I tifosi vip nerazzurri all'Adnkronos, dopo la festa per il tricolore: "La vittoria dell'entusiasmo"
Il giorno dopo il successo contro il Parma, la festa scudetto dell'Inter continua. Un successo "bello perché più che inaspettato è stato figlio di una rinascita". Paolo Bonolis, grande tifoso nerazzurro, commenta così con l'Adnkronos il trionfo della squadra di Chivu. "Sono contento - dice - perchè è uno scudetto che ha parecchio valore per quello che era successo alla fine della stagione scorsa e per come Chivu sia riuscito a ricompattare tutto quanto, creando uno spirito di corpo che sembrava essersi dissolto l'anno scorso con il campionato perso per un punto e con la finale di Monaco di Baviera vissuta in quella maniera". Bonolis, che allude alla sconfitta contro il Paris Saint-Germain del maggio 2025 per 5-0, sottolinea però "che gli acquisti fatti in questi anni dalla dirigenza sono stati attenti, curati, considerando che ha lavorato molto sui parametri zero non avendo più di tanto denari a disposizione".
Bonolis ha aggiunto: "Orgogliosamente è un scudetto bello, figlio anche di alcune problematiche altrui: gli incidenti del Napoli quest'anno hanno sfiorato la tragedia; il Milan è andato bene all'inizio ma con un gioco troppo sparagnino alla fine si rischia. La Juventus, finché non risolve il problema dell'attacco, rischia di girare a vuoto a lungo. La Roma ha avuto problemi con l'attacco ma adesso, con Malen, è riuscita a risollevarsi. La situazione dell'anno scorso poteva essere al confine tra il tracollo e la rinascita. E invece Chivu e i ragazzi sono stati molto bravi", conclude il conduttore.
"Si dice che il calcio sia metafora della vita e in questo caso lo è stato e lo è ancora di più. Questo perché, come diceva Giorgia Meloni, quando non ti vedono arrivare - e Cristian Chivu non l'hanno visto arrivare - vincere dà ancora più gusto". Il conduttore televisivo Nicola Savino, grande tifoso nerazzurro, saluta con queste parole il 21esimo titolo conquistato dalla squadra guidata proprio dall'allenatore rumeno con tre giornate di anticipio. Parlando con l'Adnkronos, Savino sottolinea, a questo proposito, le doti del tecnico: "E' un allenatore tutto sommato esordiente che rende possibile quello che sembra impossibile. Con poca esperienza in serie A, al primo vero anno nella massima serie, Chivu ha vinto uno scudetto". In realtà, aggiunge, "quella di Chivu è una poca esperienza non del tutto vera". Si è formato, infatti, "prima sul terreno di gioco, facendo tutta la trafila con la giovani e vincendo poi uno scudetto con la primavera. E' un albero, seppur giovane, con radici già molto profonde".
Con questa vittoria, sottolinea Savino, "non ci ricordiamo più della sconfitta in Champions League dell'anno scorso. Chivu è riuscito a cancellare quel brutto ricordo che è durato fino all'autunno. Con il Natale è passata quell'ecchimosi emotiva che è stata la batosta di Champions. Adesso ci teniamo solo il buono di quell'esperienza, cioé che in tre anni abbiamo fatto due finali. Chivu è riuscito in questa impresa: ha sollevato il morale dei ragazzi, è riuscito a dare fiducia all'ambiente e lo ha fatto facendo giocare venti giocatori e non i soliti tredici di Antonio Conte o i quindici di Simone Inzaghi. Lui ha coinvolto molto e questo è un grande pregio", conclude Savino.
"Credo che mio padre avrebbe apprezzato le doti di equilibrio e di senso della misura di Cristian Chivu, anche da atleta" dice all'Adnkronos Gianfelice Facchetti, figlio della leggenda nerazzurra Giacinto Facchetti, commentando il 21esimo tricolore. Un "buona la prima" per il tecnico rumeno. Da atleta perché "è stato capace di ritornare ad essere agonista dopo un grosso incidente. Da allenatore perché ha dimostrato delle doti non banali per essere così giovane, ereditando una squadra che ha funzionato molto negli anni scorsi e rendendo comunque merito al valore di Simone Inzaghi, conservando dei valori che quella squadra aveva già espresso, aggiungendoci sicuramente del suo ma con grande rispetto secondo me; rispetto di un gruppo che aveva comunque da togliersi dosso un po' di scorie. E quindi credo che avrebbe apprezzato proprio questo, il senso della misura del nostro allenatore". Di cui Giacinto Facchetti era portatore in prima persona: "assolutamente sì, è in questo senso che lo avrebbe apprezzato".
Lo scudetto "è un bel traguardo col valore aggiunto anche un po' della sorpresa di Chivu: aveva poche presenze in Serie A, si presentava un campionato con alcune criticità, a partire dal fatto che comunque una stagione come quella scorsa lascia inevitabilmente un po' di strascichi. L'inizio è stato tutto in salita, a partire dal Mondiale per club, le prime partite in campionato dove sono maturate una serie di sconfitte, dove però pur in mezzo alle sconfitte si vedeva una squadra che voleva continuare a percorrere una strada con una propria identità, aveva voglia di fare. Quando sono arrivati i primi risultati, e anche la regolarità nel raggiungerli, probabilmente è cambiata la consapevolezza da parte di tutti e l'Inter ha fatto di tutto per arrivare dove oggi la celebriamo".
Lo scudetto dell'Inter è stato commentato - all'Adnkronos - anche dall'attore Fabio De Luigi, con una battuta: "Essere interisti è bello sempre. Oggi un po’ di più".
La vittoria dell'Inter, che ieri ha festeggiato il suo 21esimo scudetto con tre turni di anticipo, "sembra una favola". Non usa giri di parole il comico di fede nerazzurra Enrico Bertolino per commentare con l'Adnkronos il risultato ottenuto dalla squadra allenata da Cristian Chivu, che ieri si è laureata campione d'Italia battendo 2-0 il Parma. "La felicità - dice - nasce da una squadra in età con un allenatore giovane che ha ottenuto un bellissimo risultato, insperato". L'Inter, ricorda Bertolino, "era uscita massacrata e calpestata dalla finale di Champions League l'anno scorso che ho visto anch'io allo stadio di Monaco. Allora c'era una sorta di depressione cosmica siderale e ora l'Inter è tornata a vincere con giocatori con un'età media alta. Il che dimostra che l'esperienza conta".
Per Bertolino, "l'inesperienza dell'allenatore", al suo primo anno alla guida dell'Inter, "è stata compansata dall'esperienza dei giocatori. L'inesperienza di Chivu ha portato bene perché si è trovato ad essere, a livello emotivo, il miglior condottiero possibile. Non ha fatto elucubrazioni tattiche ma ha tenuto unito un gruppo che onestamente era, dopo la partita di maggio scorso, con il morale sotto i tacchi. Erano dei ragazzi privi di motivazioni. E' lo scudetto delll'entusismo e dell'esperienza", conclude Bertolino.