Si sveglia con un pipistrello sul viso, 11enne muore di rabbia: nessun segno di morso

La famiglia non l'ha portato in ospedale perchè non ha notato ferite. Gli esperti: "Serve sempre una valutazione più accurata"

Un pipistrello, immagine di repertorio  - (Fotogramma/Ipa)
Un pipistrello, immagine di repertorio - (Fotogramma/Ipa)
30 giugno 2026 | 14.11
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Un bambino di undici anni è morto, dopo aver contratto la rabbia da un pipistrello in Ontario. A darne notizia è il Daily Mail. Il piccolo si era svegliato con l'animale sul viso, durante l'estate del 2024, ma la famiglia non aveva notato segni di morsi o ferite e non aveva cercato assistenza medica.

Il bambino non è stato portato in ospedale

Stava dormendo tranquillamente, quando si è svegliato di colpo, sentendo un pipistrello, appoggiato sul viso, a coprirgli naso e bocca. D'istinto lo ha scacciato, mentre il padre lo ha catturato e liberato all'esterno. In quel momento la famiglia ha sostenuto di non avere avuto alcun motivo per pensare a un morso o un graffio. Il bambino appariva del tutto normale, senza ferite o sangue, e non hanno, quindi, cercato assistenza medica urgente. Una decisione che si sarebbe rivelata fatale.

I primi sintomi e la morte

Diciannove giorni dopo sono comparsi i primi sintomi: formicolio al volto, vomito persistente e un rapido deterioramento neurologico. La diagnosi di rabbia è arrivata troppo tardi, quando il virus aveva già colpito il sistema nervoso. Ricoverato in terapia intensiva non ha risposto alle cure e, dopo oltre due settimane, è morto circondato dai suoi familiari, che hanno scelto di rendere pubblico il caso per evitare altre tragedie.

La valutazione del caso

Gli esperti avvertono che i pipistrelli possono trasmettere la rabbia e i loro morsi sono spesso così microscopici da non lasciare tracce visibili. "Per noi e per la famiglia era importante cogliere l'occasione per individuare insegnamenti e lezioni utili dal suo caso, così da contribuire a diffondere consapevolezza dei rischi, legati alla rabbia", ha dichiarato al Daily Mail il dottor Brian Hummel, specialista in malattie infettive pediatriche. Ha ribadito che l’assenza di una ferita non significa assenza di esposizione e ha avvertito che anche un contatto fugace con la pelle, soprattutto sul viso, dovrebbe far scattare immediatamente una valutazione medica per il trattamento post-esposizione.

Il caso, ora pubblicato sul Canadian Medical Association Journal, rappresenta la prima infezione umana da rabbia in Ontario dal 1967 ed è uno dei rarissimi episodi, registrati in Canada.

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