Ucraina, Fico contro Zelensky: "Non è che l'Ue deve fare tutto ciò che vuole"

Il premier slovacco in un videomessaggio a margine del Consiglio Europeo, "senza petrolio russo stato emergenza e difficoltà pratiche".

Volodymy Zelensky, Vladimir Putin e Donald Trump (Afp/Ipa)
Volodymy Zelensky, Vladimir Putin e Donald Trump (Afp/Ipa)
19 marzo 2026 | 20.06
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Non è tollerabile che i rapporti tra l'Ue e l'Ucraina siano tali per cui l'Europa deve fare "tutto" quello che chiede Volodymyr Zelensky, accettando nel contempo azioni da parte di Kiev che danneggiano economicamente alcuni suoi Stati membri. Lo ha sottolineato, in un videomessaggio diffuso via social, quindi senza domande, il premier slovacco Robert Fico, che ha bloccato, insieme a Viktor Orban, il prestito all'Ucraina per il 2026 e 2027.

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"Il prestito all'Ucraina - ha detto Fico - resta bloccato e non è stata fissata alcuna data per la ripresa delle consegne di petrolio attraverso l'oleodotto Druzhba". Nel Consiglio Europeo "ho ricordato la dichiarazione dello stato di emergenza in Slovacchia e le difficoltà pratiche provocate dalla decisione unilaterale del presidente Volodymyr Zelensky di fermare le forniture di petrolio".

"Ho ricordato che, secondo le decisioni degli organi dell'Ue - ha proseguito - la Slovacchia e l'Ungheria hanno diritto di ricevere il petrolio russo fino alla fine del 2027, non solo attraverso l'oleodotto Druzhba, ma anche via mare. La situazione è ulteriormente complicata dal conflitto in Iran, che limita l'accesso al petrolio e ne aumenta di molto il prezzo".

"Ho ribadito che, dopo tutto il sostegno dato dall'Ue all'Ucraina - ha aggiunto Fico - è degno di nota il fatto che noi, come organizzazione internazionale, non siamo né in grado di persuadere né di spingere il presidente Zelensky a consentire una ispezione immediata dell'oleodotto che sarebbe stato danneggiato, la sua riparazione e il ripristino della sua operatività, il prima possibile".

"Ho sollevato la questione - ha continuato - se l'Ue sia veramente così debole o se ci sia l'intenzione di tagliare fuori la Slovacchia e l'Ungheria, in modo permanente, dalle forniture di petrolio russo. Ho anche espresso la mia convinzione che, ritardando di continuo la ripresa delle consegne di petrolio russo, il presidente Zelensky sta interferendo in modo illegittimo nel processo elettorale dell'Ungheria, con l'obiettivo di cambiare il governo in quel Paese".

"Come fatto nella mia conversazione telefonica con il presidente Antonio Costa prima del summit - ha detto poi Fico - ho confermato ancora una volta la prontezza della Slovacchia ad adottare ulteriori misure contro l'Ucraina, se la sua leadership politica dovesse continuare ad infliggere deliberatamente danni economici alla Slovacchia".

"Come si sa, ho già adottato una misura di reciprocità - ha proseguito il premier slovacco - arrestando le forniture di emergenza di energia elettrica all'Ucraina. Date le circostanze, ho rifiutato di approvare, per conto della Slovacchia, le conclusioni del Consiglio Europeo, che sostengono pienamente l'Ucraina".

La decisione, ha concluso, "riflette la mia posizione, che il rapporto tra Ue e Ucraina, come pure le relazioni tra Slovacchia e Ucraina, non sono e non possono essere un biglietto di sola andata, che ci obbliga a soddisfare tutte le richieste del presidente Zelensky, ad ogni costo, tollerando nel contempo una mancanza di rispetto e decisioni deliberate del presidente dell'Ucraina, che danneggiano gli interessi economici degli Stati membri dell'Ue".

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