Dopo i palasport e il tour estivo, l’artista tornerà da settembre con ‘G-Gran Finale’ tra cui una serata-evento il 3 ottobre all’Unipol Dome di Milano con tanti ospiti sul palco
Giorgia è inarrestabile. Neanche il tempo di tornare sul palco che l’artista romana già rilancia. Dopo il tutto esaurito del 2025, la seconda parte del tour nei palasport è ripartita pochi giorni fa dal Forum di Assago, confermando una risposta che non si è mai davvero raffreddata. Milano ha fatto da termometro grazie al pubblico trasversale e all’energia contagiosa di Giorgia che non accenna a calare. Mentre il calendario estivo è già definito, con ‘G - Summer’ al via il 7 luglio dal Mare 42° 15° di Termoli e 11 tappe pensate per raggiungere nuove piazze, arriva l’annuncio di ‘G-Gran Finale’, la chiusura simbolica di questo ciclo. Il tour autunnale partirà il 19 settembre dal Palazzo del Turismo (data zero), passerà per due eventi speciali alla Reggia di Caserta (21 settembre) e all’Arena di Verona (28 settembre), farà tappa a Roma il 24 settembre e si chiuderà il 3 ottobre all’Unipol Dome di Milano con una serata-evento condivisa con gli artisti che hanno incrociato questo percorso. Il conto complessivo sale: sei date a Roma, quattro a Milano.
Per Giorgia si tratta di un momento di piena espansione, numeri alla mano e palco dopo palco. “È un anno e mezzo, quasi due, che sto vivendo questo momento di musica meraviglioso, che mi stupisce veramente tutti i giorni – racconta Giorgia incontrando la stampa nel backstage della prima data milanese Milano, dedicata a una storica fan scomparsa poche ore prima del concerto -. Sono stupita di quello che sta accadendo: dopo vent’anni, vivere momenti così è come se si fosse ricominciato daccapo, ma bene. E’ imprevisto e inaspettato. Credo di essere un caso abbastanza raro per la mia generazione: avere un momento discografico così, un live così vivo e bello. Gran parte del merito va al team che ho, che ha fatto un lavoro che va sottolineato. Io mi stupisco continuamente”.
I numeri raccontano molto ma non tutto del fenomeno Giorgia. Oltre 200mila i biglietti già venduti (con una previsione che supera i 300mila), un album, ‘G’, certificato oro e oltre 250 milioni di stream globali, mentre ‘La cura per me’, il brano portato sul palco di Sanremo l’anno scorso, ha raggiunto il doppio platino con più di 173 milioni di stream, diventando il secondo singolo più venduto del 2025. Per l’artista 54enne, il Forum di Assago segna anche un punto di ripartenza emozionante: “E’ stata una botta di energia incredibile - confessa -. Avevamo suonato qui a dicembre e vedo molta parte di pubblico nuova, alcuni sono i figli di vecchi fan. Avere un pubblico così eterogeneo è una cosa assurda. E ricominciare con una carriera alle spalle, non avendo più 20 anni, è davvero un caso particolare, abbastanza unico nel nostro Paese, e sono contenta. Stasera ho spinto come una disgraziata…”
E mentre il calendario si allunga, si affaccia anche la prospettiva di nuova musica: “Adesso c’è un live estivo che non era assolutamente in programma. Io ho detto che ero stanca, che mi devo riposare, eccetera e invece non nascondo che stiamo lavorando su altra musica – dice Giorgia - mi hanno consigliato di mettermi a scrivere perché da un po’ non lo facevo, e quando ho ripreso a cantare cose mie mi si è un po’ sbloccata la penna. Ho ripreso il coraggio che avevo messo un po’ da parte”. Il progetto è “aperto”, senza la pressione di dover necessariamente tradursi in un album: “La cosa bella è che possono uscire cose diverse, non per forza un disco”. Sul possibile ritorno a Sanremo, magari nel 2027, osserva: “dopo ‘La cura per me’ sono a posto: se mi chiamano vado a fare altre cose”. Il nuovo direttore artistico Stefano De Martino? “L’ho Incontrato mezza volta – ammette -. Lui conosce bene Manuel, il mio compagno, tra ballerini si capiscono”.
‘G-Gran Finale’ sarà anche un momento di celebrazioni, con ospiti sul palco che hanno segnato questo percorso: “Inviterò artisti che mi hanno accompagnata in questi anni – spiega Giorgia - penso a Blanco, Annalisa, Elisa, Eros, con cui ho duettato da poco sul suo disco internazionale. Ma anche Irama o Emma, con la quale condividiamo la passione per Pino Daniele e le notti brave. Un sogno dall’estero? Sarebbe Raye”.
Quanto alla dimensione del live, Giorgia resta Giorgia, dimostrandosi lontana da qualsiasi retorica obbligata, compresa quello dello stadio: “Io questa cosa dello stadio l’ho mai avuta come ambizione – sottolinea -. Penso ad altre cose, poi mi fido di Ferdinando Salzano (fondatore di Friends&Partners, ndr). Semmai sogno di tornare nel club, col mio microfono ma è qualcosa che appartiene al mio essere malinconica. Che lo viva in club, palazzetto o stadio, nella musica cerco sempre l’emozione, è quella cosa lì che conta”. (di Federica Mochi)