Ceuta, viaggio tra i migranti che provano a restare: "Ci avevano detto che la frontiera era aperta..."

"Ci hanno detto che i confini erano aperti, da 3 giorni non abbiamo cibo o acqua". La popolazione prova ad aiutare: "Ma sono tanti..."

Migranti all'ingresso di un supermercato di Ceuta - (Afp)
Migranti all'ingresso di un supermercato di Ceuta - (Afp)
02 agosto 2026 | 11.08
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"Non vengo per rubare, cerco di farmi una vita. Ho parenti in Italia e nei Paesi Bassi". Più di 50mila persone sono entrate a Ceuta dal Marocco. Quasi tutte, secondo il governo di Madrid, hanno lasciato l'exclave e sono tornate nel territorio marocchino. Nella città spagnola sono rimasti migranti che, come racconta Rtve, cercano di essere ammessi nel Centro di accoglienza ( Ceti) che però è strapieno. "Con la gente le cose vanno bene. Con la polizia, invece, no", racconta Muhad, 20 anni, che è arrivato a nuoto. Nell'ultima traversata ha perso un amico, il 19enne Mohamed. "Sapeva nuotare, molti hanno provato ad aiutarlo ma si è allontanato e non è stato possibile. Sono morti in tanti. Io gli gridavo 'forza, Mohamed'...", dice il giovane.

Chi è rimasto a Ceuta si muove per la città e prova periodicamente a entrare nel Ceti. "Abbiamo tentato, ma è pieno. Voglio rifarmi una vita, in Marocco ho solo mia madre e un fratello malato: ha bisogno di insulina", dice. Al quotidiano El Pais, i migranti mostrano i messaggi che sui social hanno innescato l'esodo di massa: "La frontiera è aperta, si può passare senza documenti", "Se vedete queste scale, il vostro sogno si sarà realizzato".

In città, tra i residenti c'è chi si attiva per offrire sostegno. "Siamo più o meno abituati, aiutiamo come è possibile", dice Mohamed Ali, un residente. "Arrivano qui, i negozi sono chiusi, non possono comprare cibo. Come posso rifiutare di aiutarli se mi chiedono di fare una telefonata? Sono persone e vanno aiutate, ma sono tantissime", dice al giornalista della tv pubblica.

"Chi si nasconde in silenzio cerca di restare. Arriva gente di ogni tipo, come ovunque, ma noi che siamo qui non ci sentiamo al sicuro perché non sappiamo cosa troveremo", dice un'altra cittadina, Maria José. "Sui social media ci dicono di non dare loro niente, così se ne andranno. Ma se vedi due bambini che hanno fame e che soffrono davanti al tuo portone, non gli dai una bottiglia d'acqua?", chiede. I migranti tendono ad allontanarsi dai luoghi presidiati dalla polizia, si concentrano sulle colline, lontano dalle zone più frequentate. Un giornalista del Mundo viene avvicinato da chi cerca cibo e acqua: "Amico, per favore. Non mangiamo da 3 giorni... Pane, gallette, latte...", la richiesta.

I negozi hanno riaperto, ma i supermercati a quanto pare negano l'ingresso ai migranti: "Possiamo fare la spesa nei piccoli negozi. Mercadona non ci vuole", dice Muhad facendo riferimento alla principale catena di supermercati. "Non sono qui per rubare, sono qui per guadagnarmi da vivere. Se volessi rubare, in Marocco ci sono tante persone ricche", spiega ancora Muhad, che desidera spostarsi in Europa perché ha parenti nei Paesi Bassi e in Italia. "Parlo spagnolo e italiano e ho studiato", dice il giovane, che racconta di poter lavorare come imbianchino e elettricista.

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