Secondo il National Park Service, il "significativo evento di inondazione improvvisa" è iniziato dopo una serie di temporali
E' di due morti, al momento, il bilancio delle inondazioni che hanno colpito nel fine settimana il Grand Canyon, negli Stati Uniti. Lo ha annunciato il National Park Service (Nps) su 'X' affermando che più di una decina di persone risultano ancora disperse o irreperibili. "Le operazioni di ricerca e recupero continuano", ha dichiarato il Servizio dei Parchi, avvertendo che le nuove piogge previste "potrebbero influire sui tempi e sul ritmo delle operazioni".
l'alluvione lampo ha devastato il parco nazionale spazzando via ponti pedonali e costringendo all'evacuazione decine di campeggiatori, secondo quanto riferito dalle autorità del parco alla Cnn.
L'alluvione ha anche danneggiato un acquedotto che rifornisce i turisti del parco, lasciandolo con risorse idriche limitate. Ieri almeno 62 persone sono state evacuate, ma non sono stati segnalati feriti. Il corpo di un uomo di 46 anni è stato recuperato ieri sera vicino a Crystal Rapids, lungo il fiume Colorado.
Il National Park Service ha invitato chiunque abbia notizie di escursionisti o viaggiatori nel Bright Angel Canyon e nell'area di Phantom Ranch sabato pomeriggio, momento in cui si sono verificate le piene, a fornire informazioni alle autorità del parco.
Secondo un comunicato stampa del National Park Service, il "significativo evento di inondazione improvvisa" è iniziato dopo che una serie di temporali si sono abbattuti proprio su Bright Angel Canyon e sull'area di Phantom Ranch sabato pomeriggio. Le persone potenzialmente disperse "si trovavano lungo un itinerario di trekking nell'entroterra del Grand Canyon o stavano facendo un'escursione nella zona di North Kaibab/Phantom Ranch", ha dichiarato domenica al New York Times la portavoce Joelle Baird. Da oggi, lunedì 31 agosto, è infine vietato pernottare in hotel e rifugi all'interno dell'area a causa dell'allerta che resta altissima per il rischio di nuovi temporali.