Nel film di Noah Baumbach interpreta un divo di Hollywood alle prese con una crisi d'identità. Ad affiancarlo, Adam Sandler: "Non ho rinunciato a molto per il successo"
"Quello che vedete sullo schermo è Jay Kelly, io non sono così triste". Così all'Adnkronos George Clooney quando gli viene chiesto quanto del protagonista del film 'Jay Kelly' gli somigli. L'attore, nell'intervista, tiene subito a precisare che la malinconia del personaggio non gli appartiene: "Ho una moglie fantastica (Amal Clooney, ndr) e due figli meravigliosi che ancora mi vogliono bene. Quando cresceranno, potrebbero odiarmi. Non ho rimpianti. E poi ho degli amici fantastici nella mia vita. Per fortuna è solo un ruolo, sarebbe terribile se fossi davvero così". Nel film del candidato all'Oscar Noah Baumbach, dal 5 dicembre su Netflix, interpreta un divo di Hollywood alle prese con una crisi d'identità. Tra rimpianti e glorie, intraprende un viaggio di auto-scoperta affrontando il proprio passato e il presente, accompagnato dal suo devoto manager Ron, interpretato da Adam Sandler.
Il filo che unisce Jay Kelly e Ron è fatto di rinunce e scelte difficili per il lavoro: "A causa del successo non ho perso molto, sono davvero fortunato", dice all'Adnkronos Sandler. Clooney interviene ironico con un secco: "Credibilità", prima che l'amico e collega riprenda le fila della sua risposta: "Siamo entrambi molto fortunati perché riusciamo a tenere la nostra famiglia vicino a noi. Quando lavori duramente, come in ogni altro mestiere, devi stare lontano dalla famiglia, e questo fa male. Ma cerchi di tornare il prima possibile". Sandler "è molto bravo a tenere la sua famiglia vicino, ed è difficile in questo ambiente", aggiunge Clooney.
I due attori poi si scambiano battute affettuose: "George compie gli anni lo stesso giorno di mia figlia (Sadie, ndr) ma ha dedicato l'intera giornata a lei piuttosto che a sé stesso, nonostante fosse un compleanno importante", ricorda Sandler. Clooney ribatte con ironia: "Grazie per aver detto che compivo 64 anni. Ora sono una canzone dei Beatles ('When I'm Sixty-Four', ndr)". Sul tema del ruolo pubblico delle celebrità, Clooney osserva: "Gli artisti, come ogni cittadino, hanno il diritto di difendere o sostenere ciò in cui credono. Avere un megafono più grande non ti dà più diritti. Puoi parlare, o non parlare. Ma difenderò sempre il diritto delle persone di criticare anche me. La libertà di espressione è il valore più importante", conclude il divo. Sandler si limita a un commento di ammirazione verso il collega: "È stato bellissimo. Ha detto tutto lui". (di Lucrezia Leombruni)