I due attori tornano sul grande schermo in ‘Finché morte non ci separi 2’, il film Searchlight Pictures in arrivo nelle sale italiane il 9 aprile
A sette anni dal primo capitolo, 'Finché morte non ci separi' torna al cinema con il sequel sempre diretto da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett. Tra horror, umorismo nero e fiumi di sangue, 'Finché morte non ci separi 2' (nelle sale italiane da giovedì 9 aprile) riprende lo spirito del primo capitolo e introduce nuovi interpreti: Sarah Michelle Gellar (star della serie cult degli Anni 90 'Buffy l’ammazzavampiri'), Elijah Wood (per molti Frodo è della saga cinematografica 'Il Signore degli Anelli') e Kathryn Newton. Il film, targato Searchlight Pictures, usa il genere per raccontare dinamiche di potere, mettendo al centro famiglie ricchissime che trattano la vita altrui come un passatempo. Una provocazione che, per i due attori, affonda le radici nella realtà. "Abbiamo parlato molto di potere, anche perché nessuno di noi è cresciuto in un ambiente di potere", spiega Gellar nell’intervista all’Adnkronos. "Eppure ti chiedi come mai chi vive circondato da quel tipo di influenza senta sempre il bisogno di averne di più. Hai già potere, perché te ne serve altro? Per alcune persone è una fame insaziabile, e il film lo mostra bene". Wood sottolinea come la pellicola utilizzi una lente farsesca per raccontare l’abuso di potere: "Queste famiglie hanno letteralmente fatto un patto con il diavolo, quindi è chiaro che tutto va letto attraverso il genere. Ma, al tempo stesso, fa un ritratto del modo in cui chi detiene il potere finisca per essere completamente scollegato da chi non lo ha". Nel ruolo della protagonista Grace torna Samara Weaving. Nel primo film, durante la notte di nozze, la giovane sposa si ritrovava vittima di una terrificante tradizione della ricca e potente famiglia del marito: costretta a partecipare a una versione 'splatter' del nascondino, riusciva a sopravvivere fino all’alba mentre i membri della dinastia - legati a un patto con il misterioso Mr. Le Bail - esplodevano uno dopo l’altro per non aver rispettato l’accordo. Quel massacro era solo l’inizio di una cospirazione più ampia. Sopravvissuta, Grace torna ora per un nuovo 'gioco' ancora più estremo. Affiancata dalla sorella Faith (la new entry Kathryn Newton), deve affrontare quattro famiglie rivali in lotta per il controllo di un Consiglio mondiale, trasformando la sopravvivenza in una caccia all’uomo su scala globale.
Il tema del controllo emerge anche quando si parla di libertà creativa. Gellar rivendica il diritto del cinema di non essere sempre un veicolo di messaggi: "Forse ho un'opinione un po' controversa ma credo che oggi si metta troppa pressione sul cinema perché debba 'dire qualcosa'. Dovremmo ricordarci che stiamo raccontando storie. Non siamo responsabili dell’educazione dei bambini né di spiegare come funziona il mondo". Per l’attrice "il cinema può essere una finestra su quello che accade ma, a volte, c’è tanta pressione per essere politicamente corretti e si finisce per non raccontare le cose per come sono davvero". Gellar definisce 'Finché morte non ci separi 2' un raro spazio di libertà: "Abbiamo potuto farlo esattamente come volevamo. A volte temo che trattiamo il cinema con troppa sacralità" e, invece, "dobbiamo poter esercitare la libertà di espressione, indipendentemente dall’azienda con cui lavoriamo o dal contesto politico. Dobbiamo poter essere creativi, poter prendere in giro le cose: è assolutamente legittimo". Wood aggiunge che intrattenimento e impegno non sono in contrasto: "Il cinema può essere pura evasione, ma anche un luogo in cui dare voce a chi non ce l’ha. Il racconto serve a intrattenere, ma anche a trasmettere idee e a rappresentare la complessità dell’essere umano".
Anche i registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett riconoscono quanto il film rifletta il presente. "Purtroppo, forse è fin troppo realistico", spiegano all’Adnkronos. "L’idea che i potenti approfittino di chi li circonda è sempre attuale. Noi abbiamo estremizzato questa dinamica, ma è scioccante rendersi conto che non è così lontana dalla realtà". Nell’intervista, i registi riflettono sull’esplosione dell’horror negli ultimi anni e per loro è legata proprio a questa percezione collettiva: "Oggi c’è la sensazione diffusa che il mondo sia un posto oscuro. C’è un vero bisogno di esplorare quella paura in modo sicuro e catartico, magari condiviso con una comunità. I migliori horror hanno sempre fatto da specchio alla realtà, e forse ora siamo in un periodo particolarmente buio". E quando gli si chiede cosa faccia più paura, la risposta è immediata: "La realtà". Sul futuro del franchise, i due registi non escludono nulla: "Siamo molto aperti all’idea di un sequel, un prequel o una serie. Ci divertiamo troppo a vivere in questo mondo e a lavorare con questi attori. Al momento non c’è un’idea concreta, ma non escludiamo nulla".
Nonostante i ruoli iconici che li hanno resi celebri, Gellar e Wood non si sono mai sentiti intrappolati. "Se devo restare intrappolata nel ruolo di una supereroina che salva il mondo (Buffy, ndr) e che le persone amano, allora ci resto volentieri", dice Gellar senza esitazioni. "Nel pieno del successo di ‘Buffy' ho potuto interpretare anche 'Cruel Intentions - Prima regola non innamorarsi' (di Roger Kumble, ndr). I miei fan mi hanno permesso di farlo". Wood si dice "sempre felice di parlare de 'Il Signore degli Anelli'. Non è un peso. Anzi, quel lavoro ha portato nuove opportunità. Ci sono film arrivati proprio grazie a quella saga. Non mi sono mai sentito penalizzato". (di Lucrezia Leombruni)