque, come detto, ha un’esperienza solida nel mondo delle ferrovie. Entrato nel 2002, dal 2013 al 2014 è stato Responsabile di Pianificazione e Sviluppo Servizi di Rete Ferroviaria Italiana, dal 2014 al 2017, sempre in Rfi, ha rivestito il ruolo di direttore commerciale ed esercizio; poi dal 2017 al 2018 è stato responsabile della divisione passeggeri long haul in Trenitalia e dal 2018 all’aprile 2022 ha ricoperto il ruolo di director of strategy, industrial planning, innovation&sustainability in Mercitalia Logistics. Nell’aprile 2022 è stato nominato ad e dg di Mercitalia Logistics (ora Fs Logistix), incarico che ha conservato fino a maggio 2023, quando è arrivato ai vertici di Rfi, centrando il suo mandato sull’attuazione degli interventi del Piano Pnrr per l’ammodernamento della rete ferroviaria. Da marzo 2025 a luglio 2026 ha ricoperto l’incarico di amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, focalizzando il proprio mandato sull’innovazione e sul potenziamento della flotta, in particolare con il lancio del Frecciarossa 1000 di nuova generazione. Attualmente è presidente Agens, l’agenzia confederale dei trasporti e servizi aderente a Confindustria, Presidente Cifi il collegio ingegneri ferroviari italiani e vicepresidente di Federturismo Confindustria.

Tommaso Tanzilli, confermato alla presidenza, ricopre l’incarico di presidente di Ferrovie dello Stato Italiane dal giugno 2024. In precedenza, è stato componente del consiglio di amministrazione e presidente del Comitato per la governance, le nomine e la remunerazione. Fino al 2024 è stato direttore generale di Federalberghi Lazio, ruolo che ha assunto dopo esserne stato vicedirettore generale dal 2003 al 2006. Dal 2005 al 2024 è stato anche amministratore delegato della società di servizi Promoroma Hotel Service. È presidente dell’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio (di Martina Regis).

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