Intelligenza artificiale, l'allarme dell'Onu: "Potrebbe paralizzare i servizi essenziali ed è una minaccia per le democrazie"

La lettera dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani agli Stati e alle aziende leader del settore. Lagarde e i rischi per l'Europa: "Sviluppare modelli aperti propri". Trump: "Contro l'Ai una cospirazione malata"

Intelligenza artificiale - Canva
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14 settembre 2026 | 15.57
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L'intelligenza artificiale potrebbe costituire un rischio per l'umanità. A lanciare l'allarme è l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, in una lettera inviata agli Stati e alle aziende leader a livello mondiale nel campo dell'intelligenza artificiale. "Siamo alla vigilia di un cambiamento irreversibile, che non riguarderà solo noi, ma anche le generazioni future dell'umanità", avverte. "L'attuale corsa verso un'intelligenza artificiale sempre più potente rappresenta un salto verso maggiori rischi esistenziali per ogni aspetto delle nostre vite".

I rischi

I fallimenti che coinvolgono sistemi di intelligenza artificiale, per non parlare di sistemi deliberatamente progettati in tal senso, scrive l'Alto commissario delle Nazioni Unite, "potrebbero paralizzare i servizi essenziali, frammentare le comunicazioni, destabilizzare le infrastrutture critiche e colpire al cuore stesso delle istituzioni democratiche".

Lagarde: "L'Europa deve dotarsi di una propria gamma di modelli aperti"

La presidente della Bce Christine Lagarde parla dell'Ai come di una forza che sta ridisegnando la geografia economica del mondo. Racconta che i risparmiatori europei stanno finanziando la rivoluzione tecnologica americana, mentre l'Europa resta indietro proprio sull’infrastruttura che dovrebbe sostenerla. Per lei il punto di partenza è semplice e radicale: "Costruire una maggiore capacità di calcolo europea e dotare l'Europa di una propria gamma di modelli aperti", perché la sovranità tecnologica non si improvvisa.

Intanto gli investimenti nell'Ai crescono così rapidamente che "i cash flow delle stesse aziende tecnologiche non riescono più a coprirli". L'Europa sosterrà parte del prezzo di questo boom", avverte ma si interroga: "La domanda è se otterrà anche la crescita che ne consegue".

Le dimissioni del ricercatore di Anthropic

"Oggi mi sono dimesso da Anthropic" ha scritto sui social nei giorni scorsi il ricercatore britannico 27enne Jacob Coxon, specializzato nei modelli di pre-addestramento dell'Intelligenza artificiale. "Ho trascorso gli ultimi tre anni a occuparmi di ricerca sul pre-addestramento sia presso OpenAI che presso Anthropic. Nessuna delle due aziende sta agendo in modo responsabile" denuncia in un post su X. "Stanno correndo a tutta velocità verso una superintelligenza, capace di auto-migliorarsi, mettendo a repentaglio le nostre vite".

L'azienda di intelligenza artificiale Anthropic ha dichiarato, inoltre, di aver bloccato, negli ultimi mesi, diversi tentativi da parte di ricercatori di utilizzare versioni del suo software Claude in relazione al possibile sviluppo di armi biologiche. La società, concorrente di OpenAI (sviluppatrice di ChatGPT), ha tuttavia avvertito che è difficile stabilire le intenzioni alla base di tali richieste, poiché la stessa ricerca può servire sia a scopi medici che militari.

L'appello del ceo di Anthropic

Dario Amodei, ceo di Anthropic, avverte che il ritmo di sviluppo dell'Ai sta accelerando, oltre la capacità dei sistemi di sicurezza. Per questo propone di "regolare il ritmo di avanzamento" con un piano in tre fasi: valutatori integrati, coordinamento democratico e coordinamento globale. La prima fase è un impegno unilaterale di Anthropic, la seconda richiede cooperazione tra aziende, la terza un accordo internazionale.

Amodei sostiene che la sicurezza deve diventare un terreno di competizione industriale, "una corsa verso la vetta". Rivendica, inoltre, la prudenza adottata finora, ma ritiene che non basti più: serve rallentare lo sviluppo delle capacità dei modelli per permettere alla prevenzione di tenere il passo. "Dobbiamo dosare il ritmo e usare con attenzione il tempo che guadagniamo" sottolinea.

Trump rilancia sull'Intelligenza artificiale: "Nessun rallentamento, gli Usa devono restare primi"

Donald Trump interviene sul dibattito aperto dal ceo di Anthropic, Dario Amodei, che ha chiesto di rallentare lo sviluppo dell'AI per motivi di sicurezza. Parlando all'Irish Open, il presidente Usa ha escluso qualsiasi frenata: gli Stati Uniti, ha detto, sono "all'avanguardia rispetto alla Cina" e devono restare il Paese più avanzato al mondo. "Chi vince sull'Intelligenza artificiale, vince su tutto", ha dichiarato, ribadendo che la competizione con Pechino è centrale. La sua linea è chiara: nessun rallentamento allo sviluppo dell'Ai per mantenere il primato tecnologico americano.

"C'è una cospirazione malata contro l'intelligenze artificiale e i data center, e l'unica a esserne felice è la Cina" attacca Trump. "Chiunque vinca l'Ai, vince!", ha scritto Trump, rivendicando il vantaggio degli Stati Uniti sulla Cina e sugli altri Paesi. "Siamo in testa alla Cina, e a tutti gli altri, e continueremo a esserlo", ha affermato il presidente.

"L'unica ragione per cui abbiamo l'esplosione di intelligenza artificiale e dei data center è perché gli Stati Uniti sono in vantaggio, e di tanto, su qualsiasi altro Paese" scrive Trump in un nuovo post di replica agli appelli, che arrivano dall'interno dello stesso settore dell'Ia, a rallentare lo sviluppo dei modelli che potrebbero rivelarsi pericolosi. "Non uccidiamo la gallina delle uova d'oro" chiede il tycoon.

Donald Trump ha bollato come una "bufala" gli allarmi sui rischi dell'intelligenza artificiale. In un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente americano si è chiesto: "Quando mai, nella storia del business, abbiamo visto i leader di un'industria chiedere una regolamentazione che, se applicata con forza, li porterebbe all'oblio e alla bancarotta?". Per Trump, "Ia e data center saranno il più grande motore di sviluppo economico della storia", superiore a "petrolio, oro, diamanti e persino a internet".

Musk: "Anthropic ha ragione, bisogna rallentare lo sviluppo"

Elon Musk approva l'appello lanciato dal ceo di Anthropic, Dario Amodei, sulla necessità di rallentare il ritmo di sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale "Dario ha ragione" scrive l'imprenditore su X, dando ragione al ceo di Anthropic sulla necessità di frenare "il ritmo di avanzamento".

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