Continua il lavoro sulla revisione Ets, ma la voce più costosa in bolletta rimane la fonte energetica stessa: motivo per cui serve accelerare su rinnovabili e nucleare, afferma la presidente della Commissione europea. Il pacchetto Reti "serve entro l'estate" e l'esecutivo Ue presenterà una strategia di elettrificazione, mentre l'Ue guarda ai piccoli reattori modulari
Il lavoro sulle proposte della Commissione europea per intervenire sulle tasse sull'elettricità e gli oneri di rete "sta avanzando", e la discussione odierna al Collegio dei Commissario "ha confermato che presenteremo queste proposte legislative a maggio". Lo dichiara la presiente dell'esecutivo Ue, Ursula von der Leyen, nel corso di una conferenza stampa. L'obiettivo è quello di implementare misure "strutturali" per abbassare i prezzi dell'energia e dare sollievo a cittadini e imprese alle prese con la crisi energetica.
Tasse e oneri di rete sono due delle quattro componenti di costo della bolletta di cui si era discusso al Consiglio europeo dello scorso febbraio, ricorda von der Leyen, sottolineando che la voce più consistente "è la fonte energetica stessa" e la parte più piccola sono gli oneri derivanti dal sistema di scambio delle emissioni europee, o Ets, che "prezza" ogni tonnellata di CO2 o equivalente emessa da alcuni comparti industriali, tra cui la generazione di energia, e chiede ai produttori di acquistare i relativi certificati di emissione al fine di incoraggiare la transizione ecologica.
"Stiamo già parzialmente realizzando quanto discusso al Consiglio europeo e progettando nuovi elementi", afferma, ricordando la proposta di modifica dell'impianto Ets, che prevede l'interruzione dell'eliminazione delle quote gratuire e l'aumento di quelle immesse nel mercato di certificati, finalizzata a dare "stabilità e la prevedibilità dei prezzi Ets senza perdere l'importante segnale di prezzo. Inoltre, consulteremo a breve gli Stati membri su benchmark Ets aggiornati utilizzando tutte le flessibilità che il testo legale ci offre, e siamo sulla buona strada per presentare la revisione completa del sistema Ets, come annunciato, a luglio", aggiunge la presidente dell'esecutivo Ue.
Per quanto riguarda il costo delle fonti energetiche, von der Leyen sottolinea come l'aumento dei prezzi generato dalla guerra in Medio Oriente e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz abbiano portato l'Ue ad affrontare la seconda crisi energetica legata agli idrocarburi nel giro di pochi anni. Tutto questo rende chiaro che "stiamo pagando un prezzo molto alto per la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili", afferma, "e la dura realtà per il nostro continente è che l'energia da combustibili fossili rimarrà l'opzione più costosa negli anni a venire".
Tuttavia, prosegue la leader dell'esecutivo Ue, il continente può contare sull'elettricità prodotta in Europa da fonti rinnovabili e dal nucleare. "Quindi la nostra strategia per decarbonizzare non solo è stata confermata negli ultimi anni, ma sta crescendo di importanza giorno dopo giorno. E il nostro obiettivo è molto chiaro: dobbiamo aumentare l'energia prodotta in casa, accessibile e affidabile", sia sviluppando l'"ampia gamma" di energie rinnovabili di cui dispongono i Paesi Ue, sia l'energia dell'atomo, perché "ci danno indipendenza, prevedibilità e sicurezza energetica". L'unico modo duraturo per uscire dalla dipendenza dai combustibili fossili è dunque modernizzare il sistema, "spostando la generazione di elettricità verso le energie rinnovabili e il nucleare, e poi, naturalmente, elettrificando l'economia il più rapidamente possibile".
In questo campo l'Ue ha fatto progressi, continua von der Leyen: insieme rinnovabili e nucleare rappresentano oltre il 70% della produzione europea di elettricità. "Ma naturalmente, dobbiamo andare molto oltre, e queste fonti di energia pulita necessitano di una migliore integrazione nel sistema energetico", sottolinea, parlando degli "enormi volumi" che rimangono inutilizzati. Serve dunque aumentare lo stoccaggio per potenziare la flessibilità del sistema e accelerare le connessioni di rete, seguendo le indicazioni del pacchetto Reti presentato dalla Commissione a dicembre. "L'obiettivo iniziale era di farlo concordare con i co-legislatori entro la fine di quest'anno: credo che questo sia troppo tempo. Il senso di urgenza è troppo elevato, aggiunge, esortando Consiglio e Parlamento ad approvare il pacchetto "entro l'inizio dell'estate".
"Dobbiamo anche accelerare l'elettrificazione della nostra economia, delle nostre operazioni industriali, del modo in cui riscaldiamo le nostre case, della nostra mobilità. In altre parole, elettrificare l'Europa significa rendere l'Europa più indipendente. Ma al momento, siamo in ritardo con l'elettrificazione: dietro agli Stati Uniti, dietro alla Cina. Quindi presenteremo la nostra strategia di elettrificazione anche prima dell'estate, e includerà un nuovo ambizioso obiettivo sull'elettrificazione", prosegue von der Leyen.
Per raggiungere questi obiettivi occorre anche rimuovere gli ostacoli normativi rimanenti e mobilitare gli investimenti, continua la leader dell'esecutivo Ue, promettendo di incoraggiare gli Stati membri "a fare un uso migliore" dei finanziamenti Ue disponibili, come quelli dei fondi di coesione. "I soldi ci sono. Potete investirli nelle reti, nello stoccaggio, nelle batterie. Per favore, usate quei soldi ora, perché abbiamo bisogno di questo miglioramento del nostro sistema energetico", afferma. E a complemento dei fondi pubblici, che "non sono sufficienti", la Commissione intende convocare "una conferenza sugli investimenti per mobilitare gli investimenti privati in questi settori".
Altro ambito in cui l'Ue deve rimanere "vigile" rispetto ai "pesanti investimenti" di Usa e Cina, ma anche Regno Unito, Corea del Sud, Giappone e Canada, sono i piccoli reattori modulari, evidenzia in seguito von der Leyen, definendola una "tecnologia molto promettente". I vantaggi sono chiari, prosegue: "la complessità è inferiore, quindi i costi sono più bassi, e di conseguenza le possibilità di scalabilità industriale attraverso una produzione standardizzata sono migliori". E il vantaggio più grande "è che può fornire il carico di base, tanto necessario, in una combinazione perfetta con le energie rinnovabili. Questa è la strada da percorrere", conclude.