Dati presentati oggi nell’anteprima del 66° Salone Nautico Internazionale di Genova
L’industria nautica da diporto italiana chiude il 2025 con un nuovo massimo storico: il fatturato complessivo raggiunge 8,72 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% rispetto al 2024. Un risultato che conferma la solidità complessiva del comparto, ma che restituisce anche la fotografia di un mercato sempre più articolato, nel quale convivono dinamiche differenti: da una parte la tenuta dell’alto di gamma e la forza dell’export, dall’altra le difficoltà che, per il secondo anno consecutivo, interessano la piccola nautica. I dati sono stati presentati oggi nell’anteprima del 66° Salone Nautico Internazionale di Genova, in occasione del Boating Economic Forecast, appuntamento dedicato alla nuova edizione di La Nautica in Cifre – LOG, l’analisi del mercato realizzata dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica in partnership con Fondazione Edison, in collaborazione con IULM COMAR. La tavola rotonda è stata moderata da Andrea Bignami, giornalista di Sky TG24 Economia.
Ad aprire i lavori è stato Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica. “I numeri del 2025 ci consegnano ancora una volta un’industria forte, capace di raggiungere un nuovo massimo storico in uno scenario internazionale profondamente cambiato. Ma il dato complessivo va letto nella sua articolazione: dopo anni di crescita generalizzata a doppia cifra, oggi convivono performance differenti tra i diversi segmenti. La leadership dell’alto di gamma e la straordinaria vocazione internazionale della nostra industria continuano a rappresentare elementi di forza, mentre la piccola nautica risente maggiormente delle incertezze e delle difficoltà che interessano globalmente la classe media. Essere leader significa anche saper leggere questi cambiamenti e anticiparli. La competitività futura della nautica da diporto italiana dipenderà dalla capacità di continuare a innovare, investire nelle competenze, sostenere l’internazionalizzazione e creare le condizioni perché possa crescere l’intera filiera”.
Nel 2025 il fatturato totale dell’industria nautica italiana – unità da diporto, accessori e motori – ha raggiunto 8,72 miliardi di euro, con un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Cresce anche l’occupazione: gli addetti effettivi salgono a 32.420, +3% sul 2024, mentre considerando l’intera filiera nautica si arriva a circa 170.000 occupati. Il contributo della nautica al PIL italiano è pari a 7,51 miliardi di euro, corrispondente al 3,32 per mille del PIL nazionale. Dietro il nuovo record emerge tuttavia una marcata differenziazione tra i segmenti. La produzione nazionale della cantieristica raggiunge 5,47 miliardi di euro (+0,5%). All’interno del comparto, la produzione di unità entrobordo registra un +1,3%, mentre continuano, dopo un già complesso 2024, le difficoltà nei segmenti maggiormente legati alla piccola nautica: unità fuoribordo, unità pneumatiche e la vela.
“Il 2025 conferma la capacità dell’industria nautica italiana di mantenere una performance complessivamente positiva, ma evidenzia con chiarezza come non esista oggi un’unica dinamica di mercato - ha spiegato Stefano Pagani Isnardi, Direttore dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica. La produzione italiana è fortemente posizionata sull’alto di gamma nella cantieristica e sulle forniture destinate ai superyacht negli equipaggiamenti, segmenti che continuano a sostenere il comparto. Parallelamente, la piccola industria nautica registra per il secondo anno consecutivo una contrazione significativa, in un contesto internazionale caratterizzato da maggiore incertezza economica e sociale. Resta positivo il dato occupazionale: gli addetti diretti crescono del 3% e superano quota 32 mila, a testimonianza della capacità industriale e della profondità della filiera”.
La vocazione internazionale continua a rappresentare uno dei principali fattori distintivi dell’industria nautica italiana. Nel 2025 la quota di export della cantieristica raggiunge il 90%, mentre il valore delle esportazioni tocca il nuovo record di 4,4 miliardi di euro, +2,6% rispetto al 2024. La quota italiana sull’export mondiale è pari al 21,3%. La leadership internazionale trova una delle sue espressioni più evidenti nel segmento dei superyacht: l’Italia si conferma primo Paese al mondo per ordini, con 568 unità, pari al 52% del totale globale.
“La nautica rappresenta uno dei casi più significativi di crescita internazionale della manifattura italiana - ha commentato Marco Fortis, Direttore e Vicepresidente di Fondazione Edison. Dall’inizio del nuovo millennio l’export italiano di imbarcazioni da diporto è passato da circa 0,8 a 4,4 miliardi di euro, più che quintuplicandosi. Un risultato che colloca il comparto tra le punte più dinamiche del nostro export manifatturiero e che si accompagna a una posizione di assoluto rilievo nella bilancia commerciale internazionale degli yacht a motore. Questa forza non nasce da un unico polo produttivo, ma da un sistema di distretti fortemente specializzati, capaci di esprimere competenze, filiere e vocazioni di mercato differenti e di competere con successo su scala globale”.
La geografia produttiva rappresenta infatti un ulteriore elemento caratterizzante dell’industria nautica italiana: quasi il 90% del fatturato della cantieristica è concentrato in cinque poli territoriali, mentre l’Alto Mediterraneo, tra Liguria e Toscana, rappresenta oltre la metà del totale. Le diverse specializzazioni produttive si riflettono anche nelle destinazioni internazionali dei singoli territori, delineando una rete di distretti fortemente integrata nei mercati mondiali. Alla capacità competitiva del settore contribuisce in maniera significativa anche l’industria degli accessori e degli equipaggiamenti, che nel 2025 registra un fatturato complessivo pari a 2,03 miliardi di euro (+0,4%). La produzione nazionale del segmento raggiunge 1,54 miliardi di euro (+0,5%), con una quota destinata all’export pari al 47%: un dato che testimonia la capacità delle imprese italiane della componentistica di inserirsi nelle catene produttive dei cantieri internazionali.
Il quadro complessivo restituisce quindi l’immagine di un’industria che, dopo il lungo ciclo di espansione degli anni precedenti, entra in una fase più complessa e selettiva. Il nuovo massimo storico del fatturato convive con andamenti differenti tra i segmenti, mentre internazionalizzazione, leadership nell’alto di gamma, specializzazione dei distretti, innovazione e competenze continuano a rappresentare i principali fattori competitivi della nautica italiana.