Giovanni Esposito: "La risata è la mia cura. Con De Martino a Sanremo? Magari un Dopo Festival alla 'Bar Stella'"

L'attore è nel cast della nuova edizione del comedy show di Prime Video 'LOL – Chi ride è fuori': "Mi sono preparato col portiere del mio palazzo, scherzavamo e io non dovevo ridere ma non ci riuscivo tanto"

Giovanni Esposito - (Ipa)
Giovanni Esposito - (Ipa)
15 aprile 2026 | 09.48
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Giovanni Esposito arriva tra i protagonisti della nuova stagione del comedy show 'LOL – Chi ride è fuori' (dal 23 aprile su Prime Video) con la stessa predisposizione che lo accompagna da sempre: quella di uno che alla risata non sa proprio resistere. "Io sono uno predisposto alla risata sempre, e la gente non ci può credere. Mia moglie mi prende in giro: certe volte stiamo a vedere qualcosa che oggettivamente fa poco ridere e mi scopre a ridere. Dice: 'Ma veramente stai ridendo per questa cosa?'", racconta Esposito all'Adnkronos. È da qui che nasce il suo terrore più grande: non riuscire a trattenersi. "Mi sono preparato col portiere del mio palazzo: scherzavamo e io non dovevo ridere. Ma non ci riuscivo tanto". Per Esposito la risata non è solo un riflesso, è qualcosa di fondamentale. Mi sblocca. Sento che mi rimette a posto delle parti del corpo. E quando vedo la gente ridere penso che il mondo può andare verso il meglio. Soprattutto in questo periodo drammatico".

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Ma la comicità, oggi, è un terreno minato. "Siamo scesi a patti con il politicamente corretto. Ci poniamo a monte dei problemi prima che questi vengano fuori. A 'Stasera tutto è possibile', il programma di Rai2 condotto da Stefano De Martino,"avevo un’improvvisazione con i tic nervosi: ci siamo chiesti se potesse offendere qualcuno e abbiamo deciso di toglierla. Era innocua, ma ci siamo autocensurati. È come quando scrivi una scena bellissima di un film ma sai già che costerà troppo e te la censuri da solo". E questo "influisce sulla creatività". E non solo. "A me fa ridere anche la comicità un po’ scorretta. Ci sono comici americani che oggi verrebbero bannati, ma io mi riscopro a ridere e mi autocensuro la risata, anche se sono da solo in una stanza". Oggi far ridere è più difficile: "Sui social c’hai qualsiasi cosa, contenuti all’infinito. Il pubblico ha un’attenzione che dura un minuto. Quando li devi portare a pensare un po’ di più, diventa complesso". Un po' di nostalgia per la comicità del passato ce l'ha, ma non si lascia sopraffare: "Mi manca Corrado Guzzanti, un genio assoluto. Mi manca la comicità dai tempi più lenti, come Vianello. Però i tempi cambiano, bisogna guardare avanti".

In molti hanno imparato ad amarlo grazie agli sketch comici a 'Step', ma Esposito - made in Napoli, classe 1970 - è un attore. Ha debuttato al cinema nel 1998 in 'Polvere di Napoli' regia di Antonio Capuano. Di recente è apparso in 'Jay Kelly' al fianco di George Clooney e Adam Sandler: "Nonostante il mio inglese, sono nati momenti bellissimi. Clooney è una persona piena, di grande sensibilità, ricca di argomenti. Si è creato un rapporto molto bello. E anche Sandler è super". Il momento più surreale? "Giocare a basket con Clooney e Sandler. Ancora non ci credo". Se dovesse scegliere tra co-condurre il prossimo Festival di Sanremo con De Martino e un altro film con Clooney, Esposito non ha dubbi: "Sceglierei il film con Clooney perché è più nel mio ambito. A Stefano voglio un bene dell’anima e so che lui mi direbbe 'Ma va a fa u film con George Clooney, ma si stru*z?'", dice Esposito in napoletano. Ma 'Jay Kelly' non è l'unico film internazionali sul curriculum dell'attore. 'To Rome with Love' di Woody Allen, 'The Tourist' di Florian Henckel von Donnersmarck - dove ha recitato al fianco di Johnny Depp - 'Book Club - Il capitolo successivo' con Diane Keaton, morta lo scorso ottobre all'età di 79 anni. "Il regista mi presenta a Depp dicendo che sono un attore straordinario. Lui mi guarda come a dire: 'Sto facendo una figuraccia, dovrei conoscerlo'. Ricordo di quando mi portò a fumare un sigaro sul suo panfilo, che era il suo camerino". Keaton "un mito". Sul set "mi diede un cazzotto nello stomaco dicendomi una cosa che lì per lì non avevo capito. Poi l'aiuto regista mi disse: 'Dice che ti odia perché ogni volta che ha una scena con te e poi si va a rivedere al monitor sembra una svampita per come ride'".

Nel corso della sua carriera ha pensato di trasferirsi in America: "Ero in finale per la parte in un film di Ben Affleck. Mi avevano detto che, se fosse successo, avrei dovuto trasferirmi mesi prima. Lì ho pensato: forse ci spostiamo. Poi non è successo". E alla domanda 'ti senti apprezzato in Italia', Esposito dice: "Mezzo e mezzo". Negli anni "mi hanno detto 'sei un attore, peccato che non l'hanno ancora capito tutti'. Gli addetti ai lavori sì, il grande pubblico meno. 'Stasera tutto è possibile' ha cambiato le cose: la gente ha iniziato a riconoscermi e a rivedere anche quello che avevo fatto prima". Sul successo che sta riscuotendo dice: "Non mi interessa il successo, non ho grilli per la testa. La gente che mi incontra al supermercato mi dice 'quindi tu fai la spesa?' e io rispondo 'la faccio da 50 anni'". E ricorda come non sia mai sceso a compromessi: "Per il mio primo film da regista avrei potuto fare una commedia per raccogliere i frutti, invece ho fatto un dramma ('Nero', uscito nel 2024). E sono contento così".

Quando gli si chiede se spera in una partecipazione al primo Sanremo di Stefano De Martino, Esposito dice: "Non credo, sarebbe un condizionamento terribile per lui. Già lo stanno aspettando al varco tutti quanti coi fucili puntati, gli stessi che si meraviglieranno dello strepitoso Sanremo che farà, perché non lascia niente al caso. È una persona preparatissima, intelligente, che si prepara sempre di più e con dietro una squadra fortissima. Farò il tifo per il mio amico". Ma lascia una porticina aperta: "Poi magari ci inventiamo una formula divertente, chi lo sa. Manca ancora tanto". Oppure "ci mettiamo col carretto della trippa fuori dall’Ariston per strappargli una risata". E aggiunge: "Magari un Dopo Festival alla 'Bar Stella' (programma di Rai2 condotto da De Martino andato in onda in seconda serata fino al 2023, ndr), ma dovrebbe esserci Stefano e lui non può". L'amicizia con De Martino è nata grazie all'autore Riccardo Cassini: "Andai a uno spettacolo di Stefano, ci salutammo tra il primo e secondo atto e da lì iniziammmo a giocare, come i bambini con le macchinine. Da lì non ci siamo più lasciati. Sembra che tra di noi ci sia un'amicizia che dura da sempre, e invece no".

Sul cinema italiano, Esposito è netto: "La situazione è drammatica. Abbiamo grandissime maestranze che il mondo ci invidia, costrette a cambiare lavoro. Il governo mi sembra sordo e ondivago. Chi deve finanziare il cinema ha paura. Se il tax credit te lo assegnano e poi dopo sei anni c’è un controllo che rimette tutto in discussione, gli istituti finanziari diranno: o date regole certe o qua non si può fare". E sull'iniziativa del movimento 'Siamo ai titoli di coda', che invita i candidati agli 'Oscar italiani' a boicottare la cerimonia in segno di solidarietà al momento drammatico che sta vivendo il cinema italiano, osserva: "Se fossi candidato userei quel palco non per propaganda politica, ma per spiegare all’opinione pubblica quali sono i problemi. Per anni, ci hanno dipinti come truffatori e arraffoni che si mangiano i soldi degli italiani per fare cinema, ma non è così".

Nel suo cassetto dei sogni c'è "il regista Matteo Garrone" e "fare un po' di più l'attore, essere riconosciuto anche per ruoli diversi", conclude Esposito, che svela: "Ho fatto un provino per un altro film americano. Vediamo che succede". (di Lucrezia Leombruni)

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