Diabete di tipo 2 e tabagismo, una nuova guida per smettere

Sigarette spezzate - Adobe
Sigarette spezzate - Adobe
03 settembre 2026 | 12.18
LETTURA: 2 minuti

Per la prima volta, un panel internazionale di esperti ha elaborato raccomandazioni specificamente dedicate alla cessazione del fumo nelle persone con diabete di tipo 2. L’iniziativa, ideata e coordinata dal Center of Excellence for the Acceleration of Harm Reduction (CoEHAR) dell’Università degli Studi di Catania, ha coinvolto 35 esperti provenienti da 13 Paesi e cinque continenti. "Le raccomandazioni, pubblicate sulla rivista scientifica 'Diabetes Research and Clinical Practice' - informa una nota - nascono per colmare una lacuna ancora presente nella gestione clinica del diabete. Sebbene smettere di fumare sia universalmente raccomandato alle persone con diabete, fino ad oggi sono mancate indicazioni organiche e specifiche su come intervenire, quali trattamenti utilizzare e come monitorare il paziente dopo la cessazione". Il DiaSmokeFree Working Group - si legge - ha elaborato 34 raccomandazioni basate sulle evidenze disponibili, che affrontano trattamento farmacologico, supporto comportamentale, prevenzione delle ricadute, monitoraggio metabolico e possibili interazioni tra fumo e farmaci.

Tra le principali indicazioni: "considerare la cessazione del fumo una componente essenziale e routinaria della gestione del diabete di tipo 2; offrire la vareniclina come trattamento farmacologico di prima linea, ove disponibile, valutando terapia sostitutiva con nicotina o bupropione quando appropriato; associare il trattamento farmacologico a un supporto comportamentale strutturato e continuativo; rivalutare il paziente precocemente dopo la cessazione, in particolare entro due e quattro settimane, monitorando glicemia, peso, pressione arteriosa e terapia farmacologica; integrare percorsi dedicati alla cessazione all’interno dei servizi diabetologici, favorendo referral e coordinamento multidisciplinare; ampliare la ricerca sulle strategie di cessazione specifiche per il diabete, valutando anche approcci emergenti come i farmaci agonisti del recettore Glp-1, le sigarette elettroniche e gli strumenti digitali, per i quali sono ancora necessarie evidenze più solide prima di formulare raccomandazioni cliniche definitive".

Il fumo aumenta "in modo significativo il rischio cardiovascolare, cerebrovascolare e di altre complicanze nelle persone con diabete di tipo 2. Smettere di fumare - riferisce la nota - riduce questi rischi, ma può determinare nel breve periodo variazioni del controllo glicemico, del peso corporeo e del metabolismo di alcuni farmaci. Per questo le nuove raccomandazioni considerano la cessazione non come un semplice consiglio sullo stile di vita, ma come un vero percorso clinico da accompagnare" e monitorare. "Per la prima volta i clinici dispongono di indicazioni complete e concretamente applicabili, pensate specificamente per una popolazione ad alto rischio che è stata trascurata per troppo tempo - dichiara Riccardo Polosa, ideatore e coordinatore dell’iniziativa -. Trasformiamo così il semplice “dovresti smettere di fumare” in un vero percorso clinico per aiutare le persone con diabete a smettere in modo sicuro ed efficace". Il Coehar "ha identificato un bisogno clinico ancora poco affrontato e ha riunito competenze internazionali per trasformare le evidenze disponibili in indicazioni utilizzabili nella pratica. Il prossimo obiettivo sarà favorirne l’implementazione nei percorsi assistenziali" conclude Giovanni Li Volti, direttore del Coehar.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza