Gcap, la Cpo di Edgewing spiega come si lavora ai caccia del futuro: "Ingresso Canada non cambia le tempistiche"

Brooke Hostings, Chief programme officer del Gcap
Brooke Hostings, Chief programme officer del Gcap
21 luglio 2026 | 18.15
Alessandro Pulcini
LETTURA: 5 minuti

“Abbiamo tanti fondi e li spenderemo in modo appropriato. La mia attenzione è rivolta a far funzionare il programma il più velocemente possibile per rendere orgogliosi i nostri governi”. Parola di Brooke Hoskins, Chief programme officer di Edgewing, la joint venture di Bae Systems, Leonardo, e Jaiec responsabile del Gcap (Global combat air programme), il jet da combattimento di nuova generazione su cui puntano Gran Bretagna, Italia e Giappone. Il concept in questi giorni è in mostra all’International Airshow di Farnborough, nel Regno Unito, ed è stato annunciato l’ingresso del Canada, come osservatore, nel programma. È già previsto un possibile coinvolgimento come membro a pieno titolo dell’alleanza (ed è stato riportato che anche Germania e Arabia Saudita sarebbero interessate) ma per ora, dice Hoskins ad Adnkronos, l’ingresso non cambia la tabella di marcia.

Pensa che l’ingresso del Canada possa avere un impatto sulle tempistiche?

"Siamo lieti di avere il Canada nel programma. Non prevedo che lo status di osservatore influisca in alcun modo sulla tempistica. Tuttavia, queste decisioni spettano sempre ai governi. Il nostro ruolo è eseguire ciò che loro deliberano".

Ritiene che l'integrazione di un nuovo membro a pieno titolo, come ad esempio la Germania, rappresenterebbe una sfida?

"Abbiamo riscontrato un enorme interesse per il programma durante l'Air Show di questa settimana. L'adesione di un nuovo partner è una decisione complessa per i governi, che devono ponderare molteplici fattori: finanziamenti, alleanze strategiche e, naturalmente, le tempistiche del programma. Saranno loro a stabilire l'ordine di priorità. Qualora decidessero di far entrare un nuovo membro, valuteremo le implicazioni e le modalità precise di integrazione".

Potrebbe ricordarci qual è l'attuale tabella di marcia? Qual è il prossimo grande passo che possiamo aspettarci da Edgewing?

"Il contratto attuale scade a dicembre 2027. Abbiamo diciotto mesi di lavoro contrattualizzato davanti a noi per completare la fase di concept e assessment. Successivamente, entreremo nella fase di progettazione e sviluppo".

Quanti anni stima che richiederà questa seconda fase?

"La data di entrata in servizio del sistema è pubblica, fissata per il 2035, e lavoriamo ogni giorno per rispettare tale scadenza".

A luglio la Gcap Agency, l'ente dei Paesi aderenti al programma composto da Italia, Uk e Giappone, vi ha assegnato un contratto da 4,6 miliardi di sterline, ad aprile ne era arrivato uno da 686 milioni. Come si gestisce una somma così ingente, tra le maggiori mai raccolte in così poco tempo da un'impresa in Europa?

"È una responsabilità che prendo molto sul serio. Stiamo costruendo un team solido per gestire il programma in modo efficace. Essendo io stessa una contribuente, sono estremamente attenta a come spendiamo il denaro pubblico. Vogliamo garantire un ritorno sull'investimento non solo in termini di prodotto finale, la piattaforma aerea, ma anche assicurandoci che i fondi vengano reinvestiti nelle tre nazioni partner. L'apertura delle sedi a Torino, Nagoya in Giappone e Warton in Uk fa parte di questa strategia, mirando a sviluppare competenze e tecnologie per il futuro".

Come procede l'allestimento della sede di Torino?

"L'edificio è già disponibile e stiamo lavorando all'arredamento e alla selezione del personale. Lo stesso sta avvenendo in Giappone, e Regno Unito".

Il finanziamento governativo è l'unico flusso in entrata?

"Nella fase attuale il programma è finanziato esclusivamente dai governi".

Qual è, nello specifico, il contributo di Leonardo all'alleanza?

"Edgewing è stata strutturata per essere per un terzo italiana, un terzo giapponese e un terzo britannica. Il mio team rispecchia questa divisione, così come tutti gli altri team all'interno dell'azienda. È difficile isolare il contributo di una singola azienda come Leonardo, perché Edgewing è concepita affinché ogni team abbia una rappresentanza paritetica, rendendoci un'entità veramente internazionale in ogni nostra attività".

Quante persone impiegate? 

"Al momento, tutto il personale è in ‘prestito’ dalle loro aziende di origine. Il terzo italiano del personale proviene da Leonardo, da diverse sedi in tutta Italia".

Quante persone sono in totale? Che tipo di ruoli ricoprono? Si tratta solo di ingegneri?

"Oggi contiamo quasi 400 persone in totale. Circa un terzo, quindi approssimativamente 130 persone, proviene da Leonardo. Le competenze sono diversificate. Siamo strutturati come un'azienda a tutti gli effetti, quindi abbiamo reparti di risorse umane, finanza e commerciale. Tuttavia, la maggior parte del personale è impiegata nell'ingegneria. Il nostro obiettivo è raggiungere la full design authority tra qualche anno, e per farlo avremo bisogno di migliaia di ingegneri. Non siamo ancora a quei numeri, ma questa è la nostra tabella di marcia".

Riguardo agli aspetti tecnologici, uno degli annunci più importanti ha riguardato il dimostratore del motore sviluppato da Avio Aero, Rolls-Royce e IHI Corporation. Quali altre importanti innovazioni tecnologiche possiamo aspettarci nel prossimo futuro?

"Sono in corso ingenti programmi di investimento a livello nazionale in Italia, Regno Unito e Giappone. Man mano che queste tecnologie maturano, viene presa la decisione se integrarle nel programma Gcap. Attualmente, questi sviluppi sono finanziati a livello nazionale. Parallelamente al lavoro sul motore, i nostri colleghi del dominio Gcap Electronics Evolution stanno sviluppando tecnologie nell'area dei sensori integrati e delle comunicazioni. Inoltre, ci sono programmi nazionali che coprono aree che vanno dai materiali alle tecniche di produzione, fino all'intelligenza artificiale e alla gestione dei dati".

Un'ultima domanda sul procurement. Molte aziende presenti all'Air show potrebbero aspirare a collaborare con il Gcap. Quali droni o altre tecnologie esterne prevedete di integrare?

"Diamo priorità ai nostri acquisti in base alle scadenze e alle necessità del programma. Stiamo iniziando ora con i componenti che richiedono tempi di produzione più lunghi. Analizziamo il mercato per capire cosa è disponibile, ma guardiamo anche a ciò che offrono le industrie delle tre nazioni partner. È un equilibrio tra ottenere il meglio per il programma, bilanciare la tecnologia e sostenere gli investimenti nelle industrie locali".

Ora che il Gcap è l'unico grande programma di sesta generazione in Europa, pensa che questo possa rafforzare la vostra posizione e permettervi di procedere più speditamente?

"Lascio ad altri il commento sul panorama geopolitico. Come ho detto, abbiamo tanti fondi da gestire e devo assicurarmi che vengano spesi in modo appropriato. La mia priorità è far funzionare il programma e renderlo un successo. Questo è un progetto incredibilmente emozionante, un'opportunità unica. Siamo tutti estremamente concentrati, entusiasti e impegnati a realizzare i prossimi passi per completare il programma. La cosa migliore che posso fare per questo progetto è semplicemente 'consegnare' i risultati. Dobbiamo rimanere agili ed efficienti".

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