2 giugno, Meritocrazia Italia: ''Repubblica deve tornare a essere casa di tutti''

2 giugno, Meritocrazia Italia: ''Repubblica deve tornare a essere casa di tutti''
02 giugno 2026 | 10.29
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''Il 2 giugno 1946 non votammo solo una forma di governo. Votammo un’idea di Italia: un Paese fondato sui diritti inviolabili dell’uomo e proiettato sui doveri inderogabili del cittadino. Diritti senza doveri sono privilegi. Doveri senza diritti sono catene. La Repubblica nasce dall’equilibrio sacro tra le due cose. È questo l’insegnamento che ci hanno lasciato madri e padri costituenti: la libertà si conquista, la democrazia si merita ogni giorno.I l politicamente corretto ha trasformato la politica in teatro. Ha imposto copioni, parole vietate, pensieri omologati. Ha spinto tutti a dire ciò che non pensano, o a tacere ciò che pensano davvero, per paura del giudizio, dell’ostracismo, della gogna. Ha smembrato il pensiero critico autentico. Quello che fa male, quello che disturba, quello che è contestabile ma è vivo. E senza pensiero critico la democrazia muore. Diventa propaganda.Siamo arrivati a dire tutto e il contrario di tutto nello stesso giorno. Abbiamo perso la bussola dei valori. Abbiamo scambiato l’arte del compromesso con l’arte dell’inganno. Abbiamo sostituito la politica con il marketing, il confronto con il raggio. Basta. La Repubblica deve tornare a essere casa di tutti. Un luogo di riflessioni pure, senza artefici e senza raggiri. Senza trucchi, senza doppi fondi, senza chi parla a destra e firma a sinistra''. Lo sottolinea Walter Mauriello, Presidente Nazionale Meritocrazia Italia.

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''La politica pura e trasparente non è ingenuità - continua - È coraggio. È dire la verità anche quando è impopolare. È ammettere l’errore. È spiegare le scelte con argomenti, non con slogan. È rispettare l’avversario perché senza di lui non c’è democrazia, c’è solo consenso pilotato. E vogliamo dirlo con forza: non c’è politica del più forte. Non esiste. Esiste solo la politica per tutti. Quella che non schiaccia i deboli per favorire i potenti. Quella che definisce i percorsi in maniera altruistica, mettendo il bene comune davanti all’interesse di parte. Una politica che non seleziona i cittadini in base a chi urla di più, ma che costruisce strade perché tutti possano arrivare. Noi di Meritocrazia Italia crediamo in questo: migliorarci attraverso il confronto, anche opposto. Soprattutto opposto. Perché è nello scontro leale di idee che nasce la sintesi migliore per il Paese. Non nel silenzio imposto, non nell’applauso comandato. La sintesi è Democrazia. Democrazia è merito che sostituisce l’amicizia. È competenza che batte l’appartenenza. È responsabilità personale prima della delega allo Stato. È dire 'ho sbagliato' e 'posso fare meglio'. È politica per tutti, non del più forte. In questo 2 giugno, con il cuore pieno e la voce ferma, rinnoviamo il giuramento: difenderemo i diritti conquistati col sangue, richiameremo ai doveri che ci rendono comunità, e combatteremo ogni giorno per una politica senza maschere. Un’Italia libera è un’Italia che pensa. Un’Italia che pensa è un’Italia che non si arrende ai raggiri. Buon 2 giugno all’Italia vera. Quella che non ha paura della verità''.

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