Protezione acciaio: l'Ue aumenta i dazi e riduce le quote d'importazione

Parlamento e Consiglio hanno raggiunto nel trilogo un accordo per proteggere l'industria siderurgica europea dalla sovrapproduzione globale, aumentando i dazi e riducendo le quote di importazione di acciaio, cuore dell'industria manifatturiera.

Un operaio lavora l'acciaio in un'azienda metalmeccanica nel Milanese: la lega è la base dell'industria manifatturiera - Fotogramma/Ipa
Un operaio lavora l'acciaio in un'azienda metalmeccanica nel Milanese: la lega è la base dell'industria manifatturiera - Fotogramma/Ipa
14 aprile 2026 | 10.11
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La notte scorsa i negoziatori del Parlamento Europeo e del Consiglio Ue hanno raggiunto in trilogo (il negoziato legislativo informale dell'Ue) un accordo politico su nuove misure per mitigare gli effetti negativi della sovrapproduzione mondiale di acciaio.

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L'accordo introduce quote di importazione inferiori, limitando i volumi di importazione esenti da dazi a 18,3 milioni di tonnellate all'anno: una riduzione del 47% rispetto alle quote di acciaio del 2024.

Prevede inoltre l'applicazione di un dazio doganale del 50% (anziché dell'attuale 25%) alle importazioni che superano la quota e ai prodotti siderurgici non inclusi nel regolamento.

L'obiettivo è dotare l'Ue degli strumenti necessari per contrastare gli effetti negativi, legati al commercio, della sovrapproduzione globale sul mercato siderurgico europeo, una volta scadute le attuali misure di salvaguardia, in vigore dal 2018, il 30 giugno 2026.

Il progetto di regolamento mira a rafforzare la tracciabilità dei prodotti siderurgici importati, chiarendo le prove che gli importatori dovranno fornire sull'origine dell'acciaio. I parlamentari hanno ottenuto che la Commissione debba tenere conto dell'origine dell'acciaio nell'assegnazione delle quote annuali.

I parlamentari hanno insistito sulla necessità di una revisione tempestiva del nuovo regolamento e di adeguarlo, se necessario, per garantire protezione al settore siderurgico dell'Ue. La prima revisione da parte della Commissione avverrà tra sei mesi, per valutare se sia necessario o meno estendere l'ambito di applicazione dei prodotti.

Per Karin Karlsbro (Renew, Svezia), capo negoziatrice del dossier, "contrastare gli effetti negativi della sovraccapacità globale sul mercato siderurgico dell'Ue è essenziale. Con l'accordo, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione potrebbero dichiarare congiuntamente l'importanza di eliminare rapidamente tutte le importazioni di prodotti siderurgici russi".

L'accordo provvisorio dovrà essere formalmente adottato sia dal Consiglio che dal Parlamento prima di poter entrare in vigore. La plenaria potrebbe votare sull'accordo provvisorio a maggio. L'entrata in vigore è prevista per il primo luglio 2026.

Le misure di salvaguardia globali per l'acciaio, in vigore dal 2018 nell'ambito dell'accordo sulle misure di salvaguardia dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc o Wto), scadranno il 30 giugno 2026. Con il nuovo regolamento, l'industria siderurgica dell'Ue sarà più tutelata.

L'industria siderurgica è vitale per l'economia europea e di importanza strategica per la capacità di difesa, come indicato nel piano d'azione della Commissione per l'acciaio e i metalli (Smap). Il settore ha dovuto affrontare una pressione forte e prolungata sulle importazioni in termini di volume e prezzo, a causa della sovraccapacità produttiva globale. Il settore dell'acciaio, cuore dell'industria manifatturiera, ha registrato la perdita di circa 100mila posti di lavoro dal 2008.

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