Alluvione in Nepal, nuova frana crea lago artificiale: soccorritori costretti a evacuare

750 morti e oltre tremila dispersi nel fango, il tragico bilancio complessivo aggiornato dopo la conferma dal Tibet. Soccorritori riescono ad accedere al sito idroelettrico dove sono intrappolati degli operai

Soccorritori in Nepal - Afp
Soccorritori in Nepal - Afp
30 agosto 2026 | 07.31
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Le devastanti alluvioni in Nepal, vicino al confine con la Cina, hanno causato la morte di almeno 734 persone mentre 2.498 risultano ancora disperse. Lo ha annunciato l'Autorità della gestione delle emergenze, mentre le operazioni di soccorso entrano nel quinto giorno. In precedenza, i media cinesi avevano confermato 16 morti in Tibet e 546 persone disperse. Il bilancio complessivo sale così a 750 morti e 3.044 dispersi.

Nuova frana, soccorritori costretti a evacuare

Una nuova frana ha intanto colpito la zona di confine tra la Cina e il Nepal, formando un nuovo lago artificiale e costringendo il personale di soccorso nei pressi del porto di Gyirong a evacuare l'area. Lo riporta il ministero cinese per la gestione delle emergenze, secondo quanto riportato dall'emittente statale cinese Cctv.

La nuova frana è stata individuata da un drone di monitoraggio e si estenderebbe su un pendio montuoso a circa 2,8 chilometri a valle di un lago artificiale preesistente sul fiume Purepu Tsangpo. Secondo quanto riferito dalle autorità, l'ultima frana ha creato una nuova ostruzione nel fiume e ha formato un altro lago artificiale.

Soccorritori accedono a sito idroelettrico dove sono intrappolati operai

Il ministro dell’Energia nepalese ha intanto annunciato che è stato praticato con successo un foro nel tunnel utilizzato per il passaggio dei cavi, riferisce la Bbc. Secondo le prime ispezioni, all’interno non è stata rilevata alcuna presenza di detriti. Non è stato tuttavia ancora possibile stabilire alcun contatto con le persone eventualmente presenti all’interno.

Il ministro ha spiegato che è in corso il pompaggio di aria anche allo scopo di verificare se qualcuno si trovasse nelle vicinanze. Qualora le condizioni meteorologiche lo consentano, le squadre di soccorso proseguiranno i lavori durante la notte per allargare l’apertura fino a dimensioni tali da permettere il passaggio di una persona. L’obiettivo è raggiungere i tunnel principali dell’impianto attraverso questo cunicolo dei cavi.

Esiste tuttavia il rischio che le operazioni di soccorso possano essere ostacolate o addirittura sospese “per qualche tempo”, a causa dell’aumento della portata d’acqua determinato dalle piogge continue.

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