Guerra Iran, Pichetto: "Speriamo finisca presto"

Il ministro della Sicurezza Energetica a Bruxelles, barile a 200 dollari "sarebbe un problema mondiale, non solo nostro".

Pompe di benzina (Fotogramma)
Pompe di benzina (Fotogramma)
17 marzo 2026 | 17.20
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Il governo si augura che la guerra in Iran possa "chiudersi in fretta", ben sapendo che forti rincari del greggio sarebbero un "problema mondiale", non solo per l'Italia. Lo dice il ministro della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, a Bruxelles a margine del Consiglio Ambiente.

Molti analisti ed esperti avvertono che, se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto in fretta alla navigazione, il greggio (il Brent quota intorno a 102 dollari al barile, il Wti poco sotto i 96 intorno alle 16.30, ndr) potrebbe schizzare a 150, se non 200 dollari al barile, il che vorrebbe dire, a spanne, un prezzo della benzina ben oltre i 3 euro al litro. "Con uno scenario del genere....- risponde il ministro, interrogato su che cosa farebbe il governo, nel caso - abbiamo già il massimo della tensione oggi, con il barile di petrolio a 90 dollari, quando doveva essere a 60, figuriamoci in uno scenario come quello".

"Naturalmente - continua - ci auguriamo di no. Ci auguriamo di no, speriamo che il conflitto possa chiudersi in fretta". Non sembra però che si vada in quella direzione, almeno per ora: "Se non si chiude - replica - è un problema mondiale, non solo italiano. E' un problema di tutta l'Europa, ma anche della Cina e del Giappone. Ho partecipato al G7 la settimana scorsa e ci sono Paesi che sono quasi totalmente dipendenti dal Golfo Persico. Non è un problema affrontabile da un singolo Paese", conclude.

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