Madre e figlia morte per sospetta intossicazione, cinque indagati a Campobasso

Si tratta del personale sanitario che ha gestito il ricovero e le terapie. La giovane rimandata indietro due volte dal Pronto soccorso prima della tragedia. Mercoledì le autopsie

Antonella di Ielsi e Sara Di Vita - Facebook
Antonella di Ielsi e Sara Di Vita - Facebook
29 dicembre 2025 | 11.38
LETTURA: 8 minuti

Sarebbero cinque gli indagati dalla Procura, per omicidio colposo, appartenenti al personale sanitario del Cardarelli di Campobasso, in relazione alla morte per sospetta intossicazione della sedicenne Sara Di Vita e di sua madre, Antonella Di Ielsi, 50 anni. Tra loro anche due medici venezuelani in servizio al Pronto Soccorso negli orari in cui per due volte madre e figlia sono state rimandate a casa senza ricovero. La morte delle due dopo il terzo accesso al Pronto Soccorso. La Squadra Mobile intanto ha sequestrato le cartelle cliniche e i resti degli alimenti nell'abitazione della famiglia a Pietracatella. Nel frattempo il padre, Gianni Di Vita e l’altra figlia di vent’anni sono stati trasferiti allo Spallanzani di Roma.

Le attività investigative sono state avviate con urgenza per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti e individuare le cause dei decessi. Allo stato attuale del procedimento, risultano iscritte nel registro degli indagati cinque persone, si tratterrebbe di personale di Pronto Soccorso e Guardia Medica. I reati ipotizzati sono relativi a omicidio colposo, lesioni personali colpose e responsabilità colposa in ambito sanitario. L'indagine si concentra in particolare sulla ricostruzione dell’intera catena degli interventi medici, con specifico riferimento ai precedenti accessi della quindicenne al Pronto Soccorso: la giovane, infatti, si sarebbe recata in ospedale due volte prima del decesso.

Parallelamente, gli investigatori stanno esaminando anche le richieste di assistenza avanzate dalla madre nelle ore precedenti l’evento fatale. Considerata la complessità del quadro clinico, la Procura ha disposto accertamenti multidisciplinari, inclusi esami autoptici e consulenze specialistiche. Intanto nella mattinata di oggi, lunedì 29 dicembre la Polizia Scientifica e la Digos si sono recati nell’abitazione della famiglia Di Vita a Pietracatella. Gli operatori hanno effettuato sopralluoghi e prelievi, in particolare di alcuni alimenti presenti in casa, che verranno analizzati per verificare l’eventuale presenza di sostanze nocive e chiarire l’origine della sospetta intossicazione.

Le autopsie

Le autopsie sui cospi delle due vittime saranno eseguite dopodomani, mercoledì 31 dicembre. Gli esami medico-legali sono stati disposti dalla Procura della Repubblica di Campobasso nell'ambito del fascicolo aperto sull'accaduto. Le salme, già sequestrate, restano nella esclusiva disponibilità dell'autorità giudiziaria.

A eseguire l'esame autoptico un medico legale dell'università Foggia, nominato dalla Procura di Campobasso. Dall'autopsia, e dalle analisi tossicologiche, emergeranno l'esatta causa dei decessi e l'eventuale presenza di sostanze tossiche o altri fattori scatenanti all'origine della gravissima malattia a trasmissione alimentare (Mta) sospettata.

La tragedia della Vigilia

La tragedia si è consumata dopo una cena a base di pesce alla vigilia di Natale, quando la famiglia composta da padre, madre e figlia si è sentita male. La ragazza di 16 anni non ce l’ha fatta ed è morta sabato sera al Cardarelli, la madre invece è deceduta nella mattinata di domenica nel reparto di Rianimazione dello stesso ospedale. Accertamenti medico-legali per chiarire le cause delle morti, presumibilmente un’intossicazione alimentare.

Sequestrato l'intero immobile a Pietracatella, oltre a campioni alimentari e al frigorifero. Dunque, il focus è sui pasti consumati nelle giornate del 23 e del 24 dicembre. Quelli della vigilia di Natale, però, condivisi con altri commensali che non hanno riportato alcun sintomo.

La sera della vigilia avrebbero cenato con pesce e frutti di mare, delle cozze. Dopo poche ore, si sono sentiti tutti male. Si sono così recati al Pronto Soccorso dell'ospedale, ma sono stati rimandati indietro per due volte. Sabato sera dolori e coliche sono diventati insopportabili e tutti e tre sono tornati in ospedale in condizioni precarie. Figlia e padre sono finiti in rianimazione, la madre in medicina. Solo l'autopsia chiarirà se è stata un'intossicazione o un'intolleranza a causarne i decessi.

Padre e sorella trasferiti allo Spallanzani

Nella serata di ieri, il padre, il 55enne Giovanni Di Vita è stato quindi trasferito allo Spallanzani di Roma. Ora è ricoverato nel reparto di rianimazione del nosocomio romano dove c'è anche la figlia più grande che non aveva accusato sintomi e che si trova nel reparto ordinario.

Le condizioni dell'uomo sono "stabili". "Gli esami sono tuttora in corso" comunica l'Inmi Spallanzani di Roma.

Tutte le ipotesi sulle cause della morte

Il procuratore capo di Campobasso, Nicola D'Angelo, ha chiesto a Mobile e Digos, con l'aiuto della Scientifica, di ripercorrere, passo per passo, quanto accaduto in casa di Gianni Di Vita, a Pietracatella, dalla Vigilia di Natale in poi. Fondamentale per le indagini ricostruire le varie fasi dell'alimentazione di ogni membro della famiglia, per poter arrivare a dei concreti risultati investigativi. Diverse le ipotesi in campo: dai cibi guasti agli alimenti conservati e forse contenenti botulino, per finire con un possibile avvelenamento accidentale. Per questo la Polizia ha catalogato e sequestrato tutti i resti degli alimenti e i cibi ancora contenuti nell'abitazione delle due vittime.

Ha anche effettuato dei prelievi di farina in un mulino del paese, dove a giugno è stata effettuata una disinfestazione con veleno per topi. Si punta a escludere la possibile contaminazione con farine usate per preparare cibi a Natale. Insomma niente viene trascurato, anche se, i sanitari dell'Asrem hanno anche accennato alla possibilità di epatite fulminante, alternativa all'intossicazione o all'avvelenamento da botulino o da altre sostanze.

Azienda sanitaria del Molise: "Sintomi aspecifici, in Ps adottate procedure previste"

"Siamo in costante contatto con l'ospedale Spallanzani. Anche nella nostra struttura sono state eseguite indagini diagnostiche molto specialistiche, disponibili solo in pochi centri. Alcuni campioni sono stati inviati anche al Policlinico Gemelli di Roma, dove si è atteso il completamento degli esami prima di avere risposte definitive. Per quanto riguarda i protocolli adottati al Pronto soccorso, possiamo confermare che per mamma e figlia sono state seguite le procedure previste". Così il direttore generale dell'azienda sanitaria regione Molise (Asrem), Giovanni Di Santo, nel corso della conferenza stampa convocata in mattinata in relazione alla morte di madre e figlia.

"Già nei giorni precedenti - spiega il Dg - c'era stato un confronto continuo tra i direttori delle unità operative coinvolte. Questa mattina è stato convocato un incontro di approfondimento con tutti i professionisti interessati, che hanno confermato il rispetto delle linee guida e delle best practices previste in casi simili. I responsabili delle Uo coinvolte hanno ribadito che il percorso clinico-assistenziale è stato corretto e conforme alle linee guida. Sarà ora la magistratura a nominare consulenti tecnici che analizzeranno la documentazione clinica e trarranno le conclusioni finali".

"Uno degli aspetti più complessi è stata l'aspecificità dei sintomi, cioè la mancanza di segnali clinici chiari che permettessero una diagnosi immediata - sottolinea Di Santo -. Il peggioramento improvviso del quadro clinico è stato rilevato al momento del trasferimento in rianimazione. In quella fase sono emerse gravi alterazioni dei parametri vitali e una rapidissima evoluzione della patologia. E' stata osservata anche una marcata riduzione delle piastrine, segno di una condizione clinica molto grave e compatibile con un quadro terminale, che può essere una possibile complicanza di una tossinfezione".

Sui motivi del decesso di mamma e figlia, "al momento non è possibile indicare con certezza una causa unica o una diagnosi definitiva - tiene a precisare Di Santo -. Ogni malattia può manifestarsi in modo diverso da persona a persona e solo il confronto continuo con i centri specialistici, come lo Spallanzani, e l'esito degli accertamenti in corso permetteranno di fare maggiore chiarezza". Dalle prime informazioni raccolte, "le pazienti avevano consumato diversi alimenti conservati in frigorifero, tra cui cozze, vongole, seppie, baccalà e anche funghi. Secondo quanto riferito, i funghi sarebbero stati di tipo certificato e comunemente in commercio. Anche questo aspetto sarà oggetto di ulteriori verifiche per chiarire l'origine dell'eventuale intossicazione".

Il 25 dicembre il primo accesso al Pronto Soccorso del Cardarelli di Campobasso. La dottoressa Gabriella Ruzzi, Risk Manager dell'ASReM, ha illustrato il percorso ospedaliero: "Madre e figlia sono giunte con sintomi gastroenterici aspecifici. Sono state assistite, idratate e sottoposte ai protocolli diagnostici previsti. Le pazienti sono state trattenute per diverse ore e dimesse solo a seguito di un miglioramento clinico e in accordo condiviso, con prescrizione di controlli clinici. Dopo un secondo accesso con sintomi ancora incerti, la situazione è precipitata il 27 dicembre, rendendo necessario il ricovero in Rianimazione". Poi il decesso della 15enne, che sarebbe riconducibile a una CID (Coagulazione Intravascolare Disseminata), una sindrome che ha portato a un crollo delle piastrine e al successivo cedimento multiorgano. Date le condizioni della ragazza, accusando gli stessi sintomi è stata richiamata e ricoverata pure la madre 50enne che, a sua volta, è deceduta.

Manca una diagnosi certa

Al momento non esiste ancora una "diagnosi certa". L'ipotesi principale resta quella di una tossinfezione di natura da identificare. "Non parliamo necessariamente di tossinfezione alimentare - ha precisato all'AdnKronos Giovanni Di Santo, manager Asrem - perché non escludiamo cause chimiche o ambientali legate a inalazione. Abbiamo coinvolto il Centro Antiveleni del Cardarelli di Napoli e l'Istituto Spallanzani di Roma per individuare l'agente eziologico. Alcuni campioni sono stati inviati anche al Gemelli per escludere avvelenamenti da funghi". Intanto, l'Asrem ribadisce "la correttezza dell'operato dei sanitari, giudicato, a una prima analisi interna, coerente con le linee guida per la gestione delle sindromi gastrointestinali aspecifiche".

Ordine dei Medici: "In attesa dell'esito delle indagini"

"Nei prossimi giorni l'Omceo farà un'analisi degli accadimenti sulla base di notizie e fatti certi e ufficiali che al momento restano a noi sconosciuti" ha detto all'Adnkronos Salute Pino De Gregorio, presidente dell'Ordine dei medici di Campobasso. "La procura della Repubblica di Campobasso non ci ha trasmesso, ad oggi, nulla di ufficiale e siamo venuti a conoscenza di quanto accaduto solamente dagli organi di stampa". "Ovviamente una simile tragedia, accaduta durante le festività, lascia sgomenti - afferma il presidente dei medici di Campobasso -. Morire a causa di un pasto consumato in casa è terribile . Al momento nessuno conosce con certezza la causa dei due decessi. Ci aspettiamo di sapere qualcosa in più dai colleghi dell'Istituto Spallanzani, che hanno in cura il padre". "L'ipotesi diagnostica e le indagini eseguite sull'uomo potrebbero darci elementi utili per ricondurci a quanto è successo in tempi forse più brevi rispetto ai necessari esami tossicologici che presumibilmente saranno o dovranno essere eseguiti sulle povere vittime".

Leggi anche
Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza