La rivelazione delle dichiarazioni del premier ungherese durante una telefonata dell'ottobre scorso secondo quanto riporta Bloomberg
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance attacca l'Unione europea, durante la visita a Budapest, a pochi giorni dalle elezioni locali. Al fianco del premier Viktor Orbán, denuncia presunte interferenze elettorali da parte dei "burocrati di Bruxelles". Secondo Vance si tratterebbe di uno dei peggiori casi di ingerenza straniera mai osservati. Nel mirino anche le politiche Ue, accusate di aver danneggiato l'economia ungherese. "Ciò che è accaduto in questo Paese nel bel mezzo di questa campagna elettorale, è uno dei peggiori esempi di interferenza elettorale straniera che io abbia mai visto o di cui abbia mai letto" ha detto Vance.
Il vicepresidente critica inoltre la "censura digitale" imposta alle piattaforme social. Ribadisce che gli elettori devono poter decidere liberamente senza pressioni esterne. Pur dichiarando di non voler influenzare il voto, invita Bruxelles a fare lo stesso.
Vance elogia, quindi, Orbán per aver difeso gli interessi nazionali dell’Ungheria. Cita anche Donald Trump tra i leader più impegnati per la pace in Ucraina. E sottolinea il ruolo dell’Ungheria come partner chiave nei tentativi diplomatici di risoluzione del conflitto.
Secondo quanto rivelato da Bloomberg, citata dal Guardian, durante una telefonata dell'ottobre scorso, Orbán avrebbe detto "sono al tuo servizio" al presidente russo Vladimir Putin. Nel colloquio telefonico hanno parlato dell’ipotesi di un vertice tra Stati Uniti e Russia sulla guerra in Ucraina che, secondo Putin, avrebbe avuto un'unica possibile sede in Ungheria. La conversazione si sarebbe, infine, conclusa con un saluto in russo da parte di Orbán.