Trattato di libero scambio, corridoio tra India, Medio Oriente ed Europa (Imec), e accordi su difesa e sicurezza aprono una nuova fase strategica
L’accordo di libero scambio tra Unione europea e India segna “una svolta storica” nei rapporti tra Bruxelles e New Delhi e apre “un mercato di oltre due miliardi di persone che rappresenta circa un quarto del Pil mondiale”. A dirlo è Antonio Bartoli, ambasciatore italiano in India, in un’intervista a Formiche, delineando una fase nuova e strutturale della cooperazione Ue-India, dal commercio alle infrastrutture, fino a sicurezza e difesa.
Secondo Bartoli, l’Fta porterà “significative riduzioni delle barriere tariffarie” e nuove opportunità per le imprese italiane, a partire dai settori già più forti nell’export verso l’India. “Penso ai macchinari industriali, che valgono circa il 40% delle nostre esportazioni, ai componenti auto, alla chimica e alla farmaceutica”, spiega l’ambasciatore, citando anche i prodotti agroalimentari. “Vino, olio e pasta vedranno dazi che scenderanno drasticamente o saranno azzerati”.
L’obiettivo condiviso da Roma e New Delhi è ambizioso: “portare l’interscambio a 20 miliardi di euro entro il 2029”, perché, sottolinea Bartoli, “più commercio significa più investimenti, più occupazione e maggiore mobilità di talenti”.
Accanto al dossier commerciale, l’ambasciatore indica nel corridoio India-Middle East-Europe (Imec) una prospettiva strategica di lungo periodo, “su cui lavorare con convinzione e visione, anche al di là delle tensioni in Medio Oriente”. Italia e India, osserva, possono già muoversi “in modo pragmatico e anticipatorio”, forti di una collocazione comune nello spazio Indo-Mediterraneo. “Essere due penisole proiettate in un bacino condiviso ci dà visioni e interessi convergenti”.
Tra i progetti concreti evocati da Bartoli ci sono “la creazione di un corridoio per procedure di sdoganamento portuale accelerate e digitali” e il completamento “della posa di un cavo digitale sottomarino per il traffico dati ad alta velocità”. Sul piano operativo, aggiunge, le sinergie riguarderanno infrastrutture, logistica ed energia, anche attraverso la conferenza dedicata a Imec che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ospiterà a Trieste il 17 marzo.
La cooperazione Ue-India, infine, si sta estendendo in modo sempre più strutturale anche ai temi della sicurezza e della difesa. Bartoli ricorda che questi dossier sono “al centro del piano d’azione congiunto adottato nel 2024 dai premier Meloni e Modi”. “Cybersecurity, contrasto alle minacce ibride e al terrorismo, collaborazione industriale nella difesa: sono tutti ambiti in cui l’Italia è già attiva”, afferma l’ambasciatore, citando la recente alleanza tra Leonardo e Adani nel settore elicotteristico.
Sul piano militare-operativo, conclude Bartoli, “abbiamo intensificato la presenza di navi militari nei porti indiani e svolto esercitazioni congiunte tra le nostre Marine”, con l’obiettivo di avviare “un dialogo strutturato sulla sicurezza marittima per rafforzare interoperabilità, scambio di informazioni e tutela della libertà di navigazione”.