Altri 45 milioni di persone potrebbero trovarsi ad affrontare la fame acuta se la guerra in Medio Oriente dovesse protrarsi oltre giugno. Le ripercussioni del conflitto sui costi di cibo e carburante potrebbero rendere inaccessibili i generi alimentari di base per molte famiglie ben oltre la regione. "Le crescenti conseguenze umanitarie del conflitto in Medio Oriente stanno diventando ogni giorno più preoccupanti", ha avvertito il vicedirettore esecutivo del World food programme, Carl Skau. "Le nostre analisi prevedono che, se il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi fino a giugno" e i prezzi del petrolio rimanessero al di sopra dei 100 dollari al barile, "altri 45 milioni di persone potrebbero essere spinte nella fame acuta a causa dell'aumento dei prezzi", ha dichiarato in una conferenza stampa a Ginevra.
"Questo porterebbe i livelli di fame nel mondo a un livello record, ed è una prospettiva terribile", ha affermato, considerando che quasi 320 milioni di persone, già un numero enorme, soffrono attualmente di grave insicurezza alimentare. "In realtà, la situazione sta precipitando", ha aggiunto Skau.
"Le conseguenze ricadono sulle persone più vulnerabili del mondo, che già vivono in condizioni disperate. Non hanno le risorse per far fronte a un nuovo aumento del costo della vita". Skau ha esortato i Paesi a mettere a disposizione maggiori risorse umanitarie.