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Il Centcom ha confermato "un'azione limitata e precisa" contro unità dei Pasdaran impegnate nella posa di mine. La risposta iraniana: missili contro basi in territorio giordano e droni sugli Emirati
Si riaccende la guerra tra Stati Uniti e Iran. Dopo un mese, gli Stati Uniti hanno effettuato un raid aereo colpendo l'isola di Larak, nello Stretto di Hormuz. Teheran ha reagito con un lancio di missili contro le basi militari americane in Giordania. Il Comando centrale statunitense (Centcom) ha confermato che le forze Usa hanno condotto "un'azione limitata e precisa" contro unità del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica iraniana (Pasdaran) impegnate nella posa di mine sull'isola di Larak, nello Stretto di Hormuz, definendo i bersagli dell'attacco una "minaccia imminente". "Il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica dell'Iran ha sostenuto che gli attacchi condotti dalle forze americane per impedirgli di posizionare mine nello Stretto di Hormuz costituissero un 'atto di aggressione'. Tale affermazione è assolutamente falsa", la posizione espressa dal Centcom sul suo account X.
In risposta all'accusa di Teheran di aver compiuto un "atto di aggressione" contro la Repubblica islamica, il comando statunitense in una dichiarazione ha affermati che “l'Iran ha creato la minaccia e le forze armate statunitensi l'hanno eliminata per proteggere i marittimi civili, il traffico commerciale e la libera circolazione del commercio mondiale".
Nella notte ad alta tensione, l'Iran ha risposto lanciando missili verso Aqaba e la base di Muwaffaq Salti, in Giordania, dove sono stanziate forze dell'esercito Usa. Fonti arabe citate dall'agenzia iraniana Fars hanno parlato di "diverse esplosioni" in alcuni punti della Giordania. L’agenzia iraniana ha evidenziato che Teheran aveva promesso una risposta al raid Usa. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno “preso di mira infrastrutture tecniche, strutture per la manutenzione e posizioni di aerei da combattimento nemici presso le basi aeree di King Hussein e Al-Azraq, gestite dagli Stati Uniti in Giordania”, utilizzando missili balistici e causando "ingenti danni".
L'esercito giordano ha dichiarato di aver intercettato 8 missili: "I sistemi di difesa aerea hanno intercettato 8 missili che hanno violato lo spazio aereo del Regno all’alba di oggi", si legge in una dichiarazione che cita il portavoce dell'esercito.
Teheran, inoltre, ha "preso di mira le aree in cui sono stazionati elicotteri e personale statunitensi presso la base di Al Minhad, negli Emirati Arabi Uniti, utilizzando decine di droni d’attacco", secondo l'esercito della Repubblica islamica.
Tuttavia, gli Emirati Arabi Uniti hanno poi smentito le notizie di un attacco contro la base aerea Al Minhad. "Il ministero della Difesa ha smentito le notizie secondo cui la base aerea Al Minhad sarebbe stata presa di mira da missili e conferma che si tratta di notizie false", ha precisato il dicastero in un post su X dopo che la tv di Stato iraniana aveva riferito di attacchi contro "le aree in cui sono presenti elicotteri e personale Usa nella base di Al Minhad, negli Emirati Arabi Uniti".
Teheran "non cerca la guerra", ma risponderà con forza a qualsiasi aggressione, ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, commentando l'attacco statunitense all'isola di Larak. Parlando prima di partire per Bishkek, capitale del Kirghizistan, dove parteciperà a un vertice dei leader dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai e dove probabilmente incontrerò Vladimir Putin secondo fonti di stampa, Pezeshkian ha avvertito che un'ulteriore escalation potrebbe destabilizzare la regione.
"Teheran non cerca la guerra, ma non resteremo mai inerti di fronte ad alcuna aggressione", ha affermato, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars. "L'instabilità e i disordini nella regione non sono nell'interesse di nessun Paese e rappresenteranno una sfida per tutti", ha aggiunto Pezeshkian.
Anche il viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi, in seguito all'attacco statunitense all'isola di Lark, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars, ha affermato che gli Stati Uniti devono "imparare una lezione importante" per non "ripetere le loro aggressioni".