Il settore della moda rappresenta circa il 5% della produzione industriale italiana e si fonda su una filiera produttiva diffusa in 47 province, che sostiene oltre 500mila occupati diretti e circa un milione di addetti considerando l’intera catena del valore. Sono alcuni dei dati emersi dal rapporto ‘Il Bello della Moda’, il primo osservatorio dedicato a valorizzare e misurare il contributo e l’impatto industriale, occupazionale, formativo, culturale e sociale del sistema della moda italiana, realizzato con il supporto, tra gli altri, di McKinsey & Company in qualità di Knowledge Partner e con il contributo di IntelliSurvey.
L’Osservatorio vedrà il coinvolgimento progressivo di università, centri di ricerca, tra cui Open Impact, e istituzioni italiane e internazionali e si svilupperà attraverso una serie di pubblicazioni periodiche dedicate alle diverse dimensioni che compongono la moda italiana. Le prime evidenze, presentate stamani agli stakeholder, in seguito all’assemblea dei soci di Camera Nazionale della Moda Italiana, confermano il ruolo strategico della moda italiana come motore di crescita economica, occupazionale e culturale del Paese.
Dal rapporto emerge come la moda si confermi uno dei principali fattori di attrattività internazionale dell’Italia: fino al 70% degli studenti delle principali scuole di moda italiane proviene dall’estero e quasi sette visitatori su dieci indicano la moda tra le principali ragioni della scelta dell’Italia come destinazione di viaggio. La moda continua inoltre ad attrarre capitale: il numero di operazioni di M&A sulla filiera è cresciuto di cinque volte. Anche i principali eventi della moda italiana richiamano visitatori da tutto il mondo. Nel 2025 sono stati oltre 420mila i visitatori delle fashion week uomo e donna. In particolare, per la Fashion Week Autunno-Inverno 2026 di Milano si sono registrati 150mila visitatori settimanali, il 46% dei quali provenienti dall’estero.
Prima della presentazione del rapporto si è svolta l’assemblea ordinaria dei soci di Camera Nazionale della Moda Italiana, che ha eletto il nuovo consiglio direttivo per il biennio 2026-2028. Carlo Capasa è stato rieletto all’unanimità presidente e consigliere delegato. Sono stati eletti all’unanimità consiglieri: Francesca Bellettini (Gucci), Riccardo Bellini (Valentino), Roberta Benaglia (MSGM), Lorenzo Bertelli (Prada Group), Alfonso Dolce (Dolce & Gabbana), Leonardo Ferragamo (Salvatore Ferragamo), Luca Lisandroni (Brunello Cucinelli), Luigi Maramotti (Max Mara Fashion Group), Giuseppe Marsocci (Giorgio Armani), Ramon Ros (Fendi), Renzo Rosso (OTB), Remo Ruffini (Moncler Group), Carla Sozzani (Magliano) ed Ermenegildo Zegna (Ermenegildo Zegna Group). Al consiglio si aggiunge il presidente onorario Mario Boselli.
Nel consiglio direttivo della Camera Nazionale della Moda Italiana, tra le new entry spiccano Lorenzo Bertelli del Gruppo Prada, che prende il posto del padre Patrizio Bertelli, il nuovo ceo di Armani Giuseppe Marsocci e Luca Lisandroni, amministratore delegato di Brunello Cucinelli, mentre, per loro scelta, escono dal board Angela Missoni e Massimo Ferretti, presidente esecutivo del Gruppo Aeffe. L’evento di presentazione del rapporto si è aperto con i saluti istituzionali del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e ha visto la partecipazione di Carlo Capasa, presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, Gemma D’Auria, senior partner di McKinsey & Company, Sven Smit, senior partner Emeritus e Special Advisor di McKinsey & Company, e Paula Wallace, founder & president del Savannah College of Art and Design (Scad). Nel corso dell’incontro, Renzo Rosso e Alfonso Dolce hanno condiviso le proprie riflessioni sul ruolo della moda come motore di crescita economica, culturale e sociale del Paese.
“Ringrazio i soci per la fiducia che mi hanno nuovamente accordato con questa rielezione - ha sottolineato Capasa -. Accolgo questo incarico con grande senso di responsabilità, in un momento in cui la moda italiana è chiamata ad affrontare sfide importanti e, al tempo stesso, a riaffermare il proprio valore strategico per il Paese. Da questa consapevolezza nasce ‘Il Bello della Moda’, il primo osservatorio dedicato a misurare il valore sistemico del nostro settore. Attraverso dati e analisi vogliamo contribuire a raccontare la moda italiana in tutte le dimensioni che la compongono, offrendo una lettura ampia del valore economico, culturale, occupazionale, sociale e innovativo che la nostra industria genera ogni giorno per il Paese”.