"Risultati già decisi, dal Cremlino gran lavoro di preparazione"
OVD-info è l'organizzazione non governativa russa che per anni ha fornito assistenza a chi veniva arrestato durante le proteste e ai prigionieri politici, pubblicando informazioni sui loro casi. Circa 300 avvocati associati all'organizzazione indipendente hanno continuato a lavorare in diverse città, in quasi tutte le regioni della Russia fino all'inizio dello scorso giugno, quando è stata dichiarata organizzazione estremista, una designazione che ha costretto i legali, la maggior parte dei quali ancora in Russia, alcuni dei quali a loro volta coinvolti in procedimenti penali, ad abbandonare i circa cento loro assistiti 'politici' e a OVD-info di cessare le operazioni in Russia.
Gli attivisti che per anni hanno lavorato per l'associazione hanno lasciato il Paese da tempo e ora forniscono assistenza su Telegram. E dove, in Russia, la app è bloccata, o quando Internet non funziona, su nuove applicazioni in via di introduzione, come 'Delta Chat', uno strumento messo a punto da un programmatore russo all'estero, che funziona anche in assenza di segnale.
A poche ore dall'apertura dei seggi per le elezioni legislative, "un processo a cui non va data troppa importanza", Dmitrii Anisimov, portavoce di OVD-info, risponde alle domande dell'Adnkronos dalla Lettonia, dove si è trasferito poco dopo l'inizio della guerra contro l'Ucraina.
Le prime elezioni per il rinnovo della Duma di Stato dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina a cui sono associate elezioni per i governatori di regioni, il rinnovo delle assemblee legislative regionali ed elezioni locali. Ci sarà spazio per un voto di protesta?
"I risultati sono già stati decisi. Si tratta solo, per le autorità, di sistemare i conti durante lo scrutinio, con brogli materiali. O usando il sistema di voto elettronico che non ha alcuna forma di controllo o trasparenza.
Saranno queste le prime elezioni senza osservatori non più solo internazionali, se non di Paesi amici di Mosca - le ultime elezioni in Russia con osservatori dell'Osce sono state quelle presidenziali del 2018, ndr - ma anche senza osservatori indipendenti russi, dopo la chiusura di Golos, la più efficace organizzazione indipendente in grado di monitorare il processo di voto in tutto il Paese, nell'estate dello scorso anno, poco dopo la condanna a cinque anni di carcere del suo co-presidente, Grigory Melkonyants.
Saranno operative organizzazioni indipendenti locali, a Ufa, capitale della repubblica di Baschiria, a Mosca o a San Pietroburgo, per esempio. Gli osservatori che un candidato indipendente può far chiamare a un seggio. Ma non ci saranno le capacità di seguire un numero rilevante di seggi, ci saranno valutazioni sparpagliate, non sufficiente per avere un quadro complessivo.
Il Cremlino ha fatto un ottimo lavoro di preparazione del voto. Non si presentano candidati forti, con la possibilità di vincere un seggio. O perché la loro candidatura non è stata ammessa o perché è stata cancellata in seguito all'apertura di procedimenti giudiziari a loro carico. Basta un caso amministrativo, una sanzione di lieve entità, per esempio per aver distribuito materiale proibito. Una foto di Aleksei Navalny su una mensola è sufficiente per escludere una candiatura (diversi esponenti di Yabloko sono stati esclusi dal voto uninominale, ndr).
Ma sarà comunque interessante vedere se emergeranno figure politiche nuove in qualche regione, in una circoscrizione lontana. Un qualche imprevisto. Una sorpresa. Ma in generale, i russi non avranno modo di comunicare alle autorità cosa vogliono o non vogliono. Questa linea di comunicazione si è interrotta da tempo".
Sarà possibile fare comunque analisi statistiche dei risultati nelle diverse circoscrizioni per confutare i dati ufficiali, come era stato fatto in passato per esempio dal fisico teorico Sergei Shpilkin?
"Teoricamente sì, anche se probabilmente sarà molto più difficile, se non forse impossibile, accedere ai dati grezzi dei singoli seggi. E' diventato sempre più difficile accedere ed esportare informazioni pubbliche".
Lei andrà a votare ai seggi aperti nelle sedi diplomatiche all'estero?
"Si, lo farò. Andrò in ambasciata, a Riga. Anche se la strategia messa a punto dall'opposizione all'estero (e diversa da quella suggerita da Yabloko, l'unico partito a esprimersi contro la guerra in Ucraina in Russia, ndr) è quella di scegliere qualunque forza politica che non sia Russia unita il partito associato a Vladimir Putin".
Non c'è il rischio che votare per un partito validato dal Cremlino, il Partito comunista o i Liberal democratici per esempio, per quella che veniva chiamata 'opposizione sistemica', possa non essere considerato come una protesta ma al contrario come un segno di sostegno del sistema. Che recarsi alle urne, quindi accrescere l'affluenza, possa portare acqua alla narrativa del Cremlino?
"Si tratta di scegliere il male minore. E' comunque un modo per esibire dissenso politico in Russia. Votare rimane una azione politica ancora legale. E sicura per chi la esercita. E se in molti votano in un seggio per un candidato dell'opposizione, comunque costringono il Cremlino a fare sforzi maggiori per riequilibrare i conti verso il risultato predeterminato".
Cosa farà OVD-info nei giorni delle elezioni, da venerdì a domenica?
"Saremo operativi. Anche se non si prevedono proteste di massa. Ci saranno arresti di singoli individui, problemi per i candidati o i volontari, osservatori indipendenti ai seggi. Alcune decine di noi lavoreranno a turni dall'estero per prestare assistenza al telefono, sulle linee dedicate a chi si dovesse trovare in difficoltà, con la necessità di ricevere consigli o assistenza legale. Saremo pronti ad aumentare le presenze, fino a centinaia di volontari in tutto il mondo, se la situazione dovesse richiederlo".
Quante persone lavoravano in Russia per OVD-info nel momento in cui l'organizzazione ha avuto maggior seguito?
"Oltre ai circa 300 avvocati, c'erano 5mila persone che collaboravano come volontari, come traduttori, illustratori, specialisti IT, ognuno con un background particolare, una formazione diversa. All'inizio del 2021, quando Aleksei Navalny è tornato in Russia dalla convalescenza in Germania e, dopo il suo arresto già in aeroporto, ci sono state proteste enormi in tutto il Paese, l'organizzazione è cresciuta, triplicando il numero degli attivisti. Anche io, che fino a quel momento avevo lavorato alla campagna elettorale di esponenti politici indipendenti mi sono avvicinato a OVD in quei mesi. C'erano allora 250mila donatori, persone che hanno effettuato almeno un versamento, distribuiti in tutto il Paese. OVD-Info si sostiene infatti sulla base di crowdfounding e sul volontariato. Alla fine dello scorso anno siamo stati costretti a chiudere il canale di donazioni in rubli per il rifiuto di tutti gli operatori finanziari in Russia a lavorare con noi. Abbiamo perso 10mila donatori abituali. Ora ne abbiamo solo 4mila. Che vivono all'estero e usano i circuiti internazionali di pagamento". (di Simona Poidomani)