George Clooney: "Non sono triste come 'Jay Kelly', la mia famiglia mi tiene vivo"

Nel film di Noah Baumbach interpreta un divo di Hollywood alle prese con una crisi d'identità. Ad affiancarlo, Adam Sandler: "Non ho rinunciato a molto per il successo"

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29 novembre 2025 | 15.10
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"Quello che vedete sullo schermo è Jay Kelly, io non sono così triste". Così all'Adnkronos George Clooney quando gli viene chiesto quanto del protagonista del film 'Jay Kelly' gli somigli. L'attore, nell'intervista, tiene subito a precisare che la malinconia del personaggio non gli appartiene: "Ho una moglie fantastica (Amal Clooney, ndr) e due figli meravigliosi che ancora mi vogliono bene. Quando cresceranno, potrebbero odiarmi. Non ho rimpianti. E poi ho degli amici fantastici nella mia vita. Per fortuna è solo un ruolo, sarebbe terribile se fossi davvero così". Nel film del candidato all'Oscar Noah Baumbach, dal 5 dicembre su Netflix, interpreta un divo di Hollywood alle prese con una crisi d'identità. Tra rimpianti e glorie, intraprende un viaggio di auto-scoperta affrontando il proprio passato e il presente, accompagnato dal suo devoto manager Ron, interpretato da Adam Sandler.

Il filo che unisce Jay Kelly e Ron è fatto di rinunce e scelte difficili per il lavoro: "A causa del successo non ho perso molto, sono davvero fortunato", dice all'Adnkronos Sandler. Clooney interviene ironico con un secco: "Credibilità", prima che l'amico e collega riprenda le fila della sua risposta: "Siamo entrambi molto fortunati perché riusciamo a tenere la nostra famiglia vicino a noi. Quando lavori duramente, come in ogni altro mestiere, devi stare lontano dalla famiglia, e questo fa male. Ma cerchi di tornare il prima possibile". Sandler "è molto bravo a tenere la sua famiglia vicino, ed è difficile in questo ambiente", aggiunge Clooney.

I due attori poi si scambiano battute affettuose: "George compie gli anni lo stesso giorno di mia figlia (Sadie, ndr) ma ha dedicato l'intera giornata a lei piuttosto che a sé stesso, nonostante fosse un compleanno importante", ricorda Sandler. Clooney ribatte con ironia: "Grazie per aver detto che compivo 64 anni. Ora sono una canzone dei Beatles ('When I'm Sixty-Four', ndr)". Sul tema del ruolo pubblico delle celebrità, Clooney osserva: "Gli artisti, come ogni cittadino, hanno il diritto di difendere o sostenere ciò in cui credono. Avere un megafono più grande non ti dà più diritti. Puoi parlare, o non parlare. Ma difenderò sempre il diritto delle persone di criticare anche me. La libertà di espressione è il valore più importante", conclude il divo. Sandler si limita a un commento di ammirazione verso il collega: "È stato bellissimo. Ha detto tutto lui". (di Lucrezia Leombruni)

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