Nuova notte di guerra nel Paese, con Mosca che ha colpito anche dal Mar Nero.
Continua la guerra tra Russia e Ucraina. Nelle prime ore di oggi, sabato 14 marzo, fonti ufficiali ucraine hanno denunciato massicci raid di droni e missili russi nella zona di Kiev, riportando che quattro persone sarebbero morte e dieci ferite. Esplosioni sono state segnalate in diverse zone intorno alla capitale.
Secondo quanto riportato dal Kyiv Independent, alcuni dei missili balistici in arrivo sono stati intercettati dai sistemi di difesa aerea ucraini, ma le autorità hanno esortato i cittadini a rimanere nei rifugi. Due persone sono state uccise proprio a Kiev, con cinque ferite, mentre altre due sono morte nel distretto di Brovary, a cui si aggiungono quattro feriti e uno a Vyshhorod.
Colpita anche la regione di Zaporizhzhia, con i raid russi hanno ferito quattro persone, tra cui due bambini, secondo quanto dichiarato dalle autorità regionali, e danneggiato diverse strutture della città, con un'abitazione che ha preso fuoco.
Ma l'allarme, per l'Ucraina, arriva anche dal Mar Nero. Canali di monitoraggio hanno infatti segnalato diverse navi della marina militare russa, con la capacità di lanciare missili da crociera Kalibr, che si sono posizionate pronte per colpire e poco dopo l'aeronautica ucraina ha segnalato il lancio nelle regioni meridionali di Kherson e Mykolaiv.
La Russia inoltre nella notte ha schierato i bombardieri strategici Tu-95MS e Tu-160, colpendo anche allarmi antiaerei, che sono stati disarmati in gran parte del Paese, mentre continuano a funzionare le difese aeree ucraine.
Gli ambasciatori dei Paesi membri presso l'Ue, riuniti nel Coreper, hanno trovato un accordo per prorogare per altri sei mesi le sanzioni individuali contro la Russia per la guerra in Ucraina, con una lista di oltre 2.700 persone, enti e società considerate responsabili, a vario titolo, per l'aggressione al Paese vicino. Fonti Ue riferiscono che è stata lanciata la procedura scritta per il rinnovo, che si concluderà oggi. Le sanzioni sarebbero scadute domani. Il rinnovo era stato finora bloccato da Ungheria e Slovacchia, ai ferri corti con l'Ucraina dopo l'interruzione delle forniture di petrolio russo tramite l'oleodotto Druzhba, danneggiato dai russi e non riparato dagli ucraini.