Il ministro degli Esteri al prevertice Ppe, a Bruxelles, sottolinea che l'Italia chiede una posizione "forte" dell'Ue anche sul gas, il cui prezzo sta prendendo il volo con il protrarsi della terza guerra del Golfo.
L'Italia "sta spingendo perché l'Europa prenda una decisione forte, una decisione chiara per ridurre il costo dell'energia". Lo sottolinea il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, a margine del prevertice del Ppe a Bruxelles.
Per Tajani "bisogna, nei momenti di grande difficoltà, avere il coraggio di decidere, perché è il tema fondamentale per un continente" vocato "all'economia reale. Industria e agricoltura devono essere tutelate. Questo non ha nulla a che vedere con la lotta al cambiamento climatico. Siamo in una situazione di emergenza e dobbiamo intervenire, per permettere a chi intraprende, in un continente a vocazione industriale, di poterlo fare nel modo migliore possibile".
Perché il rischio, continua Tajani, "è che si rallenti la produzione industriale. Non possiamo andare verso una decrescita, questo non lo possiamo assolutamente fare. Il tema fondamentale è quello dell'energia. Abbiamo anche lavorato perché gli autotrasportatori potessero avere dei benefici. Ieri sera il decreto legge è arrivato al Senato, perché non ci fossero aumenti provocati dai trasporti nei prezzi al consumo, nei supermercati e nei mercati. Questo è un tema fondamentale. Fondamentale sia per la produzione industriale, sia per i cittadini".
Secondo il ministro, occorre "intervenire sul prezzo del gas, perché anche stamani ad Amsterdam siamo saliti a livelli" molto alti e "questo non va bene. Dobbiamo cercare di trovare un tetto dall'Europa".
Durante il prevertice del Ppe, ha proseguito, "abbiamo parlato a lungo della questione Ets. Ho ribadito qual è la posizione italiana, anche di fronte alle forti richeste che vengono dal mondo produttivo, di intervenire in tempi rapidi, anche durante il Consiglio Europeo di oggi".
Sull'Ets, ha ricordato, c'è "una posizione condivisa da molti Paesi", tra i quali "la Polonia, che hanno fatto un intervento chiaro. Noi chiediamo un intervento di sospensione, almeno per gli aspetti che riguardano l'energia elettrica". Inoltre, c'è "una richiesta pressante anche dal mondo agricolo, per i fertilizzanti". Per il ministro, "il blocco dei fertilizzanti rischia di provocare enormi danni al mondo agricolo", oltre a "possibili carestie nei Paesi più poveri. Credo sia giusto intervenire", ha concluso,.