cerca CERCA
Domenica 17 Gennaio 2021
Aggiornato: 14:48

Mes, Senato approva risoluzione maggioranza

11 dicembre 2019 | 19.46
LETTURA: 3 minuti

Sul cosiddetto 'fondo Salva Stati', a Palazzo Madama 164 sì. Alcuni senatori 5S votano in dissenso dal gruppo. L'ok della Camera. Conte: "L'Italia non ha nulla da temere". Le componenti della riforma del Meccanismo Unico di Stabilità

alternate text
(Adnkronos)
Roma, 11 dic. (Adnkronos)

Il Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte in vista del Consiglio Ue con 164 voti a favore, 122 contrari e due astensioni. Respinte due risoluzioni delle opposizioni.

Il voto a Palazzo Madama si è caratterizzato da alcune posizioni 'dissidenti' tra i senatori pentastellati. E c'è chi non solo ha votato contro la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Conte ma ha votato a favore di quelle dell'opposizione. Ugo Grassi, in base ai tabulati, ha votato sì al documento a prima firma Bernini (Fi).

A quella a prima Candiani (Lega) ha detto sì, oltre a Grassi, anche Francesco Urraro, mentre si sono astenuti Paragone e Lucidi (come hanno fatto pure sul documento Bernini, rispetto al quale Francesco Urraro ha votato no). "Si è troppo marginalizzato il tema del Mes. Il tema in esame si pone fuori dal programma del M5S" e pertanto "annuncio il mio voto in dissenso dal gruppo" dice Urraro, parlando in Aula prima del voto.

Annuncia voto contrario anche Gianluigi Paragone: "La mia non è una dichiarazione in dissenso prodromica a un cambio di gruppo. Voglio solo invitare il mio gruppo e il governo a stare attenti a una questione: il Mes sta dentro un'architettura neoliberista dell'Europa, che ci nega una seria e incisiva politica espansiva". E ancora: "Con queste sue politiche, l'Europa ci nega la possibilità di crescere".

Ma non basta. "Non sono una cavia, non sono un criceto. Quindi esco dalla gabbia, dalla ruota, e voto no" afferma poi il senatore M5S Stefano Lucidi al termine del suo intervento in dissenso dal gruppo, in merito alle comunicazioni del premier.

CONTE - Il presidente del Consiglio Conte ha poi lasciato l’aula del Senato, ancora animata dal dibattito sul Mes, per raggiungere la Festa dell’Istituto Italo-Latino Americano, nel quartiere Parioli di Roma. "Tensioni al Senato? Non temo affatto ripercussioni'' ha detto dopo il voto. Difficoltà per la manovra? ''Con tutto il rispetto e la prudenza del caso, ma non temo ripercussioni. Procediamo spediti. Ora c'è questo esame del Parlamento ma procediamo molto concentrati''.

BONAFEDE - "Ci sono criticità su cui stiamo lavorando. Il Mes è lo sviluppo di qualcosa che ereditiamo dai governi Berlusconi, in cui c'erano anche la Lega e Fratelli d'Italia anche con altre denominazioni - dice ospite di Porta a Porta il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede -. Queste stesse forze politiche che hanno dato inizio al progetto ora si lamentano e vengono a chiedere conto a noi che stiamo lavorando. C'è chi lavora e chi fa caciara''.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
L´ informazione continua con la newsletter

Vuoi restare informato? Iscriviti a e-news, la newsletter di Adnkronos inviata ogni giorno, dal lunedì al venerdì, con le più importanti notizie della giornata

Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza