L'annuncio di Pillon, avvocato dei genitori Catherine Birmingham e Nathan Trevallion: "Rientri diurni immediati a Palmoli"
“Il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha depositato il proprio provvedimento in relazione all'istanza della difesa del 25 giugno scorso. Il decreto, firmato dalla presidente Angrisano nei suoi ultimi giorni di servizio all'Aquila, corregge parzialmente le precedenti decisioni e dispone un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia, con rientri diurni immediati a Palmoli e - da ottobre - con pernotti in famiglia nel fine-settimana”.
Lo riferisce l'avvocato Simone Pillon, legale di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, genitori della cosiddetta 'famiglia nel bosco' di Palmoli, sulla decisione finale del Tribunale per i Minorenni dell'Aquila sul ricongiungimento con i tre figli minori, collocati in una casa famiglia dal novembre del 2025.
Ieri Pillon - in una intervista a Libero - aveva spiegato che "tutte le presunte criticità sono state superate: la situazione abitativa è risolta, la famiglia ha intrapreso volontariamente un percorso di sostegno alla genitorialità e i bambini hanno brillantemente superato l’esame di ammissione alla classe successiva (la quarta elementare per la più grandicella e la seconda per i gemellini, ndr). Inoltre la collaborazione con il tutore e il servizio è piena", anticipando che "la situazione processuale era sul punto di sbloccarsi". Come poi è stato.
Non la soluzione tanto attesa, il ricongiungimento o per meglio dire la "scarcerazione", ma "una serie di limitazioni senza reale fondamento” e che giustificano un ulteriore approfondimento della tematica degli allontanamenti da parte della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, direttamente con i magistrati e i servizi sociali coinvolti nella vicenda. Così la presidente della Commissione, Michela Vittoria Brambilla, ha commentato il provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila sui bambini della “famiglia nel bosco” e ha annunciato un nuovo passaggio nell’organismo parlamentare.
“Il Tribunale - ha sottolineato - ha atteso fino all’ultimo giorno di servizio della presidente Angrisano per rispondere ad un’istanza presentata dalla difesa dei coniugi Trevallion il 25 giugno scorso. Peraltro il provvedimento, lungi dal disporre il pieno ricongiungimento familiare, prevede solo un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia con rientri diurni a Palmoli e la possibilità, dal mese prossimo, di pernottare a casa nei weekend, benché siano state risolte le criticità abitative e sociali contestate".
"In sostanza - ha proseguito - nonostante si potesse decidere per tempo, non solo i figli dei coniugi Trevallion non hanno potuto trascorrere le vacanze con i loro genitori, neppure qualche giorno, ma il Tribunale ha completamente ignorato i rischi per la psiche e lo sviluppo dei minori (cui è stata diagnosticata una sindrome post-traumatica da distacco per la permanenza obbligata in casa famiglia) e le conseguenze anche a lungo termine del mancato ricongiungimento, sottolineati da più parti e dalla stessa Ctu. Da ultimo, balza agli occhi un’imposizione in palese contrasto con la libertà, nel rispetto delle leggi, di esercitare il diritto-dovere di istruire ed educare i figli: il soggiorno obbligato in casa famiglia continuerà finché i genitori non avranno accettato l’iscrizione e la frequenza dei figli in una scuola pubblica, in luogo della contestata (ma legittima) educazione parentale o della possibile scelta di una scuola privata”, ha continuato la presidente della Commissione.
“Quindi - ha concluso Brambilla - riprenderemo in Commissione il discorso sul tema degli allontanamenti dal nucleo familiare, anche invitando la responsabile dei servizi sociali Veruska D’Angelo, la Ctu Simona Ceccoli, la tutrice avv. Maria Luisa Palladino, la responsabile del servizio minori della casa famiglia Lucia Fiorillo e a questo punto anche la presidente Cecilia Angrisano che ora non svolge più le sue funzioni al Tribunale per i minorenni dell’Aquila”.
“Poiché ogni decisione viene assunta invocando l’interesse dei minori, ed è il loro bene che deve orientare scelte e decisioni, sarebbe importante che in situazioni di questo tipo ci fosse una verifica da parte terza sugli effetti dei provvedimenti assunti sulla salute dei bambini, esaminando il prima e il dopo e valutando alla luce del loro benessere come si debba andare avanti. Il ricongiungimento ‘a tappe’ dei bambini Trevallion con i loro genitori, stabilito dai giudici, può essere infatti un passo decisivo per la riunificazione della famiglia, ma le ulteriori limitazioni imposte, e il tempo che va ad aggiungersi a quello già trascorso, meriterebbero un’analisi oggettiva della situazione dei piccoli e della rispondenza di ogni scelta all’interesse loro e della loro salute". Lo ha dichiarato Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.
"Vale per la ‘famiglia nel bosco’ come per le tante famiglie colpite da provvedimenti di allontanamento, che certamente vengono assunti con delle motivazioni, ma rispetto ai quali, vista la posta in gioco, le verifiche e le valutazioni sul benessere psicofisico dei minori sono necessarie”, ha concluso.