Il creativo marchigiano firma un gourmand ancora una volta lontano dai cliché della profumeria
Come si racconta una ferita e quali emozioni riporta alla memoria? È la domanda da cui sembra partire Filippo Sorcinelli per la nuova creazione 'Vulnus'. Una fragranza che nasce dall'idea di trasformare in profumo ciò che normalmente sfugge a ogni rappresentazione: il trauma, la cicatrice, il segno che resta. Un viaggio olfattivo che racconta il passaggio dalla vulnerabilità alla consapevolezza. La quindicesima fragranza della collezione Unum di Sorcinelli, conosciuto anche con l'appellativo 'sarto dei Papi', è un odore generato dalla violenza che si tramuta in ferita e cicatrice e che, attraverso il potere dell’olfatto, può condurre all’accettazione della lesione e del trauma, riprendendo possesso del sé. La fragranza, un gourmand insolito, che combina la golosità delle note dolci con un carattere sorprendentemente sofisticato, presenta un accordo di ferro ossidato, vaniglia nera, cuoio gelsomino e caramello bruciato, con una coda di Creme brulée e vov.
In occasione del lancio della fragranza, avvenuto a Firenze, Filippo Sorcinelli prende possesso di 9 vetrine di altrettante profumerie europee interpretando sinesteticamente il concept di Vulnus. Da ieri e fino al 25 settembre, i tre store monomarca del brand a Milano, Roma e Mondolfo (Pu) e Crime Passionnel – Copenaghem, Nose – Parigi, 7Scent – Budapest, Dragonfly – Cracovia, Lubner – Berlino, Cosmotheca – Vienna e l'Ó - Firenze, sveleranno un’installazione che attraverso il linguaggio dell’arte intende dare voce alla bellezza nata dalla sopravvivenza alla lesione. Con 'Vulnus' (dal latino 'ferita') il creativo marchigiano, con la sua casa di profumi d’arte, continua il viaggio nella creazione di fragranze che si interrogano sulla resa sensoriale delle emozioni umane, anche le più controverse. Dopo aver declinato la paura in varie accezioni e sfaccettature, Sorcinelli per la prima volta si confronta con l’odore del trauma e della violenza, che lascia nella persona un marchio indelebile, che lavora nella profondità dell’animo anche quando tutto sembra passato.
"Vulnus' - racconta Sorcinelli - parte dell’esperienza della violenza carnale, intesa quale profanazione radicale dell’integrità corporea, ma il pensiero si allarga alle molte forme con cui l’aggressione raggiunge oggi la persona: c’è una brutalità diretta, consegnata alla carne, allo stesso tempo esiste anche una crudeltà più obliqua, rivolta al nome, alla reputazione e alla dignità pubblica. La parola, in questo caso, diventa un’arma precisa e può incidere l’immagine di una persona davanti al mondo. La lesione verbale e psicologica lascia tracce meno evidenti dell’ematoma, agisce però nel tempo attraverso il giudizio altrui che con forza entra nel pensiero alterando la fiducia nelle relazioni. La civiltà dello schermo ha ampliato il raggio del colpo, la distanza fisica sembra alleggerire la responsabilità dell’aggressore, ma l’anonimato favorisce la crudeltà e la rapidità della comunicazione rendendo l’offesa una lama che arriva all’intimità personale con ferocia e precisione".
L'extrait de parfum 100 ml, è così l’ultima creazione di Unum, la collezione che supera il concetto di profumo per farsi esperienza totale, in cui ogni fragranza ha un’anima concettuale, declinandosi poi in una struttura olfattiva che abita il territorio della memoria, della liturgia, del gesto sacro e del culto della materia in tutti i suoi luoghi. La ferita intesa per questa fragranza può essere taglio, piaga e offesa ricevuta, tutte parole che descrivono anche il momento in cui il danno inferto può diventare conoscenza di sé, attraversamento del dolore e desiderio di rinascita. 'Vulnus' nasce come risposta olfattiva alla ferita. È una fragranza pensata per ricondurre la persona a sé stessa. Anche il pack di 'Vulnus' riflette questo concetto e completa il nucleo artistico di questo progetto, con morsi e lividi ben visibili sul flacone e sul tappo.
Le sculture di gommapiuma ispirate alla nuova fragranza e create da Sorcinelli per le vetrine di 9 profumerie europee traggono origine da una contraddizione fisica immediatamente percepibile: la gommapiuma, che appartiene alla nostra dimensione domestica e carnale attraverso l’esperienza quotidiana del contatto viene trasformata, tagliata in grandi segmenti piegata e arrotolata, fino a che la schiuma smarrisce la propria funzione per diventare un’anatomia incerta, evocando carne ipertrofica, viscere, lembi epidermici o organi, rivelandosi corpo vulnerabile.