Il presidente degli Stati Uniti: "Salvi i due piloti, dovremo rispondere per forza all'attacco"
"L'Iran ha abbattuto un nostro elicottero, risponderemo". Donald Trump preannuncia la reazione degli Stati Uniti all'abbattimento di un elicottero Apache sullo Stretto di Hormuz. Il velivolo è precipitato e i due membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo. Il presidente americano rende nota la dinamica dell'episodio con un post su Truth: "Sono appena stato informato dalle nostre Forze Armate che la scorsa notte gli iraniani hanno abbattuto uno dei nostri sofisticatissimi elicotteri Apache mentre pattugliava lo Stretto di Hormuz. A bordo c'erano due piloti, entrambi sani e salvi", spiega, prima di concludere con una minaccia. "Gli Stati Uniti devono necessariamente rispondere a questo attacco", scrive.
Le parole di Trump, ancora convinto di poter raggiungere a breve un'intesa con Teheran, delineano una nuova potenziale escalation poche ore dopo lo stop agli attacchi di Israele e Iran. L'equilibrio è estremamente precario, come confermano le dichiarazioni del comandante dell'esercito israeliano, Eyal Zamir, durante una visita a un'esercitazione militare nel nord del paese: la recente ondata di attacchi contro l'Iran è "stata solo una preparazione a un colpo molto più significativo e potente. Le Idf sono preparate a tornare ad agire e a infliggere un altro colpo duro e di vasta portata contro l'Iran", afferma Zamir, aggiungendo che le forze armate israeliane "continuano a mantenere il massimo livello di prontezza e preparazione per riprendere le operazioni in Iran".
Messaggi analoghi, nella sostanza, arrivano da Teheran: "Preferiamo la lingua della diplomazia, ma ne conosciamo altre che padroneggiamo molto meglio", scrive su su X il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. "Se non rispetti i tuoi impegni, passeremo a quello che ci riesce meglio. Chi la fa l'aspetti!", conclude.
In questo clima, continuano dietro le quinte i negoziati tra Stati Uniti e Iran per arrivare, come auspicano i mediatori pakistani, a un accordo ''entro questa settimana", afferma l'emittente saudita Al-Hadath sul suo sito Internet citando una fonte pakistana. Islamabad è "in contatto con tutte le parti'' e sta spingendo ''perché venga raggiunta un'intesa entro questa settimana".
Intanto, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres si dice "profondamente preoccupato per la nuova escalation in Medio Oriente" e chiede che ''tutti gli attacchi devono cessare immediatamente'', sottolineando che ''i cessate il fuoco in Libano, Iran e Gaza devono essere pienamente rispettati''. Guterres aggiunge che "qualsiasi azione che possa compromettere gli sforzi diplomatici in corso deve essere evitata". Il numero 1 dell'Onu è "profondamente preoccupato dalla decisione di Israele di chiudere i valichi di frontiera con Gaza e ribadisco il mio appello per la riapertura immediata di tutti i valichi al fine di garantire il passaggio rapido, sicuro e senza ostacoli degli aiuti umanitari su vasta scala in tutta Gaza".
In relazione allo Stretto di Hormuz, il segretrio generale dell'Onu afferma che "l'esercizio dei diritti e delle libertà di navigazione, in conformità con il diritto internazionale, deve essere rispettato. Tutti devono adempiere ai propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e adottare tutte le precauzioni possibili per proteggere i civili". Perché, conclude, "non esiste una soluzione militare ai conflitti in Medio Oriente. L'unica via da seguire è il dialogo e i negoziati. Esorto tutte le parti interessate a lavorare per soluzioni diplomatiche che promuovano la pace e la sicurezza regionali e internazionali''.