Il designer belga protagonista di un evento senza precedenti a Parigi il 9 luglio prossimo. Per gli oggetti più iconici stima fino a 50mila euro
Per oltre quarant’anni ha costruito uno dei miti più affascinanti e inafferrabili della moda contemporanea. Ora, per la prima volta, Martin Margiela apre le porte del proprio archivio personale e lascia che una parte della sua storia prenda nuove strade. Il risultato è un’asta senza precedenti che il 9 luglio prossimo porterà a Parigi oltre 200 lotti provenienti direttamente dalla collezione privata dello stilista belga. "Dopo molti anni passati a spostare materiale d’archivio da un luogo all’altro e a prestarlo per esposizioni, ho sentito che era giunto il momento di separarmi da una parte dei miei ricordi legati alla moda - racconta il deigner belga -. Dopo una lunga riflessione, è stata l’idea di rendere felici diversi collezionisti e istituzioni che mi ha infine convinto a mandarli nel mondo". Organizzata da Maurice Auction in collaborazione con Kerry Taylor Auctions, la vendita ripercorre il percorso creativo dello stilista dal 1984 al 2008, anno in cui ha lasciato Maison Martin Margiela per dedicarsi a nuovi progetti. Fotografie, disegni, prototipi, oggetti personali e creazioni realizzate anche durante il lockdown raccontano l’universo di uno dei designer più influenti della storia recente.
L’evento rappresenta una prima assoluta: mai prima d’ora un designer vivente aveva collaborato direttamente con una casa d’aste per mettere in vendita il proprio archivio personale. "Martin Margiela è un genio creativo e i suoi archivi rivelano l’ampiezza della sua riflessione, non solo sull’abbigliamento ma più in generale sull’essere umano - spiega Salomé Pirson, banditrice dell’asta -. Non si tratta semplicemente di una vendita di moda: va ben oltre il semplice abbigliamento". Un’opinione condivisa anche da Alex Baddeley di Kerry Taylor Auctions: "Questa asta offre un accesso senza precedenti all’archivio personale di uno stilista la cui reputazione è tanto enigmatica quanto profonda. I design innovativi di Martin e le sue presentazioni di sfilate hanno cambiato per sempre il panorama della moda". A guidare la classifica delle stime è uno degli oggetti più iconici dell’intera carriera di Margiela: gli stivali Tabi 'Graffiti' del 1991, esemplare unico e uno dei soli tre esistenti. La coppia venne esposta durante la mostra La Mode Selon ses Créateurs al Musée Galliera di Parigi e fu spontaneamente ricoperta di scritte dai visitatori. Un gesto che Margiela accolse con entusiasmo, trasformandolo in parte integrante dell’opera. La stima è compresa tra 30.000 e 50.000 euro.
Seguono le miniature di look iconici della maison, realizzate personalmente da Margiela tra il 2018 e il 2024, valutate tra 6.000 e 12.000 euro ciascuna. "Sono sempre stato affascinato dalla scala - racconta -. Il troppo grande o troppo piccolo mi entusiasma". Tra i lotti più importanti figura anche il primo dossier creato tra il 1987 e il 1988 per presentare ai produttori italiani la futura Maison Martin Margiela. Disegni, collage e tecniche miste raccolti in una cartella rivestita di cotone bianco, stimata tra 5.000 e 8.000 euro. Il fascicolo originale venne addirittura rubato in treno e successivamente ritrovato dalla polizia, permettendo allo stilista di confrontarlo con la copia che aveva ricreato nel frattempo. Nella fascia tra 3.000 e 5.000 euro trovano posto alcuni oggetti particolarmente personali: la celebre 'Blouse Blanche' indossata da Margiela dal 1988 al 2008, una giacca-cappotto bianca appartenuta allo stilista e il telefono personale dipinto di bianco sul quale aveva scritto direttamente il proprio numero di telefono per non dimenticarlo.
Tra 2.000 e 3.000 euro sono invece stimati i test originali del celebre velo utilizzato per coprire il volto delle modelle. "Tutta l’attenzione si concentrava esclusivamente sugli abiti - ricorda Margiela - Creava quasi un’astrazione". Più accessibili risultano le tre Barbie della collezione autunno-inverno 1989-90, ricreate durante il lockdown partendo dai cartamodelli originali e valutate tra 2.000 e 3.000 euro ciascuna, così come il set composto dalla frangia oversize e dalla Polaroid originale della sfilata autunno-inverno 2000-01, stimato tra 1.500 e 2.500 euro. I numerosi lookbook provenienti dalle diverse stagioni della maison rappresentano invece il punto d’ingresso più economico per i collezionisti, con stime comprese tra 100 e 500 euro. Uno dei capitoli più emozionanti della vendita riguarda il guardaroba di Léa Bouchet, madre di Martin Margiela. "È il guardaroba Hermès della mia defunta madre, difficile da mantenere in perfette condizioni - spiega lo stilista -. Queste creazioni, tutte relative al mio periodo presso la maison dal 1997 al 2003, richiedono cure particolari". Molto legato alla madre, che sostenne fin da subito il suo desiderio di diventare stilista, Margiela le regalò nel corso degli anni numerosi capi realizzati durante la sua direzione creativa femminile per Hermès. La vendita riunisce circa sessanta outfit, borse, accessori e scarpe, offrendo una testimonianza unica di uno dei periodi più raffinati della sua carriera.
"La mia definizione di lusso è l’equilibrio tra qualità, comfort e atemporalità" spiegava Margiela a proposito delle sue collezioni per la maison francese. Una filosofia che emerge chiaramente nei capi proposti. Tra i pezzi più ricercati spicca la rarissima borsa 'Initial' dell’autunno-inverno 2002-03, stimata tra 4.000 e 5.000 euro. "Sognavo una borsa che completasse i miei outfit. Ho studiato i gesti: apertura, chiusura, uso. Il risultato è stato un design minimale costruito con sole due cuciture". Segue l’orologio Cape Cod con il primo cinturino 'Double Tour' ideato da Margiela, valutato tra 1.000 e 1.500 euro. Nato quasi per caso, il progetto divenne uno dei maggiori successi commerciali di Hermès. "Non volevo creare un orologio ma un nuovo modo di indossarlo". I completi provenienti dalle diverse collezioni Hermès, inclusa l’iconica camicia 'Vareuse', sono stimati tra 400 e 1.000 euro ciascuno. "Top ispirato ai marinai, senza chiusure, con uno scollo profondo. È diventato uno dei modelli più versatili che abbia mai creato". Più accessibili il raro paio di scarpe in pelle del 1998, valutato tra 300 e 400 euro, e il completo composto da cardigan in seta e cashmere e t-shirt in jersey di seta della collezione autunno-inverno 1998-99, stimato tra 300 e 500 euro. Chiude la selezione la collana 'Clochette', primo accessorio disegnato da Margiela per Hermès nel 1998, proposta con una stima compresa tra 200 e 400 euro.
Prima dell’asta, dal 4 all’8 luglio, il pubblico potrà visitare gratuitamente una mostra allestita al numero 71 di rue de la Fontaine au Roi, nell’11esimo arrondissement di Parigi. Curata da Bob Verhelst, amico di lunga data dello stilista, l’esposizione ricreerà l’atmosfera di una piccola manifattura dell’inizio del Novecento. Molti degli oggetti esposti non sono mai stati mostrati prima e saranno presentati secondo un percorso pensato come un vero e proprio 'svelamento', permettendo ai visitatori di entrare in contatto diretto con la materialità e la fragilità degli archivi. L’appuntamento per l'asta è fissato per il 9 luglio alle 14. Il catalogo sarà disponibile da metà giugno sul sito di Maurice Auction, mentre la versione cartacea sarà acquistabile al prezzo di 30 euro. Per un designer che ha costruito la propria leggenda attraverso l’assenza e il mistero, la decisione di condividere una parte così personale della propria storia rappresenta forse l’ultimo, sorprendente gesto creativo di una carriera che continua a influenzare la moda di oggi.